martedì, Maggio 21, 2024

La Superlega della F1

La FOTA è morta nel 2014.  Ammesso che prima fosse viva. E più di qualche lettore si chiederà di cosa stiamo parlando. La sigla è l’acronimo di Formula One Team Association. La notizia della sua nascita, 29 luglio 2008, fu data in pompa magna. La sede della fondazione ci dice molte cose: Maranello. Primo presidente, indovinate un pò: Luca Cordero di Montezemolo. L’uomo in quel momento era una sorta di imperatore del mondo automobilistico: presidente di FIAT e Ferrari, presidente di Confindustria, più una sfilza di altri titoli che sarebbe lungo elencare.

La FOTA si proponeva, almeno questi erano i proclami iniziali, di creare un campionato del mondo alternativo alla F1 e raggruppava tutte le scuderie allora iscritte proprio alla massima categoria del motorsport. Molti annunci roboanti: piste storiche da mantenere e rivalutare, costi da tenere sotto controllo pur con il massimo dell’evoluzione e sperimentazione tecnologica in ambito motoristico, nuovo punteggio da adottare per il mondiale etc etc…

Ai tanti proclami, come spesso accade, non seguirono altrettanti fatti. La FOTA non era tanto un’associazione diretta contro la FIA, il massimo ente mondiale regolatore degli sport motoristici, con cui ebbe spesso interlocuzioni, quanto verso la FOM (Formula One Group, quella di cui è ora presidente Stefano Domenicali): l’entità, chiamiamola così perché è abbastanza fumosa la sua definizione, che gestisce l’organizzazione propria della Formula Uno e la parte finanziaria e commerciale, compresi i dividendi da dare alle squadre in base ai risultati raggiunti per ogni campionato mondiale (che riguardano più specificamente il cosiddetto “Patto della Concordia”).

La Superlega della F1

Quando si legge la storia breve ed effimera della FOTA, un pensiero alla Superlega nata e naufragata in poche ore (a scanso di ulteriori colpi di scena) viene quasi spontaneo. La prima cosa che risulta chiara è che con entità sovranazionali che si sono strutturate nel tempo (o con sue dirette e indirette emanazioni) è quasi impossibile “dare contro”, per tutta una serie di motivi trasparenti e nobili… e meno trasparenti e nobili; compreso un potere ricattatorio che, è solare, questi enti hanno rispetto ai loro “affiliati” o partecipanti.

Ma, d’altronde, anche le differenze sono evidenti. Intanto la durata fu meno effimera, e qualche risultato, soprattutto per condizionare le scelte di FOM e FIA fu raggiunto, come ad esempio il congelamento del regolamento fra il 2009 e il 2010. La FOTA è morta, dicevamo, nel 2014, poco prima del nuovo campionato mondiale ibrido che avrebbe dato partorito il lunghissimo e asfissiante dominio Mercedes.  A darne notizia poche righe nei mass media di settore. Nel 2011 avevano già abbandonato il team fondatore, la Ferrari, e la Red Bull. L’ultimo presidente fu Martin Withmarsh (McLaren).

Dopo la dissoluzione del progetto FOTA, risulta chiaro (almeno al sottoscritto) che essa fosse semplicemente uno strumento di pressione nei confronti di FOM e FIA. E se forse non lo era all’inizio, lo è diventato dopo. Quando chi voleva ha ottenuto ciò che desiderava, tanti saluti e grazie. Resta in sospeso la domanda: era davvero sbagliato pensare ad un campionato diverso, sganciato dalle logiche FOM?

“Ai posteri l’ardua sentenza”, direbbe il Manzoni


Autore: Mariano Froldi – @MarianoFroldi

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