Analisi on board Bottas – Stiria 2021: Passo solido per un ottimo podio

Dopo una lunga striscia di gare sfortunate e non proprio convincenti, Valtteri Bottas riesce a rimetter piede sul podio. E la cosa non era affatto scontata visto che il finnico partiva in quinta piazza a causa di una penalità (leggi qua l’approfondimento) che lo ha costretto a lasciare la prima fila che si era caparbiamente costruito nelle qualifiche del sabato. Il Gp di Stiria dell’ex Williams è stato tutt’altro che semplice, specie nelle battute finali quando si è dovuto difendere dal prepotente ritorno di Sergio Perez che aveva provato a beffare, una volta ancora, un pilota che continua a rimanere al centro di insistenti voci di mercato alimentate da Lewis Hamilton che ha lasciato intendere che lo vorrebbe ancora come compagno di squadra. Ma vediamo come sono andati i 71 giri della Mercedes W12 n°77.

Il GP si è disputato in una giornata tipicamente primaverile, con temperature dell’aria di 26°C e della pista, alle 15:00, di 52°C. Smentite, dunque, le previsioni meteo dei giorni precedenti che parlavano di un altissimo rischio pioggia.

45 secondi prima dell’inizio del giro di formazione la Freccia Nera viene abbassata sull’asfalto.

Bottas ingrana la prima e può partire per la tornata nella quale, come da consuetudine, cercherà di mettere nella corretta finestra di utilizzo le Pirelli a mescole media con le quali affronterà il primo stint di gara.

Concentriamoci sullo start. Bottas è sulla sinistra, alle spalle di Norris, sulla sua stessa linea, e di Perez sulla quarta piazzola, a destra del rettilineo di partenza. Sia l’inglese della McLaren che il messicano della Red Bull sono su pneumatici a compound soft. Riccardo Musconi, come da prassi consolidata, si apre in radio per comunicare che l’ultima vettura si è schierata.

Allo spegnimento delle luci rosse lo scatto è pulito, ma non tanto efficace quanto quello delle due vetture suddette che si avvantaggiano grazie alla maggiore aderenza scaturente da una gomma più prestante nel breve. In ogni caso il finlandese riuscirà a mantenere il contatto e si terrà in posizione guardinga godendosi lo spettacolo del duello che inizia ad abbozzarsi di fronte e lui. Alla fine del primo giro Valtteri avrà conservato la quinta pizza. Grasso che cola in un periodo in cui tutto girava storto.

Nelle prime tornate, mentre i distacchi vanno a sedimentarsi, l’ingegnere di pista della vettura 77 si limita a comunicare le posizioni dei piloti ingaggiati col finnico. Al passaggio 5 avvisa che è possibile usare l’ala mobile per poi aggiungere, poco dopo, “What we see is really good” alludendo evidentemente al passo gara molto “strong” di Bottas che resta incollato al duo Perez-Norris.

Il pace race della McLaren inizia ad alzarsi sensibilmente. La creatura di Woking, che ricordiamo essere partita con gomme soft, ravvisa il primo cliff prestazionale causa degrado. Musconi si apre in radio e ammonisce di gestire bene le gomme: “Don’t use your tyres now“. Siamo all’ottavo giro dei 71 previsti e il distacco da Sergio Perez è costante sul secondo e mezzo. Musconi ritmicamente scandisce i passi gara di Hamilton-Verstappen e di Perez-Norris.

La crisi di gomme del talento inglese è ormai manifesta. Al giro 11 il messicano della Red Bull si beve il rivale.

Musconi: “Ice button: on; HPP set Position 7″. E poi: puoi sorpassare“. Al passaggio 12, a curva 4, la manovra si concretizza nell’arrendevolezza di Norris che non può opporsi:

Musconi ammonisce: “Just defendig in the four“. E aggiunge: “Perez 2 seconds ahead, close the gap. Dont’t stress the tyres“. Le comunicazioni iniziano ad essere leggermente disturbate, le immagini ballerine. E infatti la comunicazione video salta per un bel po’. Tanto che si può ascoltare, sporadicamente, la sola voce del tecnico. Questo è ciò che possiamo vedere:

Le immagini e il sound della W12 tornano intorno al passaggio 16. Musconi rammenta di prestare attenzione al vento la cui forza va incrementandosi. Bottas risponde domandandone la direzione. La radio gracchia qualcosa di onestamente incomprensibile. Nel frattempo la forbice cronometrica da Perez si è leggermente aperta (+3.0 sec), cosa confermata anche visivamente: la RB16B è lontana:

Musconi ripete un dato interessante per far meglio calibrare la guida al pilota. Avvisa, infatti, che è più efficace di Hamilton nelle curve lente, mentre paga in quelle veloci.

