Mercedes scivola nel baratro: cosa aspetta a mettere sotto pressione Red Bull?

Il mondiale dei rimpianti. Questo potrebbe essere il 2021 per Lewis Hamilton e la Mercedes. La F1 ha vissuto una sorta di illusione collettiva alla fine della passata stagione. Si era istaurata l’idea che gli uomini di nero vestiti potessero dominare ancora in considerazione del vantaggio tecnico palesatosi nell’annata precedente, quando la W11 ha lasciato le briciole ad una concorrenza letteralmente annichilita. Ma sono interventi nuovi fattori, dal budegt cap ad un cambio regolamentare mirato, che hanno indebolito i punti di forza delle vetture anglo-tedesche (eliminazione per decreto del DAS e modifiche ai fondi piatti). Elementi dai quali sono scaturite le difficoltà viste in stagione.

Ad approfittarne è stata la Red Bull che già a fine 2020 aveva dato la sensazione di aver quasi pienamente colmato il gap. Molti osservatori ritenevano che la cosa fosse dipesa da un rilassamento dei campioni del mondo. Così non era: il recupero tecnico era in pieno svolgimento. A Milton Keynes hanno letto alla perfezione le novità normative presentando una vettura efficace su ogni tracciato e che ha goduto del lavoro enorme fatto dalla Honda che si è messa in testa di commiatarsi dalla F1 nella maniera migliore: battendo chi ha dominato in lungo e largo l’era turbo-ibrida.

Nonostante la monoposto partorita dalla brillante mente di Adrian Newey si sia dimostrata generalmente più efficace ed adattiva – i numeri lo dimostrano con chiarezza (leggi qui) – la W12 non ha certamente pagato distacchi tali da essere tagliata fuori dalla lotta al titolo. In alcune gare della stagione si è addirittura riscontrata la superiorità del progetto sfornato dalla factory di Brackley. Un vantaggio – non siderale – quasi mai capitalizzato. Eloquenti sono stati i casi di Ungheria, Monza e, parzialmente, di Turchia quando a vincere, in ottica titolo, è stata la “Mercedes sbagliata“.

Occasioni sprecate, gettate alle ortiche con scelte strategiche incomprensibili che hanno tarpato le ali agli slanci di Lewis Hamilton anche nell’ultimo appuntamento iridato di Austin. In Mercedes sono consapevoli di non aver massimizzato le opportunità presentatesi. Lo stesso campione del mondo in carica ne è conscio.

F1
Lewis Hamilton (Mercedes AMG F1 Team) – Gp Stati Uniti 2021

Questa stagione si sta rivelando molto dura su tanti fronti. Anche se non credo sia la più difficile, direi che può posizionarsi tra quelle più complesse. Ho pensato molto – ha riferito Hamilton ai campionati a cui ho partecipato e lottato per la vittoria sin da quando avevo 10 anni. Ci sono stati tanti momenti difficili. questi sono tutti molto simili a modo loro. Ma, allo stesso tempo, tutti presentano le proprie specificità.

Anche se quest’anno la battaglia è molto intensa, ci sono tanti aspetti positivi. Mi sto divertendo anche nei giorni difficili. Abbiamo perso dei punti, non sempre siamo stati perfetti, quindi le cose potrebbero andare meglio. Ma si impara qualcosa di nuovo ogni giorno. E’ giusto riflettere sugli errori commessi, ma non bisogna guardare troppo agli episodi passati e dire: ‘Se avessi preso questa decisione allora adesso la situazione sarebbe potuta essere diversa’. Non si può cambiare il passato. Più ti attacchi a questo più resti bloccato. Io guardo avanti!.

