Red Bull: Vertappen ha ragione anche quando sbaglia

La F1 fa tappa a Sochi per l’ennesimo round di un mondiale ricco di sorprese e che altre ne riserverà da qua alla fine delle operazioni. L’attenzione è sempre sul duello Hamilton – Verstappen e l’eco dei fatti monzesi ancora non si placa. Stavolta i due protagonisti potrebbero non incrociare le ruote poiché, ieri pomeriggio, la FIA ha comunicato che la Red Bull dell’olandese sostituirà l’intera power unit Honda. Cosa che determinerà l’automatico arretramento in fondo alla griglia e la susseguente realizzazione di quello scenario che avevamo anticipato la settimana scorsa: leggi qui per approfondire come il team anglo-austriaco ha aggirato la penalità comminata dai commissari dopo il GP d’Italia.

La scelta di Milton Keynes di ricorrere alla quarta unità motrice stagionale – che, lo ricordiamo, è “arricchita” dal nuovo e più efficiente pacco batterie (qui i dettagli tecnici) – è caduta sul GP di Russia essenzialmente per due ragioni: in primis perché Sochi è un tracciato che tutto sommato consente i sorpassi grazie al lungo rettilineo di partenza; in secondo luogo per la pioggia prevista per la giornata odierna, in quantità massicce, e per quella di domani. Anche se in misura minore. Condizioni che possono permettere all’olandese di operare una rimonta clamorosa e, chissà, di ritrovarsi nuovamente “spalla a spalla” col rivale della Mercedes per inscenare un nuovo duello a suon di ruotate.

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l’olandese Max Verstappen (Red Bull Racing Honda) passeggia sulla testa di Lewis Hamilton (Mercede AMG F1 TEAM) durante giro 26 del Gran Premio d’Italia edizione 2021

Nonostante i mille dibattiti che sono scaturiti dopo l’incidente della Prima Variante sulle quote di responsabilità tra Lewis e Max, resta un fatto immutabile: i commissari hanno visto nell’olandese l’unico reo. La manovra, quello che è stato valutato come un tentativo di sorpasso (Hamilton è sempre stato davanti, dall’uscita dai box all’approccio della seconda parte della chicane, nda), è stata giudicata evitabile, azzardata e “ottimistica”, per citare Vitantonio Liuzzi che faceva parte del collegio giudicante.

Verstappen non è un novello delle situazioni controverse. Non è, infatti, la prima volta che si trova invischiato in una sfida ravvicinata nella quale si arriva alla toccata. Insomma, il talento di Hasselt non ha certo la nomea del pilota remissivo o che alza il piede quando l’avversario gli è accanto. Non passa per uno che evita con certosina attenzione l’incidente. Eppure c’è chi ritiene che sia così.

Chi è questo uomo fidente? Tutti gli indizi portano a Chris Horner che sostiene che il suo pupillo abbia mostrato, in svariate occasioni, la volontà di concedere spazio ai colleghi quado ingaggiato in battaglia. Il problema, secondo il team principal di Royal Leamington Spa, è che i suoi competitor non riconoscano questa sua evidentemente non troppo spiccata dote ad essere “morbido” nei corpo a corpo.

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il team principal britannico Christian Horner (Red Bull Racing Honda) pensieroso durante il fine settimana del Gran Premio d’Italia edizione 2021

In ogni caso, il manager britannico ha fatto capire che Verstappen, al di là dell’etichetta che qualcuno gli ha affibbiato, è un professionista molto attento a certe dinamiche poiché tende sempre ad esaminare qualsiasi incidente per capire se ci fossero stati i margini per fare qualcosa di diverso, col fine di evitare l’impatto. Ne emerge un professionista molto meticoloso su questo aspetto. Un uomo capace, lontano dalla telecamere, di fare autocritica pur essendo un corridore duro.

Queste considerazioni espresse da Horner fanno comprendere come, dopo i fatti brianzoli, il “Clan Verstappen” fosse conscio che c’era una buona fetta di responsabilità dell’olandese nell’impatto che ha portato al doppio ritiro. Cosa sulla quale, pubblicamente, non è stata calcata la mano.

E qua si arriva ad un aspetto peculiare del mondo Red Bull: la costante e ferrea volontà di fare sempre e comunque quadrato intorno al pilota di riferimento. Anche quando sbaglia. Anche quando è penalizzato da un collegio giudicante che pesa e pondera i fatti non solo in base alle immagini che tutti possiamo vedere, ma anche e soprattutto avendo sotto mano le telemetrie. Dunque misurando i dati sull’accelerazione, sulla frenata e sugli angoli di sterzo.

