Analisi on board Hamilton – Gp Italia 2021: l’Halo salva la vita, non la gara

E’ un Gran Premio d’Italia in salita quello che si trova ad affrontare Lewis Hamilton dopo una brutta Sprint Qualifying condizionata da un pessimo start (leggi qui l’approfondimento) che lo ha relegato in quinta piazza e, soprattutto, gli ha fatto ulteriormente perdere terreno nei confronti di Max Verstappen sempre più leader della classifica iridata di F1. Eppure il britannico aveva rimesso in piedi il fine settimana fino alla manovra del rivale che ha messo fine alla gara di entrambi.

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L’analisi dei 53 giri del GP di Monza parte dal giro di schieramento che Lewis percorre cercando di gestire al meglio le gomme hard che ha deciso di montare, in accordo col suo staff, e che potrebbero rappresentare un problema al via visto che tutti i piloti circostanti sono su soft. Ma, come vedremo, il deficit di mescola non influirà negativamente sull’abbrivio. Di sicuro i 44 gradi dell’asfalto e i 28,5 dell’aria aiutano la nera W12 a gestire al meglio il compound duro.

Andiamo direttamente al momento dello start preceduto dal consueto “Last car approaching the grid” riferito in radio dall’ing. Peter Bonnington. Hamilton ha uno scatto pulito ma non migliore di quelli dei piloti che precedono. Ma è abile a sfruttare il tappo che Verstappen, nel frattempo “uccellato” da Ricciardo, appone ad un arrembante Norris che si era spostato tutto a sinistra. Alla staccata della Prima Variante Lewis si presenta appaiato alla McLaren del connazionale e, in accelerazione, ha la meglio accodandosi alla Red Bull di Verstappen ora secondo.

All’uscita della chicane, la Freccia Nera si mette a caccia della vettura n°33. A Curva Grande il distacco è sottilissimo e, alla staccate della Roggia, Hamilton si palesa accanto all’olandese che non è prodigo di cortesie e chiude, lecitamente, il rivale.

Lewis allarga e saltella sui dissuasori. Norris, che alle spalle si godeva lo spettacolo, approfitta della situazione per riprendersi il maltolto accomodandosi in terza piazza. Alla prima di Lesmo l’inglese tenta la sortita su Verstappen che tiene giù e fa salva la seconda piazza. Hamilton è quarto ed inizierà, come al sabato, una pressione sterile che diventerà vincente solo dopo una ventina di passaggi.

Dopo mezzo giro il 44 si apre in radio e, in una comunicazione molto disturbata e ai limiti dell’ascoltabile, si lamenta della durezza di Verstappen nel chiuderlo alla Roggia. Poco dopo Bono comunica la definizione della Virtual Safety Car aggiungendo di rimanere in pista. Ne segue un conciliabolo, ancora molto disturbato, in cui Lewis domanda se nell’escursione ci sino stati danni alla vettura. Il tecnico rassicura e il pilota e avvisa della fine della VSC.

Da questo momento Lewis cerca di avere la meglio su Norris che, come al sabato, è velocissimo sui rettilinei nonostante non abbia DRS. In questo prime fasi si parla ben poco. Finché il campione del mondo in carica si lamenta di un fastidioso clipping che si avvia in fondo al rettilineo di partenza. Arriva la richiesta di evitarlo con Bono che replica dicendo che ci stanno lavorando. Poco dopo arriva l’indicazione HPP position 5. Si rimappa l’ibrido per evitare che la power unit si plafoni agli alti regimi.

Al decimo passaggio Lewis è ancora in zona DRS e cerca di alzare il ritmo, anche perché Bono avvisa che iniziano a sorgere i primi problemi ai gommati con medie. L’effetto di ciò è un bloccaggio senza conseguenze alla Prima Variante.

E’ il segnale che ci dice che Hamilton ha intenzione di rompere gli indugi. Due tornate dopo, infatti, arriva il primo, vero, tentativo di sorpasso. In uscita dalla Parabolica, Norris ha una leggera incertezza e supera ancora una volta la linea di demarcazione della pista. Hamilton si avvicina minaccioso e si fa vedere alla Prima Variante. In uscita riesce ad affiancarsi alla Biassono ma non ha lo spunto necessario per sopravanzare il conterraneo. Resta in P4 e da questo istante inizia a fare “respirare” la vettura allungando il gap.

