domenica, Aprile 21, 2024

Mercedes vs Red Bull: punto di non ritorno

Questione di feeling” recita una famosa canzone italiana. Quello che in F1 non è mai pienamente scattato tra Mercedes e Red Bull. Anche quando le due compagini si sono trovate a combattere la medesima battaglia. Leggasi richieste di chiarimento sulla power unit Ferrari 2019. Forse perché si tratta di due scuderie che hanno la medesima visione delle cose; forse perché sono dirette da due personaggi che, tutto sommato, parecchio si somigliano. Anche se sovente se le cantano reciprocamente in uno stilo non proprio da perfetti gentiluomini.

Red Bull è la scuderia che ha imposto il suo marchio sui primi Anni Dieci di questo secolo. Un dominio lungo quattro anni dal quale sono scaturiti titoli costruttori e un poker di mondiali firmati Sebastian Vettel. Poi le regole cambiarono. Uno tsunami che spazzò via i V8 aspirati per aprire la stagione del V6 turbo-ibridi. I motori che si trasformano in power unit complicatissime, una tecnologia nella quale Mercedes era battistrada. Quindi il reame di Milton Keynes venne spezzato e si impose quello di Brackley. Ma spiegare i sette – forse otto – anni di imperio con il solo vantaggio motoristico è riduttivo.

Mercedes ha imposto un modello di gestione tecnico-politico-sportiva ad alta funzionalità che di fatto è il segreto di una lunga stagione di record. Un paradigma che di fatto ha soppiantato quello che Red Bull aveva definito ed usato per arrivare in cima alla F1. Forse anche da ciò derivano i continui battibecchi a distanza che negli ultimi tempi si sono trasformati in duelli corpo a corpo.

F1
l’olandese Max Verstappen esce illeso dal violentissimo scontro sulle barriere all’esterno della Copse dopo la collisione con Lewis Hamilton (Mercedes AMG F1 TEAM) durante il primo giro del Gran Premio della Gran Bretagna edizione 2021

Inutile dire che dopo Silverstone la tensione sia schizzata su vette inesplorate. Un clima ai limiti del tossico, caratterizzato da accuse incrociate e improbabili ricorsi puntualmente bocciati dagli organi preposti. Il GP d’Ungheria non ha fatto bene al rapporto tra i due team che stanno giocandosi il titolo. L’errore di Bottas e la carambola che ha azzoppato la RB16B di Verstappen e atto fuori la vettura gemella di Sergio Perez di certo non ha contribuito a sedare gli animi.

Come prevedibile, da Milton Keynes sono arrivate parole di scarsa apertura nei riguardi degli anglo-tedeschi. Eppure, Toto Wolff, in ossequio alla richiesta di Jean Todt, ha vestito i panni del pompiere per stemperare un pericoloso nervosismo che potrebbe caricare troppo e in maniera malsana i piloti che vanno in pista.

Wolff lo sa ed ha voluto sottolineare quanto sia importante adire ad una competizione sana, seppur caratterizzata da divisioni sportive comprensibili a livelli così serrati. Se tra Red Bull e Mercedes vi sono membri dei reciproci staff che non vanno d’accordo tra loro non significa che debba mancare il rispetto verso l’altra organizzazione e verso tutte le persone che ci lavorano.

F1
Toto Wolff, team principal e comproprietario della scuderia tedesca Mercedes AMG F1 TEAM, durante il week end del Gran Premio di Inghilterra edizione 2021

I rapporti tra le due compagini non sono mai stati splendidi, Wolff ne è conscio e sa che la cosa deriva dalla strettissima competizione che coinvolge i team da un decennio. Ma ciò non deve giustificare l’escalation verbale cui abbiamo assistito nelle ultime settimane. Tant’è che sia Mercedes che i due piloti si sono quasi del tutto chiamati fuori dal duello dialettico. C’è stato il tentativo, insomma, di mantenere il sangue freddo e di non alimentare ulteriormente la polemica per evitare di polarizzare ulteriormente le posizioni dei tifosi.

L’obiettivo è sempre è quello di disinnescare questi ordigni mediatici perchè questo mondiale volgiamo ricordarcelo per le gesta in pista. Non di certo per duelli da tribuna elettorale. Tuttavia, secondo quanto osservato durante gli ultimi round del mondiale 2021, la tensione resta alta e nemmeno la chiacchiera forbita del manager austriaco sembrerebbe placare la rabbia della dirigenza Red Bull. Una guerra più viva che mai, strisciante, che a quanto pare si protrarrà sino all’assegnazione dei titoli iridati.


F1-Autore: Diego Catalano – @diegocat1977

Foto: Red Bull Racing Mercedes AMG F1 TEAM

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