Al passaggio 20 l’ingegnere chiede un balance check. E’ tempo di impostare la strategia. Bottas è soddisfatto della macchina e delle gomme e arriva così l’indicazione: “Close the gap“. La cosa avviene e, in effetti, prima del pit di Sergio Perez (giro 27) il distacco è diminuito a 1.5.

E’ questo il momento chiave della gara del finnico. Il pit stop della Red Bull è negativo. Musconi subito ragguaglia il suo pilota: “A very slow stop for Perez“. Matura l’idea dell’overcut. Viene data più potenza: “Everything you got, STRAT 5 per compiere il sorpasso ai box. E poi la chiamata: Box, box, brake balance for the line“.

Quando i meccanici abbassano la vettura dopo il montaggio delle hard, Musconi avvisa che Perez è curva 9. Sarà un ritorno in pista delicatissimo. Bottas la spunta per meno di un secondo: è davanti al rivale in quarta piazza alle spalle di Verstappen, Hamilton e Norris che dovrà fermarsi per smontare le soft. Stavolta il box Mercedes, complice l’errore di quello rivale, ha lavorato in maniera perfetta mettendo il suo pilota in condizione di giocarsi il podio.

Ora è il britannico della McLaren l’obiettivo e Musconi comunica il suo passo per poi aggiungere “What do you think of STRAT 11 to manage your tyres”?. Non arriva risposta, ma si vede Bottas smanettare per impostare una modalità endotermica molto conservativa.

E’ P3 al passaggio 32, quando Norris effettua la sua sosta. In questa fase della gara viene posta massima attenzione agli pneumatici. Il tecnico di pista evidenzia una limitazione sulla posteriore sinistra, Bottas replica che è molto soddisfatto dell’assetto della sua vettura.

Il finnico è una lepre che Sergio Perez non riesce ad afferrare. Il distacco non cala mai da consentire al messicano di mettersi in zona DRS. Ecco che dal muretto Red Bull provano una manovra aggirante che si realizza alla tornata 55: il vincitore del GP di Baku viene chiamato ai box per un’extra pit per ottenere due risultati: togliere il GPV ad Hamilton aiutando quindi Verstappen a raggranellare più punti e provare ad incollarsi a Bottas negli ultimi giri per averne la meglio a gomma più performante.

Quando Perez riprende la via della pista la situazione è la seguente:

Il margine di Bottas è importante (+25 sec), ma potrebbe non bastare visto il ritmo indiavolato che il messicano impone con le Pirelli medie. Tant’è che al passaggio 57 soffia il giro veloce ad Hamilton che poi se lo riprenderà all’ultima tornata. In Mercedes non possono replicare la mossa del muretto Red Bull e non possono far altro che rimanere in pista gestendo il materiale e districandosi bene coi doppiati.

Tra i problemi di trasmissione video che ogni tanto rifanno capolino il margine di Bottas su Perez si assottiglia sensibilmente. Al giro 64, ossia dieci giri dopo il pit, la Red Bull ha rosicchiato ben 15 secondi. Musconi si apre in radio con messaggio motivazionali: “You’re making a good job Valtteri“.

Ora mancano sette passaggi al termine e Perez inizia a diventare minaccioso. Musconi dà indicazioni chiave: “Perez non ci raggiungerà prima dell’ultimo giro. Preserva le gomme per l’ultimo giro“. Stavolta l’ingegnere imolese sarà profetico perchè si realizzerà proprio quanto previsto. Aggiunge che bisogna impostare STRAT 12 per avere poi più potenza all’ultimo giro.

A quattro giri il gap è sui sei secondi, in rapida decrescita.

Al penultimo passaggio Bottas sfrutta il doppiaggio di una Aston Martin per tenere il gap a 2 secondi.

Il messicano si fionda sulla W12 nera alla fine del giro 70. Il distacco è di 1.4. Poco per permettere alla Red Bull di ingaggiare un duello con la Mercedes. La terza piazza è salva, Bottas ritorna sul podio dopo un GP molto solido.

Musconi comunica le posizioni e si può sentire la voce di Toto Wolff sovrapporsi: “Well done Valtteri“. L’ingegnere riprende la parola è afferma: “Abbiamo ottenuto ciò che volevamo“.

In effetti non era scontato andare a podio dopo la penalità del sabato e con questa super performante Red Bull che partiva davanti. Si è visto un Bottas quanto mai concentrato e determinato che ha perfezionato le performance ottenendo il massimo ottenibile su una pista dimostratasi tutt’altro che amica della W12. Tra quattro giorni si replica sullo stesso palcoscenico e il ritornello tecnico dovrebbe essere il medesimo. A meno che non intervenga la pioggia che pare essere copiosamente annunciata. Valtteri si sta giocando il futuro, le sue prestazioni devono stabilizzarsi sui livelli osservati in Stiria.


Autore: Diego Catalano – @diegocat1977

Foto:F1TV

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