Red Bull: la RB16B può sfidare la Mercedes W12?

Red Bull: la RB16B può sfidare la Mercedes W12?


La stagione 2020 ha visto Red Bull recitare la parte di seconda forza, subito dietro alle Frecce Nere. Tuttavia, la differenza di competitività tra compagni di squadra è stata netta. Max Verstappen ha ottenuto ben undici podi e due vittorie, dimostrando una grande maturità nel gestire i rapporti con la squadra e individuare una direzione di sviluppo. Albon, al contrario, ha faticato tutto l’anno. Difficilmente in grado di trovare il giusto bilanciamento della vettura, ha spesso patito distacchi abissali rispetto al talento olandese. La prestazione della RB16 ha visto alti e bassi continui. Ciò nonostante, marchio di fabbrica della scuderia di Milton Keynes, la squadra ha saputo approfittare delle gare in cui la vettura è stata capace di insidiare il dominio Mercedes. Ha ottenuto due vittorie brillanti: Silverstone e Abu Dhabi. Inoltre, in diverse occasioni, Verstappen è stato davvero bravo a estrapolare più prestazione di quanta effettivamente la sua auto potesse esprimere. Così facendo, in diverse occasioni, abbiamo visto la RB16 tra le due W11

A inizio stagione, il reparto tecnico della Red Bull ha dovuto risolvere qualche grattacapo. I problemi, come sappiano, riguardavano l’aerodinamica. Dal il primo week-end stagionale in Austria, i piloti si sono fortemente lamentati di un carico verticale alquanto instabile. Un livello di downforce incostante crea diversi problemi, capaci di rendere una vettura “imprevedibile”. L’incertezza iniziale, sebbene solo in parte, è stata risolta grazie a un lavoro di correlazione tra i dati della galleria del vento e quelli raccolti in pista. Sotto questo aspetto, va sottolineato come i tecnici Milton Keynes abbiano sempre dimostrato grande capacità di recupero. 

Red Bull RB16
la RB16 di Max Verstappen

Un ottimo lavoro è stato portato avanti anche sulla power unit. I tecnici giapponesi hanno proposto diversi step evolutivi, sia a Monza, con la centralina unica, che a Spa. La collaborazione tra Honda e Red Bull ha portato i propri frutti, al contrario dell’avventura nipponica con il team McLaren. La scuderia austriaca si conferma quindi un buon cliente, capace di estrarre il meglio da un rapporto lavorativo. In termini di pura performance, la RB16 ha confermato di avere una componente telaistica davvero buona. Caratteristica portata avanti oramai da parecchi anni, utilissima per adattare al meglio il setup al deficit di potenza sofferto rispetto a Mercedes.

Proprio come per Ferrari, anche se con un gap decisamente più limitato, in Red Bull si sono ritrovati con un propulsore meno performante rispetto a quello prodotto a Brixworth. Durante l’arco del campionato si è quindi cercato il giusto compromesso tra downforce e velocità di punta, visto la poca linearità di marcia abbinata, in alcuni casi, al fenomeno del clipping. Per questa ragione la RB16 è stata spesso “scaricata”, perdendo parte del carico verticale per guadagnare Km/h in rettilineo. 

Red Bull

Di conseguenza, i dati telemetrici di Red Bull della stagione 2020, erano caratterizzati da una velocità di punta simile a quella Mercedes. Mentre la differenza in curva era appunto determinata dal “setup di compromesso”. In questo modo, i risultati ottenuti hanno soddisfatto i tecnici di Milton Keynes in quasi tutte le tipologie di circuito. 

Alla presentazione della RB16, oltre alcune soluzioni nuove e altre “copiate”, la squadra guidata da Newey ci aveva stupito con la particolare configurazione del muso. L’idea del britannico è stata quella di portare una maggior quantità di flusso al di sotto della vettura. Una zona, quella del muso, che ha subito molto lavoro nelle ultime stagioni. Il team di aerodinamici capeggiati dal genio britannico ha sempre scelto una strada non condivisa dagli altri team, con l’obiettivo di “ripulire” la protuberanza del nosecone. Grazie a questo accorgimento il flusso non “ristagna”, e automaticamente non crea quelle turbolenze che andrebbero poi a influire sull’efficienza di altri componenti, come ad esempio i turning vanes e parte dei bargeboard.

Red Bull

La cura maniacale nella gestione dei flussi ha da sempre contraddistinto il lavoro svolto a Milton Keynes. Oramai da diversi anni, la linea dettata risulta molto chiara: utilizzare una filosofia short wheelbase con l’angolo che il diffusore crea con l’asfalto molto pronunciato. Filosofia che, oltre creare carico al posteriore, cerca di sopperire alla perdita di downforce all’anteriore nel momento in cui la monoposto diminuisce gradualmente la velocità. Si dice che per queste ragioni, a differenza di altri team come Mercedes, Red Bull potrebbe essere maggiormente “danneggiata” dalle nuove norme che regolano l’area del fondo davanti alle ruote posteriori. Cio nonostante, la fiducia e l’ambizione di poter lottare con le Frecce Nere esiste. In casa Red Bull infatti, sono convinti di aver realizzato i giusti passi per poter sfidare sua maestà Mercedes nella lotta al titolo.

Non possiamo che inserirli tra i favoriti per la battaglia al titolo mondiale. Soprattutto se parliamo di costruttori” ha commentato proprio questa mattina Toto Wolff che poi ha aggiunto: “affrontare la Red Bull rappresenterà per noi una doppia sfida. Dovremo saper giocare bene tutte le nostre carte, guardando sia al mondiale costruttori che al campionato piloti”. Sebbene in casa Mercedes la pretattica non manchi mai, le operazioni svolte dal team austriaco per migliorare la vettura della stagione 2020 hanno senz’altro destato l’attenzione della scuderia tedesca.

Sappiamo che la maggior parte gli sforzi profusi per rendere più competitiva la RB16 sono stati realizzati al retrotreno. Durante la scorsa stagione sono stati effettuati due cambi importanti sulla vettura austriaca. Aumentare la distanza tra i due triangoli della sospensione posteriore, tramite una modifica al bracket, ha servito per migliorare sia il bilanciamento della vettura che l’aerodinamica. Mentre il cambio di filosofia sull’ala posteriore, passando al mono pilone, è stato effettuato per garantire una stabilità maggiore al retrotreno. Per dare continuità al lavoro intrapreso lo scorso autunno, i due gettoni disponibili dal regolamento sono stati spesi per modificare la configurazione della scatola del cambio che, a sua volta, ha permesso di sviluppare ulteriori soluzioni aerodinamiche in quella zona.

Per quanto riguarda il propulsore invece, risolvendo alcuni problemi legati alle temperature di esercizio, la massimizzazione effettuata, sommata a un utilizzo più spinto della parte ibrida, dovrebbe regalare un salto prestazionale importante. Se l’affidabilità reggerà, visto il doppio step evolutivo anticipato di parecchi mesi, ne vedremo delle belle. Resta da capire se all’avantreno, senza la possibilità di operare modifiche strutturali alla monoposto, vedremo qualche novità di rilievo. Domani, tardo pomeriggio, i dubbi al riguardo saranno sciolti durante la presentazione della RB16B


Autori: Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich – Alessandro Arcari – @berrageiz

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