Duello Hamilton – Verstappen: Toto Wolff invita a calmare gli animi

Il Gran Premio di Inghilterra ha consacrato definitivamente una nuova rivalità del mondo della F1: Max Verstappen vs Lewis Hamilton. Non che i due piloti, in precedenza, non si siano mai fronteggiati con ardore. Ma il livello di tensione raggiunto a Silverstone non lo si era mai toccato prima. Nemmeno all’inizio di questo campionato in cui, spesso, il britannico della Mercedes ha mostrato un atteggiamento guardingo quando si è trovato ingaggiato ruota a ruota con l’alfiere della Red Bull.

Una strategia votata alla saggezza che poteva avere un senso quando il distacco in graduatoria era esiguo. Ma quando la differenza in punti ha iniziato ad essere preoccupate (33 al sabato pomeriggio, nda) è arrivato il cambio di passo: Hamilton ha rotto gli indugi ed ha deciso di rendere pan per focaccia al rivale (per approfondire leggi qui). Soprattutto dopo aver subito il sorpasso alla partenza della qualifica sprint. Soprattutto se il teatro della sfida era il circuito di casa.

Il contatto della curva Copse rimodella l’essenza di un dualismo finora mantenuto nei limiti di sicurezza. Dopo il Gp di Gran Bretagna c’è la sensazione che tale soglia di guardia sia stata abbondantemente superata. Lewis, da una parte, che afferma che non alzerà più il piede negli scontri corpo a corpo; Max, che se ne sta apparentemente buono, ma che cova internamente la vendetta sportiva. Due bestie da corsa che annusano la concreta possibilità di azzannare la preda grassa che ha le sembianze del titolo iridato. Il rischio di un’escalation incontrollata ed ingestibile è concreto. Ma è una prospettiva da evitare sia per salvaguardare l’incolumità dei protagonisti, sia per scongiurare che un campionato possa essere vinto a suon di sportellate. L’intera F1 ne uscirebbe macchiata.

Duello Hamilton - Verstappen: Toto Wolff invita a calmare gli animi
Il momento del contatto tra la W12 e la RB16B

Del duello tra i due galletti ha parlato Toto Wolff che ha speso dichiarazioni atte a rasserenare gli animi dopo una settimana di polemiche arroventate. “Penso che l’intensità della battaglia sia aumentata dopo Silverstone. Chiaramente non sarà l’ultima volta che Max e Lewis combatteranno per la posizione e speriamo che possano farlo sportivamente. In caso contrario, è un processo logico, vedremo più incidenti“.

Il boss della Mercedes è consocio del fatto che un mondiale è assimilabile ad una corsa a tappe e non ad una grande classica da colpo singolo. Hamilton, secondo il suo “datore di lavoro”, ha sviluppato negli anni la facoltà di vedere le cose nell’insieme avendo un atteggiamento ragionato che gli ha spesso suggerito di tenere a freno gli impulsi: “Penso che parte del successo di Lewis – ha spiegato il team principal viennese ai taccuini di Motorsport – non sia dovuto solo alle sue capacità di guida, ma anche alla sua maturità. Avere una visione strategica di lungo termine è fondamentale per vincere i campionati. Lo scopo è fare più punti anche quando non si possono massimizzare le prestazioni. Ma stavolta né lui né Max hanno pensato al futuro e nessuno dei due ha ceduto. Questo ha causato l’incidente“. Parole che lasciano intendere che per il clan AMG quello della Copse sia stato un concorso di colpe, il classico incidente di gara che non doveva essere sanzionato. Parere, questo, condiviso da diversi piloti del presente (Alonso, Albon, Leclerc) e del passato (Mika Hakkinen su tutti).

Duello Hamilton - Verstappen: Toto Wolff invita a calmare gli animi
Lewis Hamilton e Toto Wolff, Mercedes-AMG F1

La durezza che Hamilton ha mostrato nella battaglia non è stata un’antifona o una dimostrazione di forza fine a se stessa. Dopo una carriera pluriennale e sette titoli ottenuti la caratura tecnica del pilota è manifesta e conclamata. Wolff ritiene che l’aver tenuto botta in ingresso di una piega così veloce è servito esclusivamente per vincere una singola sfida di quella più lunga guerra che è un campionato del mondo di F1. “Penso che Lewis non debba dimostrate nulla. Ha vinto 99 gare ed è un sette volte campione. Non c’è nulla che debba fare per far comprendere che pilota è“.

Pur spiegando il punto di vista dell’area Mercedes sull’accaduto, le dichiarazioni di Wolff sono improntate alla distensione dei toni. Ben vengano, quindi, parole atte a rasserenare gli animi. Per ora, dal Milton Keynes, non si sono riscontrati messaggi affabili. Tra accuse di antisportività e minacce più o meno brandite di ricorsi ai tribunali FIA, in Red Bull sembrano non voler sotterrare l’ascia di guerra. Un atteggiamento comprensibile per chi ha l’argento vivo addosso e si sente vittima (lo sono?) degli eventi. Tra quattro giorni si ritorna in pista. A Budapest gli occhi e i riflettori saranno puntati su Hamilton e Verstappen che hanno in mano il destino del campionato. Saranno solo loro, infatti, a decidere se sarà un confronto sportivo, sereno e nei ranghi della legalità o se vorranno inscenare un duello rusticano come altri visti nel passato della F1.

Autore: Diego Catalano – @diegocat1977

Foto: Mercedes, F1TV, F1

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