Red Bull vola, Ferrari deve migliorare nella gestione gomme

Red Bull vola, Ferrari deve migliorare nella gestione gomme


Il tracciato di Baku continua a regalarci delle gare piene di colpi di scena. Il duello Max-Lewis si è riproposto fin da subito, ma tra i due litiganti è Perez a godere. Vince la sua seconda gara in carriera davanti ad uno splendido Vettel e uno strabiliante Gasly. La due Ferrari scivolano nelle retrovie durante la corsa, ma Leclerc riesce a riparare i danni al traguardo.

Cominciamo subito concentrandoci sullo stint iniziale della gara. I piloti nella top-ten hanno tutti scelto di affrontare la partenza con la gomma Soft. La mescola più morbida non aveva dato riscontri ottimi nella giornata di venerdì. In pochi giri le gomme dell’assale posteriore tendevano a surriscaldarsi uscendo così dalla finestra ottimale. Fin dai primi giri si è capito che il degrado era minore di quanto previsto. Molto probabilmente i team sono andati a proteggere con il setup le gomme più sollecitate, in particolare la posteriore destra. Ciò ha consentito di allungare di qualche giro il primo stint. Tornate preziose per riuscire a impostare la gara sulla sosta unica. La Hard è stata largamente utilizzata da gran parte della griglia. La gomma dura è una High Working Range, simile alla Soft del 2018. Il range di temperature più alte con cui è capace di lavorare l’ha resa la gomma da gara per eccellenza.

In pochi giri Leclerc è stato scavalcato da molti piloti sul rettilineo principale. La mancanza di potenza ha tolto la possibilità ai piloti Ferrari di avere un buon ritmo durante la gara. Tuttavia non si può puntare il dito solamente sulla Power Unit. Nelle simulazioni del venerdì il degrado della gomma era molto alto. In gara la situazione non è migliorata. Charles è stato addirittura il primo tra i top a passare alla Hard. Come si vede dalla tabella sottostante, il passo della SF21 non è stato a livello. Su una pista probante in termini di degrado, la vettura italiana ha dimostrato di dover migliorare ancora. In qualifica è ottimo riuscire a mettere molta energia nelle gomme, tuttavia in gara potrebbe essere diventato uno svantaggio. Il pacchetto aerodinamico un po’ più scarico potrebbe anche aver influito. Con un livello minore di downforce la vettura tende a ‘scivolare’ maggiormente sull’asfalto. Ciò potrebbe aver provocato molto overheating.

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Quasi ad occhio si poteva notare come Verstappen, sin dalle prime fasi fosse in grado di tenere un ritmo superiore rispetto a Hamilton. Il pilota britannico della Mercedes ha messo molto del suo nella prestazione odierna, riuscendo a stare attaccato all’olandese. Lewis si è lamentato spesso via radio di quanto la vettura fosse un po’ sbilanciata verso l’avantreno. Di conseguenza i due assi non si ‘sposavano’ a dovere. Ciò ha contribuito ad avere un degrado maggiore sulle mescole montate al posteriore. In Red Bull questi problemi sembravano non averli, anzi. I due tori hanno confermato di avere in tasca un passo superiore al resto della griglia.

Ciò ha consentito di ritardare di qualche giro la sosta. Verstappen e Perez sono stati gli ultimi due, tra i top, a fermarsi. Come avevamo anticipato, l’overcut è stato utilizzato spesso ai box, delineandosi la strategia più forte. Tale strategia è stata avvantaggiata anche dal fatto che le mescole anteriori appena montate al pit-stop facevano fatica ad andare in temperatura. Specialmente le Hard. Di conseguenza la prestazione non era disponibile fin da subito. Quanto detto lo si può verificare nel grafico del passo gara subito sotto, basti osservare quanto la prestazione sul giro migliori nell’arco dei primi giri.

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Anche Gasly, grazie all’overcut, ha preso la posizione su Leclerc. Un weekend perfetto per l’AlphaTauri. Il francese e la sua AT02 hanno dimostrato di essere molto gentili con il compound più morbido. A guadagnare molto con la sosta posticipata è stato anche Vettel. Il tedesco ha tenuto per 18 giri il suo treno di Soft. Montando la Hard ha continuato ad avere un buon ritmo. L’Aston Martin pare aver gestito molto bene le Pirelli sul tracciato azero. Anche Stroll, prima di finire a muro, avrebbe potuto concludere a punti.

Il secondo stint sarebbe anche stato l’ultimo se non fosse stato per la bandiera rossa. In questo frangente Verstappen ha fatto il vuoto mentre Hamilton è rimasto imbottigliato dietro a Perez. Alla Mercedes è mancato un po’di spunto per sopravanzare la Red Bull motorizzata Honda. Sul fronte Ferrari, il passo di entrambi i piloti è migliorato una volta montata la Hard. Il degrado è stato più contenuto, consentendo ai due ferraristi di spingere maggiormente.

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La McLaren è stata la grande delusione di questo appuntamento. La scuderia britannica con la motorizzazione Mercedes si pensava potesse stupire. Così non è stato e altri punti sono stati regalati alla casa di Maranello. Norris nella top ten al traguardo, tuttavia sembra che il team non sia riuscito a trovare il setup adatto al cittadino azero. Il pilota inglese si è trovato bloccato dietro a Tsunoda, troppo veloce sui rettilinei per provare il sorpasso. A concludere subito alle spalle della scuderia di Woking troviamo Alonso con la sua Alpine. Il pilota spagnolo in una gara ‘pazza’ si è fatto valere. Il problema principale della vettura francese su questo tracciato è stato attivare i copertoni anteriori. In gara lo svantaggio si è attenuato, consentendo a Fernando di lottare per delle buone posizioni.

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Bottas e Sainz hanno incontrato alcune difficoltà rispetto ai compagni di squadra. Il finlandese a prescindere fuori dalla zona punti, mentre lo spagnolo ha portato a casa un’ottava posizione. Partito dietro, Sainz ha trovato il passo solo in alcuni frangenti mentre montava la Hard. Il pilota Mercedes è invece risultato essere in alto mare. Lewis è riuscito a guidare ‘sopra’ i problemi della W12, mentre lui non è mai giunto allo stesso livello.


Autore: Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich

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