La “morte” di Mercedes: ha perso il mondiale 2021

F1- Il pagellone di Halloween del Froldi

Halloween significa vigilia (o notte) di Ognissanti, la festa cristiano-cattolica del primo novembre. Alcuni studiosi, soprattutto dell’Ottocento, tendono a far risalire le origini di Halloween all’Irlanda dei celti precristiani (festa di Samhain, fine dell’estate). Tuttavia alcuni studi più recenti, ben corroborati e affidabili (si faccia riferimento fra gli altri all’Hutton), fanno risalire la festa ad un quasi esclusivo retroterra cristiano e cattolico. In sostanza i cristiani “inventarono” la festa dei Santi (e la commemorazione dei morti) per celebrare il fatto che la morte era vinta e che il male era ormai sconfitto.

Concetti, questi, che non potevano essere presenti nella ritualità pagana. I protestanti, soprattutto nelle prime fasi in cui la cosiddetta riforma fu orientata ad un forte rigorismo e “puritanesimo”, la cancellarono dal calendario “liturgico”. Ma la festa continuò, anche nel mondo anglosassone, ad essere celebrata. Assumendo poi le caratteristiche orrorifico-giocose tipiche soprattutto del mondo statunitense (e lì portata dagli immigrati irlandesi), invadendo poi anche la vecchia Europa (vedi ultimi anni). 

Più volte ho affermato di avere la certezza che Lewis e la Mercedes ripeteranno (purtroppo) quanto fanno dal 2014, cioè vincere entrambi i titoli. Tuttavia, dopo Cota devo ammettere che qualche mia certezza vacilla. A suo modo la Mercedes ha già perso il mondiale e Max lo ha già vinto. Intendo dire che la stella a tre punte e lo stesso Lewis non si erano mai trovati contro un osso duro come il trinomio Max-RB-Honda

Pensateci: ad inizio mondiale tutti quanti eravamo pronti a scommettere (non dite di no) che Lewis si sarebbe fregiato, in modo anche abbastanza facile, dell’ottavo titolo. Non era in dubbio il suo dominio, ma solo quando sarebbe stato matematicamente (di nuovo) campione. E invece… eccoci qui. Mercedes ha già perso. Anche se vincerà nuovamente. Perché non bisogna mai dare per spacciati “quelli là”. Però so che la mia impressione della fine di un impero tecnico-politico-sportivo trova sempre più riscontri nell’inverno di questo mondiale di F1

Comunque, ci siamo lasciati Austin alle spalle, siamo ancora in pieno clima yankee, e allora immergiamoci nelle  più o meno cupe atmosfere del “dolcetto o scherzetto”


Max Verstappen. Voto: Halloween la notte delle streghe (il film di John Carpenter) e il sequel del 1981. Michael Myers non ne vuole sapere di morire. Miete vittime come se fosse un mattatoio vivente. Penso che Lewis sia stupito della pervicace ostinazione di Max. Non se l‘aspettava… era convinto, con il doppio strike fra Inghilterra e Ungheria, di aver fatto bingo, e invece… brividi…

F1

Lewis Hamilton. Voto: Halloween la notte delle streghe (il film di John Carpenter) e il sequel del 1981. Michael Myers non ne vuole sapere di morire. Miete vittime come se fosse un mattatoio vivente. Penso che Max sia stupito di quante vittorie abbia ottenuto, quanti giri in testa, e quello lì gli sta ancora ad appena dodici “miseri”, “piccoli” punti… brividi…

Power Unit Mercedes. Voto: “Grosso guaio a Chinatown”. Ancora Carpenter, 1986. Il malvagio stregone Toto Lo Pan cerca di concupire due nuovi titoli mondiali, mentre Jack Burton Marko cerca di impedirlo. Giriamola come vogliamo, ma le PU Mercedes hanno un “grosso guaio”, vedi Bottas che è già alla sesta unità endotermica, e probabilmente non è ancora finita qui pure per sir Lewis

Red Bull. Voto: La cosa (1982). Celebre remake (dal film a sua volta tratto dal libro “La cosa da un altro mondo”) targato sempre Carpenter. Tu quella la provi ad ammazzare non so quante volte, ma “risorge” e si trasforma sempre… un po’ l’incubo del muretto Mercedes, mai così fragile…

Muretto Mercedes. Voto: “Shining”. L’apocrifo film (nel senso che si discosta assai dal libro di King) di Kubrik, credo rappresenti bene la pressione a cui sono sottoposti gli uomini del team capitanato dal “simpatico” (si fa per dire) austriaco “Lupo”. Vedere vincere la RB, con neanche tanta fatica, in un circuito in cui avrebbero dovuto fare un sol boccone degli avversari, deve essere stato un colpo da KO. Una botta mentale micidiale. E, si vince e si perde, prima di tutto, nella testa…

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Valtteri Bottas. Voto: Halloween III, il signore della notte. Il terzo appuntamento con la saga inventata da Carpenter (1982) non aveva nulla a che fare con la sinistra figura di Myers e doveva aprire una serie di film antologici sulla parte “oscura” di Halloween. Non viene ricordato come un grande film, ma come un banale horror degli anni ottanta. Un qualcosa di visto e rivisto. Come il Bottas targato Mercedes di queste ultime stagioni. 

Sergio Perez. Voto: A volte ritornano (la raccolta horror di Stephen King). Ogni tanto Perez si accorge di saper guidare e si sveglia dal fondo della top ten. E diventa importante per la causa iridata della Red Bull:  vedi mondiale costruttori. Tra l’altro poi in Messico il 2 novembre si celebra in modo unico el Dià de los muertos e in quel fine settimana c’è il gran premio a casa sua… magari si risveglia pure lì…

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Carlos Sainz. Voto: “Non aprite quella porta” (Film horror del 1974). No, qui non parliamo di Leatherface e di quella combriccola di cannibali ma, parafrasando il noto film, potremmo dire non cambiate quella gomma alla Ferrari. Perché a Carlos, negli ultimi gran premi, con i pit stop, di cose horror ne sono successe assai…

Domenicali, Fom, annessi e connessi. Voto: “Essi vivono” (1986). Film anche questo,  a suo modo, grande cult, a metà fra fantascienza e horror, e sempre del mitico Carpenter. Gli alieni sono fra noi, controllano tutti i mass media e solo mettendo banali occhiali da vista con filtri in bianco e nero riesci a vedere davvero il loro volto. Messaggi di propaganda subliminali ovunque. Un predicatore religioso cieco urla: “Svegliatevi!”. Mi ricorda quando ci spacciano le gare sprint come un grande successo. Questa e tante altre cose che, a me e tanti altri, fanno gridare inorriditi: “Svegliatevi”

F1
il britannico Lewis Hamilton (Mercedes AMG F1 Team) saluta il pubblico passeggiando tra le “Cheerleaders”

Grid girls (o cheerleaders). Voto: ipocrisia portami via. Niente ombrelline! Significa sfruttare il corpo delle donne! Però negli States possiamo chiudere un’occhio, anzi due. O aprirli (dipende dal punto di vista). Basta  dire che erano le cheerleders dei Dallas Cowboys (football americano) e chiamarle pon-pon girl (ah! Il potere delle parole…).

Come sempre, “pecunia non olet”. E allora, rimettetele le ombrelline, che non è certo quello lo sfruttamento del corpo delle donne… 


F1-Autore: Mariano Froldi – @MarianoFroldi

Foto: Mercedes AMG F1 Team

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