Guardare avanti nella speranza di invertire una rotta già tracciata, che vede Max Verstappen avviarsi verso il primo, meritatissimo, titolo mondiale. In Mercedes non mollano, sia Toto Wolff che Andrew Shovlin lo hanno ribadito a chiare lettere mostrando una sicurezza che stride col momento che che gli uomini della Stella a Tre Punte stanno vivendo. Eppure la matematica dà loro ragione. Nella graduatoria piloti il distacco è di dodici punti. Tanti a cinque gare dalla fine ma non troppi per pensare di abdicare senza lottare.

Sono 133 i punti in palio: 125 che scaturiranno da cinque vittorie, 5 da altrettanti giri veloci in gara e tre derivanti dalla Sprint Qualifying che si terrà nel Gran Premio del Brasile. Le occasioni per rimontare ci sono, anche se Max non molla l’osso in una stagione nella quale sta mostrando una fame agonistica e una lucidità tattica senza precedenti. L’operazione sorpasso è ardua, ma non deve essere considerata impossibile. Perché dall’altro lato c’è un pilota che non scherza quando abbassa la visiera e si mette in testa di riscrivere pronostici già passati in giudicato.

l’olandese Max Verstappen (Red Bull Racing Honda) sul podio del Gran Premio degli Stati Uniti edizione 2021

Nel mondiale costruttori la situazione è ribaltata. E’ Red Bull ad inseguire AMG con un ritardo di 23 lunghezze (460.5 – 436,5, nda). Numeri che alimentano una speranza: vincere ancora. Portarsi a casa entrambe le coppe che contano allungando una striscia pazzesca che ora conta 14 titoli in sette stagioni. Impresa riuscita solo a Mercedes nella ultra-settantennale storia della F1.

Red Bull, sino a questo momento, ha sbagliato pochissimo. Si ricorda una strategia non vincente nella gara che ha aperto il campionato e un errore ai box, a Monza, nel montaggio delle gomme alla vettura di Verstappen che, alla Prima Variante, ha terminato la sua gara sull’halo della W12 del rivale inglese. Per il resto una gestione perfetta, da copiare ed incorniciare. Una condotta del tutto speculare a quella Mercedes che si ricorda per topiche più o meno gravi che hanno inciso pesantemente sul punteggio totale accumulato.

Ciò che il team della Stella può e deve fare, in questo ultimo scorcio di campionato, è mondarsi da quella coltre di sabbia che ha grippato un meccanismo apparso perfetto nelle stagioni precedenti, quando il vantaggio tecnico era piuttosto importante. Semplice da dirsi, più compresso da mettere in pratica. Ma, ragionando per assurdo, proprio la perfetta gestione delle gare potrebbe essere il fattore decisivo nella lotta al titolo.

F1
il britannico Christian Horner, team principal della scuderia austriaca Red Bull Racing Honda

Milton Keynes, in questa stagione di F1, non è mai stata messa troppo sotto pressione a livello strategico. Come reagirebbe la scuderia diretta da Chris Horner se Mercedes non sbagliasse più? Sarebbe in grado di mantenere la calma serafica che ha mostrato sino a questo momento o accuserebbe il colpo come successo nel succitato GP d’Italia? Passare dai desiderata alla pratica è l’unica speranza per gli uomini in nero di mettere pressione sui concorrenti che sinora hanno controllato piuttosto in scioltezza le operazioni domenicali.

A Brackley hanno in dovere di provarle tutte. Ovviamente il primo viatico per provare a vincere ancora è offrire un mezzo tecnico all’altezza. Specie in Messico e in Brasile, due circuiti che spesso sono rimasti indigesti ad Hamilton e Bottas. Ma, anche nel caso in cui le vetture fossero all’altezza della RB16B, sarebbe necessario non vanificare lo sforzo con una pessimo piano gara. La strategia è quella di spingere gli avversari ad avere il braccino corto, ad andare in confusione a pochi metri dal traguardo. Un’opera assai ardua considerando l’andamento stagionale e che spiga come, per certi versi, in Mercedes siano quasi alla mossa della disperazione.


F1-Autore: Diego Catalano – @diegocat1977

Foto: Mercedes AMG F1

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