Il limbo decisionale Mercedes inguaia Lewis Hamilton

In quello che doveva essere uno weekend a favore di Mercedes AMG F1, l’olandese Max Verstappen ottiene una fantastica vittoria sul circuito delle Americhe! Sul podio con lui salgono Hamilton e Perez, quindi Leclerc. Solamente 6° Valtteri Bottas. Ma vediamo i voti per questa gara.


F1-Red Bull: 9 al team; 9 a Verstappen; 8.5 a Perez

Un weekend praticamente perfetto per loro. Si pensava che Hamilton e Mercedes potessero dominare a mani basse alla vigilia e invece le RB16B hanno mostrato un altissimo grado di competitività dopo essersi nascoste sapientemente per tutto le prove libere. Per quanto riguarda Verstappen l’unica sbavatura registrata alla guida risale alla partenza, quando lo scatto al via non ottimale gli fa perdere la leadership della gara a scapito dell’acerrimo rivale al titolo mondiale piloti.

Successivamente, grazie alla pressione sull’inglese e sopratutto all’ottima strategia del team di Milton Keynes riesce a riprendersi i primo posto. Per il resto della gara l’handling della giova talento di Hasselt è davvero perfetto, amministrando alla grande la monoposto e resistendo alla rimonta rabbiosa di sua maestà il RE Nero durante le ultime tornate del Gran Premio.

A differente di altre occasioni il fine settimana di Austin ci ha mostrato una versione davvero buona di Perez. Il messicano, dopo un paio di gare appannate, ha dimostrato tutto il proprio valore al volante. Scattato dalla terza posizione, frutto di una buona qualifica, al via non attacca il compagno malgrado avrebbe potuto farlo e sia accoda dietro la numero 33 senza battere ciglio. La strategia pensata per l’ex pistola Racing Point è tutta incentrata nel mettere in difficoltà la Mercedes di Lewis, copione recitato alla perfezione da Checo. In un campionato così tirato, il supporto dei compagni di squadra risulta cruciale per lotta al titolo.


F1-Mercedes: 5 al team; 8 a Hamilton; 5 a Bottas

La strategia messa in campo con Hamilton non l’ha di certo aiutato. Parte 2° e con un ottimo spunto riesce a prendersi la testa della corsa. Quando dopo una decina di giri Verstappen si ferma però, il muretto tedesco “resta nel limbo”: non si fermano subito e così l’undercut Red Bull va a buon fine; si pensa quindi che vogliano allungare lo stint, ma in realtà passano solamente altre due tornate e arriva la sosta. Tale manovra si traduce in un distacco di sei secondi che il britannico deve recuperare in pista durante il secondo stint.

Durante la seconda parte di gara Lewis rosicchia poco a poco il vantaggio creatosi dalla strategia zoppicante messa in atto dal team di Brackley e alla fine del secondo stint il gap che divide i due contendenti al titolo è inferiore ai 3 secondi. Situazione dove i tecnici della scuderia tedesca avrebbero potuto tentare una mossa attaccando Red Bull e magari cercare di portare a termine un undercut che avrebbe potuto ristabilire le posizioni della prima parte di gara.

La critica che possiamo muovere il lunedì, con il senno di poi sottobraccio, riguarda essenzialmente un punto: a conti fatti Mercedes ha messo il sette volte campione del mondo in condizione di essere iper attardato su Verstappen per ben due volte, sei e nove secondi tra il primo e il secondo stint. Il tutto tenendo presente che, considerando il layout della pista e la difficoltà congenita che le attuali monoposto offrono nelle fasi di sorpasso, per mettere dietro un’avversario comodamente si necessita di un gap prestazionale di almeno 1 secondo.

F1
Lewis Hamilton (Mercedes AMG F1 Team) e Max Verstappen (Red Bull Racing Honda) appaiati in curva 1 durante il primo giro del Gran Premio degli Stati Uniti edizione 2021

Elemento che nella battaglia W12 vs RB16B può essere trovato solamente grazie alle gomme, esso sia per divario di mescole o età differente del compound. Al contrario, i 2/3 decimi di differenza calcolabili sulle vetture prodotti dalla strategia Mercedes, hanno di fatto aiutato Verstappen nella difesa della propria posizione.

Per quanto riguarda Bottas, invece, dopo l’exploit della Turchia il finlandese si perde un’altra volta in un gara anonima. Dopo esser partito 9° per via della sostituzione di alcune componenti della power unit, il brutto start lo relega a centro classifica e rimane attardo nella lotta con le due Alpha Tauri. Alla fine riesce a chiudere 6°, ma il sorpasso su Sainz va a segno solamente perché la Ferrari dello spagnolo era danneggiata sull’endplate anteriore e allo stesso tempo soffriva di overheating.


F1-Ferrari: 6 al team; 8 a Leclerc; 7.5 a Sainz

Il voto alla scuderia è una media tra la buona prestazione fatta vedere su quella che sulla carta era una pista più difficile e il problema avuto al pit stop con Sainz che allo stato delle cose ha privato lo spagnolo del 5° posto. Senza la problematica riscontrata sulla posteriore destra, infatti, la numero 55 sarebbe rientrata davanti a Ricciardo e la battaglia che ha portato a danneggiare la monoposto sulla parte destra dell’ala anteriore e successivamente a perdere la posizione su Bottas non sarebbe esistita.