Fino al giro n°23 non accade nulla di rimarchevole se non una comunicazione, intorno alla ventesima tornata, nella quale Bono ricorda al pilota di continuare a bere. Lewis, in questa fase di gara, segue ancora la McLaren di Norris e scala in terza piazza per effetto della sosta del battistrada Daniel Ricciardo. Precedentemente, Bonnington aveva avvertito il pilota che Lando iniziava a lamentarsi delle gomme.

Nel passaggio successivo arriva lo scossone in classifica: Verstappen “pitta” e scala, causa errore del box Red Bull, in decima piazza. E’ una sorta di segnale per Lewis che, avvedutosi della crisi di gomme di Norris, esce allo scoperto e supera il conterraneo con una manovra di semplice realizzazione.

Il sorpasso è preparato sul rettilineo di partenza. Lewis si avvicina molto con DRS aperto e recupera molto terreno alla prima staccata. In uscita, complici le gomme ormai prossime al limite, la progressione della vettura n°44 è molto più efficace, tanto da affiancare la McLaren già dopo la Biassono. Alla Roggia Hamilton è davanti.

Per pochi istanti la Mercedes n°44 è in testa alla gara. Finché non arriva la chiamata di Bonnington, alla fine del passaggio 25. Da sottolineare che nel giro del sorpasso a Norris era arrivata la comunicazione del pit stop lentissimo di Verstappen e il contestuale incitamento finalizzato a spiegare che la gara ora era in pugno all’inglese.

Ma il pit stop della Mercedes è ancora una volta lungo. L’ennesimo errore in stagione dei meccanici di nero ammantati. La sosta dura 4.2 secondi, quasi il doppio di uno stop ordinario. Una topica gravissima perché impone ad Hamilton di uscire nuovamente alle spalle di Norris e, soprattutto, di essere ingaggiato con un Verstappen furente e persuaso a dare battaglia.

Lewis vede sfrecciare la vettura color papaya ma è ancora davanti alla Red Bull quando approccia la Prima Variante. Entra in evidente vantaggio (lo sarà sempre, cosa da evidenziare), fa la sua traiettorie regolare e, nell’impostare l’ingresso nella seconda metà della chicane, viene colpito dalla vettura rivale che salta sul cordolo interno e si impenna atterrando pericolosamente sull’airscope e sull’Halo della W12. Non c’è nulla da fare per il britannico: la monoposto resta incagliata sotto la RB16B e i tentativi di liberarsi sin retromarcia falliscono.

Le immagini dalla creatura di James Allison si fermano qua. Dopo circa trenta secondi si può sentire la voce di Bono che chiede di spegnere immediatamente la power unit. Una prescrizione necessaria dopo i tentativi di Hamilton di ripartire. Il pilota esegue senza rispondere e i timori che Lewis possa avere dei problemi fisici vengono fugati. Un episodio che ci ricorda ancora quanto sia utile e decisivo l’Halo. La sequenza successiva, ripresa dalla telecamera giroscopica installata sulla parte frontale della W12, dimostra quanto abbia rischiato Hamilton:

Dagli on board di Verstappen, in ogni caso, si può capire meglio la dinamica di un contatto che a fine gara sarà penalizzato dai commissari. Non è nostro complito esprimerci sulla decisione degli steward che hanno evidentemente valutato la manovra dell’olandese troppo azzardata per potersi compiere con successo. Punto di vista che Vitantonio Liuzzi, membro della giuria, confermerà l’indomani.

Il GP d’Italia va in archivio con altri due punti persi da Hamilton che, ad un certo momento della gara, aveva la possibilità di andare a vincere allungando decisamente in classifica. La mossa di Verstappen ha annichilito lo slancio del britannico solidificando la sua leadership in graduatoria. Sochi, a questo punto, diventa uno snodo fondamentale per il campionato dell’alfiere Mercedes che deve necessariamente approfittare delle tre posizioni di penalità comminante al rivale. Con otto gare da disputare i giochi sono ancora aperti.


F1-Autore: Diego Catalano – @diegocat1977

Foto: F1TV

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