Ferrari: “A Barcellona non si nascondono le proprie debolezze”

Ferrari: “A Barcellona non si nascondono le proprie debolezze”


Salutata Portimão il circus è pronto a dirigersi verso Barcellona per affrontare il primo back-to-back della stagione 2021. Un ritorno a casa per molti versi, dal momento che il circuito catalano è stato per molto tempo (dal 2015) designato come indiscussa località per i test invernali. Solamente quest’anno a causa del covid, abbiamo assistito ad un repentino cambio di programma che ha costretto, agli inizi del mese di marzo, i tecnici e le nuove vetture di F1 a far rotta verso il circuito di Sakhir (Bahrain).

Dunque, tutte le squadre sono molto ansiose di conoscere il loro stato di forma su un circuito conosciuto praticamente a menadito. Tra queste ovviamente anche la Ferrari, con David Sanchez, responsabile dell’area veicolo, in un’intervista rilasciata per il sito ufficiale del Cavallino, che è andato a rivelarne alcune delle principali peculiarità: “Ciò che rende Barcellona particolarmente speciale per le vetture di F1 e gli aerodinamici sono le curve, capaci di spaziare tra una vasta gamma di ampiezze. Tornanti che sarà poi possibile ritrovare in altri circuiti andando avanti nella stagione. Curve molto lente, molto veloci, a media velocità, corte, lunghe… Un bel mix che permette di comprendere quali siano le vere debolezze dell’auto. A Barcellona non c’è modo di nascondersi. Speriamo di esser in grado di fare un buon lavoro”.

Ferrari: “A Barcellona non si nascondono le proprie debolezze”
Carlos Sainz Jr, Ferrari SF21, Portogallo 2021

Data la diversa tipologia di curve presenti, quello di Barcellona, viene considerto da molti un tracciato da massimo carico aerodinamico, tuttavia ci sono degli aspetti che vanno tenuti in considerazione. “La pista ha subito un’evoluzione negli ultimi anni ed è passata dal richiedere dei valori indiscutibilmente di alto carico a prediligere quello che possiamo definire come un compromesso ha proseguito il tecnico francese. “I primi due settori ad esempio, se fossero estrapolati dal tracciato, potrebbero considerarsi da medio carico. Purtroppo però poi bisogna fare i conti anche con l’ultima parte del circuito, che di fatto è una Monaco in miniatura richiedente tutta la downforce che la vettura è in grado di generare. In definitiva, solamente l’ultimo settore richiede valori di alto carico aerodinamico, e pur di essere veloce in questa parte vorresti poter contare su ogni goccia di downforce a tua disposizione”.

Quando si parla di carico aerodinamico, la prima cosa che si tende ad osservare di una vettura sono indubbiamente i flap, l’incidenza delle ali e la loro superficie. Tuttavia vi sarebbero anche altre parti della monoposto da tenere in considerazione e su cui andare lavorare. “Quando le vetture arrivano in pista, lo sguardo di chi osserva è generalmente rivolto alle ali, ma c’è un lato nascosto, persino più potente su cui i tecnici tentano di agire” la nota curiosa svelata da Sanchez in chiusura della sua intervista. “Concettualmente, bisogna si tenta di generare il giusto quantitativo di downforce laddove occorre realmente e questo lo fai lavorando attorno all’intero corpo vettura. Lo fai cercando di ottimizzare il tutto per le diverse tipologie di tracciato in cui si andrà a correre nel corso della stagione e anche a Barcellona questo sarà un aspetto sul quale ci concentreremo molto”.


Autore: Marco Sassara – @marcofunoat

Foto: Formula Uno – Ferrari

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