Lo slancio a migliorarsi e ad evitare contatti mostrato da Verstappen, spesso avvolto dal suo team nella bambagia (cosa del tutto naturale visto che siamo dinnanzi ad un piota straordinariamente veloce e concreto), non sarebbe percepito dai suoi colleghi. Quella misura e quella posatezza che l’olandese avrebbe dimostrato, secondo Horner, in diverse circostanze è parte costituiva di un driver che è e resta comunque aggressivo. Aspetto che probabilmente fa parte del suo essere e che non muterà negli anni a venire. Delle due l’una: Max è accomodante o un combattente nato?

Da qua una discrasia percettiva. Per il suo ambiente di riferimento è entrambe le cose, per molti colleghi di oggi e di ieri no. Tanto che Jackie Stewart si espresso contro il portacolori Red Bull a cui sono state attribuite indiscusse doti velocistiche ma anche una generale immaturità che lo porta ad imbastire manovre prive di costrutto come quella della Prima Variante che faceva seguito alla dura chiusura alla Roggia, al primo passaggio del GP d’Italia.

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Max Verstappen (Red Bull Racing Honda) – Gp Italia 2021

Anche di fronte a queste considerazioni, l’ambiente Red Bull ha fato muro intorno a Verstappen. Horner ha parlato di “Grande maturità” da parte del suo tesserato. E lo ha fatto sottolineando i passi da gigante compiuti da Max dal giorno del suo debutto in F1, quando era appena diciassettenne.

Se c’è una cosa che l’olandese ha sviluppato in queste stagioni di apprendistato e di accrescimento umano e tecnico è la capacità di reggere la pressione. Un aspetto decisivo se vuoi giocare il ruolo di sfidante di un sette volte campione del mondo che, nella conferenza di giovedì, in un esercizio a scaricare la tensione nell’altrui metà campo, ha parlato di un Verstappen insicuro ed in preda all’andata pressoria. Un giochetto vecchio come il mondo ma che serve sempre nel lungo cammino che porta a stabilire il campione del mondo.

E’ vero che Max, a Monza, non è stato troppo lucido. Dopo l’errore del suo box l’ansietà è salita alla stelle come si può vedere dall’analisi degli on board (leggi qui). Il “fattaccio” potrebbe essere figlio di questa situazione. Ma, in generale, il ragazzo pare abbastanza sfrontato da superare in scioltezza il momento eliminando subito le scorie mentali. Horner non riscontra cambiamenti in Max che sta provando a vincere un titolo non avendo nulla da perdere.

A Zandvoort, innanzi al pubblico casalingo, Verstappen è rimasto concentrato, solido e irremovibile come un monolite che si fa beffe delle intemperie. Un segnale inequivocabile di una conseguita maturità sotto la quale c’è anche la capacità di sta divertirsi e di essere stimolato dalla lotta senza quartiere con Lewis Hamilton.

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Max Verstappen (Red Bull Racing Honda) – Lewis Hamilton (Mercedes AMG F1 Team) – stagione 2021

L’alfiere della Red Bull ha quindi tutti gli anticorpi per vincere una tenzone che lo vede ancora dinnanzi in classifica. C’è ancora un lungo percorso prima di raggiungere la cima e la conseguente gloria. Sochi potrebbe rappresentare, causa penalità in griglia, un momento difficile nella scalata del 23enne di Hasselt che rischia di perdere la leadership in graduatoria in favore del lo scafato rivale.

Se questo scenario si realizzasse, servirebbe davvero che Max si trasformi in un ragioniere svestendo i panni del cacciatore senza paura. Perché, è chiaro, Hamilton potrebbe gestire il vantaggio diventando egli stesso un muro mobile che non si fa valicare. Un ribaltamento di posizioni che implicherebbe nuove strategie di conduzione gara.

Ma questo è un discorso di lungo periodo. Molto dipenderà da un Gran Premio di Russia che si preannuncia più che incerto. Mentre questo articolo va on line la pista di Sochi è inondata dall’acqua piovana. Forse ciò che Mercedes non auspicava. Forse ciò che Red Bull vuole stante la partenza in ultima piazza. Un campionato, si sa, si porta a casa anche con episodi fortunosi.


F1-Autore: Diego Catalano – @diegocat1977

Foto: Red Bull, F1

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