domenica, Marzo 3, 2024

Ricciardo-Bottas: l’incidente invisibile

Il momento più caldo del Gran Premio di F1 messicano si è consumato al via. Pochi istanti per decidere le sorti della partita, pochi attimi per consegnarci l’anteprima di una gara altrimenti senza colpi di scena memorabili. Lo start invece ci ha elettrizzati con la staccata feroce di Max Verstappen, ci ha ipnotizzati nel tentativo di seguire le vicende delle due Mercedes, ci ha lasciati esterrefatti dopo il testacoda di Bottas.

Il finlandese, reo di aver lasciato la porta aperta al pilota Red Bull, viene poi colpito dalla Mclaren impazzita di Daniel Ricciardo, che sbaglia clamorosamente il punto di frenata. Entrambi i protagonisti del contatto riusciranno a rimettersi in pista, ma la loro gara naufragherà miseramente nelle retrovie. Nonostante lo scompiglio generato dalla collisione, l’incidente non verrà notato o investigato, quasi non avesse lasciato conseguenze. I commissari fanno orecchie da mercante, di fatto ignorando il suggerimento di Michael Masi ad approfondire l’accaduto.

La cosa appare alquanto bizzarra, poiché vi sono precedenti analoghi in cui i contatti al via sono stati penalizzati. Basta ricordare la situazione che ha visto protagonisti Stroll e Bottas in Ungheria, o ancora Alonso e Mick Schumacher in Turchia. In questo caso, invece, la direzione gara ha ritenuto che non fosse necessaria alcun approfondimento.

Una scelta poco comprensibile, che getta ulteriori ombre sull’equità dei parametri di giudizio in F1. In effetti la partenza è considerata il momento più caotico della gara, per questa ragione è opportuno chiudere un occhio ed evitare di essere troppo fiscali. Ma un tale ragionamento potrebbe riguardare i track limits, difficili da rispettare in situazioni concitate come la bagarre iniziale. Tuttavia, quando si tratta di contatti tra piloti, le cose dovrebbero essere analizzate con maggior dovizia.

Ricciardo, a Città del Messico, ha compromesso la gara di Bottas con il suo errore, pertanto andava quantomeno investigato. Possiamo poi discutere a lungo su quanto sia stato opportuno l’operato di Bottas al via o sullo scontento che ha generato in casa Mercedes, ma non è questo il punto focale. Daniel ha commesso un errore in frenata travolgendo un pilota che gli stava davanti e un fatto simile avrebbe meritato l’attenzione dei commissari, ma ciò non è avvenuto. Qualcosa mi dice però che la situazione sarebbe stata differente qualora Ricciardo, con la sua manovra, fosse andato a collidere contro la Mercedes di Lewis Hamilton oppure contro la Red Bull di Max Verstappen.

L’incidente avrebbe sicuramente fatto più rumore e il pilota australiano sarebbe stato sanzionato in tempi brevissimi. Allora si tratta forse del fattore mondiale? Due pesi e due misure da utilizzare a seconda del pilota colpito? Solo nei confronti dei contendenti al titolo si può applicare il diritto di lesa maestà? Sarebbe un’ipotesi troppo semplicistica, peraltro smentita da recenti penalità inflitte ad alcuni driver che militano nelle retrovie o nel midfield.

In Messico si è scelto di non infierire, forse perché sia Bottas che Ricciardo hanno potuto continuare la gara, o forse perché ‘distratti’ dalla lotta al vertice. In altre parole il contatto tra la Mercedes numero 77 e la McLaren numero 3 non è stato giudicato rilevante ai fini dell’esito della corsa. Eppure Valtteri avrebbe potuto infilarsi davanti a Perez e comunque ottenere punti importanti in ottica iridata. Mentre ora Mercedes e Red Bull sono separate solamente da una lunghezza. Quindi la manovra di Ricciardo è stata molto determinante.

F1
l’australiano Daniel Ricciardo (McLaren F1 Team) colpisce Valtteri Bottas (Mercedes AMG F1 Team) allo start del Gran Premio del Messico edizione 2021

Micheal Masi, come abbiamo detto sopra, si è premurato di segnalare l’accaduto ai commissari, invitandoli ad approfondire, ma la sua richiesta, di fatto, è caduta nel vuoto. Un suggerimento non può sfociare in imposizione, come spiega il direttore di gara australiano. Masi si affretta poi ad aggiungere che non si è trattata di una mancanza di coerenza da parte dei commissari, piuttosto di una decisione maturata sulla base dell’unicità che caratterizza ogni incidente.

La scelta non può essere univoca e non può prescindere dalla differenza delle condizioni che caratterizzano la circostanza. I tracciati di F1 sono diversi e lo sono soprattutto i layout delle curve. Inoltre non bisogna dimenticare la variabile meteorologica, poiché è diverso considerare una collisione che avviene sull’asciutto o sul bagnato. Dunque, fermo restando che accettiamo e, in parte, possiamo condividere il pensiero di Masi, si possono evincere alcune contraddizioni nelle parole del direttore di gara. Da un lato appare plausibile che ogni situazione sia unica, tuttavia può anche presentare analogie più o meno marcate con altre che l’hanno preceduta.

Molte sanzioni, infatti, vengono comminate sulla base di ‘precedenti’, con lo scopo di offrire omogeneità di giudizio. Un altro punto riguarda quello legato alle condizioni atmosferiche. Il contatto Alonso-Schumacher, che ha determinato una penalità per lo spagnolo, è avvenuto su pista bagnata. Ma questo lo rende più grave? In realtà l’asfalto viscido è più imprevedibile, dunque, a rigor di logica, un errore in tali condizioni dovrebbe essere reputato veniale, rispetto all’analogo avvenuto sull’asciutto.

F1
Michael Masi, racing director della F1.

Masi cerca di giustificare la scelta dei commissari, ma lo fa senza risultare convincente. Sarebbe forse stato più onesto parlare di una leggerezza, o dell’intenzione di ‘lasciar correre‘ senza infierire. Tuttavia questo modus operandi crea pericolosi precedenti e apre la porta al rischio che, d’ora in avanti, vengano usati realmente due pesi e due misure a seconda delle personalità coinvolte.

Come in tutti gli sport i giudizi sono soggettivi e pertanto passibili di errori di valutazione. Eppure un criterio comune sarebbe auspicabile per non trovarsi, un domani, alle prese con risultati falsati. Sarebbe sufficiente una concordanza d’intenti, tanto per cominciare, naturalmente supportata da una visione più equa dei fatti.


F1-Autore: Veronica Vesco – @VeronicagVesco

Foto: FIA – Formula Uno

Veronica Vesco
Veronica Vesco
Il candore di un foglio bianco che m'invita alla scrittura. Il fragore di una monoposto rossa che accende la mia natura. Due colori tratteggiano il mio profilo fin dall'infanzia. Due colori capaci di accompagnarmi nel tempo, assumendo molteplici tonalità, sfumate dagli eventi della vita. Da una penna a una tastiera. Da un'auto a pedali agli autodromi. Da una laurea in Lettere al primo libro. Sempre nel segno di una Ferrari. Sempre con il sogno di cavalcare le mie passioni.

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