Gp Ungheria 2021-Analisi prestazionale: Mercedes spaziale, Ferrari a 13 centesimi dal quinto posto

Per la centunesima volta il pubblico della F1 è stato chiamato ad assistere ad una Pole di Lewis Hamilton. Dopo un periodo di gran competitività da parte della Red Bull, oggi la Mercedes ha dimostrato di essere ancora in corsa per i titoli. Dietro ai top troviamo l’altra italiana, l’AlphaTauri. A seguire la McLaren di Norris e la Ferrari di Leclerc. Ottima giornata anche per l’Alpine che centra la top ten con entrambe le vetture.

In casa Mercedes approfittano del momento positivo. Una prima fila molto importante. Fin da quando la W12 è stata messa in pista, essa si è comportata molto bene, facilitando il raggiungimento del setup ottimale. Le frecce nere si son comportate bene in quasi ogni zona del tracciato. Specialmente nelle curve veloci e anche in alcuni allunghi, ma anche in curve lente come la uno oppure la tredici.

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Per quanto riguarda la Red Bull, in un certo senso si sono confermate le ombre viste ieri. Anche se, detto questo, la vettura di Verstappen è apparsa maggiormente bilanciata. Confrontando i micro settori, la RB16B non è riuscita ad ottenere nessun miglior tempo in alcun tratto.

Max potrebbe essere stato danneggiato dal lento giro out di Lewis? Beh, dire che sia stato danneggiato è eccessivo. In pochi hanno migliorato nell’ultimo tentativo e Verstappen non è stato tra questi. Non è la prima volta che la Mercedes attua questo tipo di strategie. Il muretto tedesco lo fa più per dar fastidio che per danneggiare in modo diretto. Oramai la guerra è aperta su tutti i fronti e anche in Red Bull dovrebbero attrezzarsi.

Per quanto riguarda Perez, se nella giornata di ieri il problema era una mancanza di grip frontale, oggi ha definito l’anteriore fin troppo puntato. Anche senza poter fare l’ultimo tentativo della Q3, vero danneggiato dalla Mercedes di Hamilton, è riuscito a conquistare la quarta posizione.

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In quinta piazza, a dominare la classifica di centro gruppo c’è Pierre Gasly. Il francese ha lamentato una mancanza di grip in certi istanti della qualifica dovuti ad un surriscaldamento delle mescole anteriori. Tuttavia nell’ultimo tentativo della qualifica è riuscito a mettere assieme il suo giro migliore facendo un terzo settore ad appena 1 decimo di ritardo dal tempo fatto segnare dal poleman. Subito dietro troviamo Norris, che ancora una volta eclissa il compagno di squadra. Ricciardo continua il suo periodo di difficoltà, in cui non riesce ancora a trovare il corretto feeling con la vettura. Sia in fase di frenata che di accelerazione, il britannico pare avere qualcosa in più.

Poco più in ritardo troviamo la prima della due Ferrari, quella di Charles Leclerc. La rossa di Sainz è rimasta a bordo pista in Q2. Purtroppo oggi lo spagnolo avrebbe potuto dire la sua. Nel complesso abbiamo assistito ad un’ottima Ferrari. Tra il Q2 ed il Q3 la vettura è però peggiorata a detta del monegasco. Il forte vento ha reso peggiore il bilanciamento della SF21, che man mano è diventata maggiormente sovrasterzante. Solitamente il settore centrale, con molte curve da trazione, sembrava dare un grosso vantaggio alla vettura italiana.

Ciononostante nel Q3 il pilota di Monaco non è riuscito ad avere lo stesso ottimo spunto. Stando ai micro settori, la SF21 si comporta molto bene nella fase di trazione della curva due. All’altezza anche nel cambio di direzione della chicane lenta situata nel secondo settore.

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Subito a seguire troviamo le due Alpine. Le vetture transalpine hanno confermato i buoni bagliori di ieri. Alonso si è mostrato molto contento del bilanciamento della vettura, anche se in alcune frenate ha sofferto di bloccaggi al retrotreno. Questo di conseguenza tendeva a causare dell’overheating. Al margine della top ten troviamo Sebastian Vettel, afflitto da un ingente carenza di sottosterzo a causa dell’innalzamento delle temperature. La vettura è anche risultata un po’ pigra nei cambi di direzione.

In vista della gara di domani diamo un’occhiata alle strategie possibili. All’inizio della Q2 le Mercedes e le Red Bull sono scese in pista con la mescola Media. L’idea era quella di partire con la gomma gialla, per poi passare alla Hard e arrivare fino in fondo con un unico stop. Come di consueto, per l’ultimo tentativo i piloti sono usciti per sicurezza sulla gomma rossa. Tuttavia in genere rallentano alla fine del giro per non qualificarsi con il compound più morbido. Inaspettatamente Verstappen ha deciso di concludere il giro e qualificarsi con la Soft.

Questo però più che esser dovuto ad una raele volontà strategica, come affermato anche dall’olandese al termine delle qualifiche, si è rivelata una mossa strettamente necessaria: il tempo realizzato con la Media non avrebbe garantito a Max l’accesso in Q3.

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Una variante tattica di cui visioneremo gli effetti solo domani. Anche Perez è stato messo sulla medesima strategia. Domani vedremo quindi partire le due vetture austriache con una gomma diversa rispetto a quella utilizzata due frecce nere. Da qui capiamo subito che il muretto Red Bull punterà alle due soste, mentre in casa Mercedes dovrebbero provare comunque l’unico stop.

Partire con la Soft può anche essere considerato un tentativo per passare all’attacco in alcune fasi di gara. Come già accennato, l’undercut sarà molto usato visto il maggior degrado su questo tracciato. Dovremo stare attenti alle safety car. Se dovesse uscirne una all’interno della finestra di pit stop delle Mercedes, questo potrebbe essere un grosso vantaggio per la squadra di Stoccarda. Infatti andare più lunghi con la Media, potrebbe consentirgli di sfruttare meglio le opportunità che le si presenteranno nel corso della gara.


F1-Autore: Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich

F1-Foto: Formula Uno – Ferrari

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