Per quanto riguarda i piloti dobbiamo senza dubbio esaltare la prestazione degli alfieri della Rossa, perfetti interpreti della corsa. Entrambi hanno confermato al volante quello che già si era intravisto nelle precedenti due prove del campionato: gli ultimi aggiornamenti sulla parte ibrida relativi alla nuova tecnologia utilizzata sulla batterie, capace di aumentare l’efficienza delle fasi di accumulo, gestione e rilascio di energia, sommata alle modifiche ai due moto generatoti MGU-H e MGU-K, hanno senza ombra di dubbi reso molto più competitiva la monoposto italiana, ora capace di lottare ad armi pari contro McLaren in tutte le tipologie di tracciato.

il monegasco Charles Leclerc (Scuderia Ferrari) a bordo della sua SF21 durante il Gran Premio degli Stati Uniti edizione 2021

Ottimo il passo tenuto da Charles Leclerc. Il monegasco, benché lui steso abbia definito “molto noiosa” la propria gara, riesce a tenere comodamente dietro le due McLaren. Inoltre, per gran parte del Gran Premio, il ritmo della sua SF21 è similare a quello della ben più blasonata Red Bull numero 11. Alla fine chiude a una decina di secondi circa dal Perez. Decisamente più sfortunata la prova di Sainz. L’iberico, malgrado l’handicap di dover gestire la mescola Soft nel primo stint, ha condotto una gara davvero buona e come detto, senza il problema registrato ai box, avrebbe potuto termine l’evento davanti alle vetture papaya ricalcando la gara del compagno di garage.


McLaren: 6 al team; 7 a Ricciardo; 5 a Norris

Ci si aspettava sicuramente di più da loro. Al venerdì sembrano poter fare bene e guadagnare parecchio rispetto a Ferrari per i costruttori, poi si va in qualifica ed entrambe le macchine sono dietro. Al via, nasce un bel duello con Sainz, dove Ricciardo riesce a conquistarsi la posizione sullo spagnolo, poi però non va oltre. Impossibile pensare di impensierire Leclerc. “Rimandato” Norris: dopo la lotta iniziale rimane alle spalle di Sainz del tutto anonimo. L’abbiamo visto decisamente più in forma durante la stagione…


Alpha Tauri: 7 al team; 7.5 a Tsunoda; 6.5 Gasly

Uno weekend a due facce per loro: al sabato riescono a mettere entrambe le macchine in Q3, poi in gara le cose prendono due pieghe diverse nel team. Tsunoda, parte bene e riesce a guadagnarsi anche la posizione su Bottas. Con un ritmo discreto, si porta a casa la 9^ piazza. Gasly, invece, è costretto al ritiro per problemi tecnici a circa metà gara, tuttavia anche con lui i punti sembravano possibili

F1
il francese Pierre Gasly (AlphaTauri) a bordo della sua AT02 durante il Gran Premio degli Stati Uniti edizione 2021

Aston Martin: 7 al team; 7 a Vettel; 5 a Stroll

Decisamente bene Vettel, che deve scattare dal fondo causa nuova power unit, ma con una buona partenza ed una strategia ad allungare il secondo stint, riesce a portarsi a casa un punticino. Male invece il compagno, che rimane escluso in Q1 al sabato, si gira al via del gran premio e chiude in 12^ posizione.


Alfa Romeo: 5 al team; 5 a Giovinazzi; 5 a Raikkonen

Nonostante Giovinazzi sia davanti a Raikkonen sia in qualifica che in gara, le cose non sono esattamente come sembrano. Al sabato, il finlandese rimane escluso in Q1, ma la domenica la musica cambia e con un’ottima gestione della gomma si ritrova addirittura in zona punti. Da segnalare il bel duello che l’ha visto protagonista con Alonso; peccato che a pochi giri del termine commetta un errore che vanifica tutto e lo fa scalare 13°. Per quanto riguarda il compagno, invece, rimane sempre vicino alla 10^ posizione ma senza raggiungerla. Ormai è chiaro che in Alfa non lo vogliono più nel 2022 e questo non lo aiuta di certo…

F1
Kimi Raikkonen e Antonio Giovinazzi (Alfa Romeo Racing) – Gp Stati Uniti 2021

Williams: 5 al team; 6 a Russell; 6 a Latifi

In questa stagione abbiamo visto anche delle prestazioni migliori per loro, tuttavia la sufficienza in questa gara ci può stare. Russell parte della fondo, come Vettel, per sostituzione della power unit, ma ancora una volta era riuscito a qualificarsi per il Q2. Latifi rimane vittima di Stroll a inizio gara, quando il pilota Aston Martin si gira; chiuderà alle spalle del compagno


Haas: 5 al team; 6 a Schumacher; 5 a Mazepin

Praticamente lo stesso discorso fatto per Williams. In qualifica monopolizzano l’ultima fila, il che non è una novità. Partono più avanti sfruttando le penalità altrui e guadagno pure posizioni, ma poi il ritmo non c’è e fanno i gamberi. Certo, per Mazepin chiudere ad un minuto dal compagno non è di certo una cosa positiva…


Alpine: 4 al team; 5 a Ocon; 6.5 a Alonso

Due macchine ritirate con lo stesso problema di cedimento dell’ala posteriore non va bene. Alonso parte dal fondo per la sostituzione della power unit, ma risale fino alla zona punti, in lotta con Raikkonen. Poi il problema lo costringe al ritiro; la top ten sarebbe stata comunque difficile. Stessa sorte era toccata al compagno qualche giro primo, ma a differenza dello spagnolo, non aveva fatto vedere nulla di che nemmeno nella prima parte di gara…


Autore: Alessandro Rana – @AleRanaF1

Immagini: Red Bull, Ferrari, Alpha Tauri, Alfa Romeo

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