Gp AbuDhabi 2021-Analisi prestazionale Fp2: W12 regina dell’efficienza. Ferrari ottimizza l’utilizzo dei compound solo con Leclerc

Arriviamo così alle ultime prove libere del venerdì di questo mondiale di F1. In pista si accende per l’ultima volta la sfida tra Hamilton e Verstappen, che per finire il week-end da campioni del mondo dovranno curare ogni minimo dettaglio. Per la lotta centro gruppo si prospetta un gran finale. Le due Ferrari sono in lotta nel passo gara, ma c’è ancora qualcosa che si può fare sul fronte qualifica. Addentriamoci quindi nell’analisi di queste prove libere.  

Cominciamo come di consueto a parlare di assetti e analizziamo i pacchetti aerodinamici. Per Red Bull abbiamo notato la solita ala a cucchiaio da medio carico usata nella maggior parte dei circuiti di quest’anno. In casa Mercedes hanno deciso come di consueto di montare l’elemento posteriore più carico nella versione con il nolder, ad aumentare ancora più la spinta verticale.

Ritroviamo quindi due interpretazioni completamente diverse tra Mercedes e Red Bull, con la squadra austriaca che ricerca la velocità di punta per sopperire al gap in termini di cavalli rispetto alla power unit di Stoccarda. Tuttavia, Mercedes per ora sembra aver la meglio in qualifica grazie all’ottimo livello di efficienza della W12

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In casa Red Bull si sono visti alcuni ritocchi all’assetto a metà delle seconde prove libere. Gli ingegneri di F1 sono andati a variare l’altezza da terra, aspetto decisivo in un circuito abbastanza ‘start and stop’ come questo. Bisogna cercare di controllare al meglio il movimento del centro di pressione durante la fase di frenata, dove il carico al posteriore diminuisce e quindi il retrotreno si fa più leggero.

Nelle prima prove libere la RB16B ha avuto meno problemi di adattamento rispetto alla W12, la quale di fatto aveva abbastanza sottosterzo, che nel corso della curva si tramutava in sovrasterzo non appena i piloti andavano sul gas. Per questo motivo abbiamo visto le due frecce nere uscire più volte dai track limits. Una carenza di rotazione che si è in parte confermata sulla vettura di Hamilton anche nelle seconde libere. Il box ha quindi cercato di correggere il comportamento della W12 dell’inglese attraverso l’aumento dell’incidenza dell’ala frontale. Per dare un’idea, un ‘giro’ di ala vale 0.09% di bilanciamento. Cambiamenti effettuati e poco dopo Lewis Hamilton ha fatto segnare la miglior prestazione. 

Anche le gomme hanno giocato un ruolo molto importante fino a questo momento. Abbiamo visto una Red Bull generalmente più competitiva sulla Soft, ma che una volta montata la media ha accusato diversi problemi di handling. Una differenza, quella tra Soft e Medium che sulla carta non dovrebbe essere molto accentuata. Due compound molto morbidi con una finestra di funzionamento molto bassa e simile. In pista le differenze però sembrano essere molte. La sfida delle squadre sta nel riuscire a mantenere nel range ottimale le quattro gomme per tutto l’arco del giro.

La W12 attiva molto le Pirelli, mentre la RB16B decisamente meno. Tuttavia non si spiega così un peggior adattamento alla Media da parte della Red Bull. Il perché è da ricercarsi di più nel processo di isteresi con cui le squadre scaldano le gomme. Il processo deve essere ottimizzato dagli ingegneri e sembra proprio che in Red Bull non abbiano azzeccato questo aspetto. Trovare subito il giusto utilizzo non è per niente facile. 

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Cerchiamo ora di capire dove risiedono le differenze tra i due top team sul giro di qualifica. Verstappen perde lo stesso quantitativo in ogni settore. Fino a sta mattina il settore centrale costituiva un feudo Red Bull, vuoi per una buona velocità di punta di Max, ottenuta grazie ad una scia, vuoi per la miglior percorrenza della chicane lenta che immette sul secondo rettilineo. 

Ocon si è distinto proprio in questo zona, dove è riuscito addirittura a migliorare il tempo di Hamilton. Molto più massiccio il distacco nel terzo settore. Nel complesso la Mercedes sembra fare la differenza nel tratto finale, dove riesce ad dare un grosso distacco a tutti. 

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Parliamo anche della sfida non mondiale, quella che interessa i team di media classifica. Per Ferrari è stata una giornata molto complicata. Nelle prime libere il bilanciamento non era dove si aspettavano i due piloti, probabilmente il setup base per questo ‘nuovo’ tracciato non era corretto. Gli ingegneri hanno quindi provato diverse configurazioni aerodinamiche provando due differenti ali posteriori. Nelle prove libere due l’handling della SF21 è migliorato, anche se persisteva del sottosterzo. Buono l’adattamento alle mescole medie, che pare riescano ad adattarsi meglio alle esigenze di questo tracciato.

Parte dei problemi della mattinata si possono quindi associare anche alle mescole. L’abbassamento delle temperature ha aiutato la SF21 a centrare la finestra dei compound. La monoposto del cavallino è in grado di fornire già di per sé molta energia agli pneumatici. Una temperatura più alta dell’asfalto provoca quindi il temporaneo surriscaldamento delle gomme in alcuni punti del giro.

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Gp Abu Dhabi 2021: Charles Leclerc (Scuderia Ferrari) all’ingresso del sottopassaggio della corsia box.

Da ciò ovviamente consegue un abbassamento generale del grip. Ferrari deve puntare a migliorare il settore finale, dove sembrano perdere parte del vantaggio accumulato fino a quel punto. Il problema possono essere ancora una volta le gomme, che sul finire del giro, nella percorrenza del tratto misto, potrebbero uscire dalla finestra ottimale. 

Arriviamo quindi alle simulazioni della gara con il pieno di carburante. Diciamo subito che sono state le simulazioni high-fuel più interessanti di tutta la stagione. Il motivo risiede nel fatto che le forze in gioco sono apparse invertite tra Mercedes e Red Bull. Il team austriaco ha infatti sfoggiato un passo decisamente molto competitivo sulla Soft, di sei decimi più veloce di Hamilton, che però girava su gomma gialla. C’è da dire che non sarebbe da sorprendersi se il muretto Mercedes abbia deciso di fare un po’ di tattica, magari aggiungendo qualche chilo di benzina.

Bisogna anche aggiungere che, come ha sottolineato Lewis Hamilton, che gran parte del suo stint l’ha passato dietro Sergio Perez. Secondo l’inglese, ciò può aver penalizzato la sua simulazione, il che spiegherebbe il distacco. In effetti, Perez e Bottas, sulla medesima gomma, hanno girato sugli stessi tempi.

In casa Ferrari il lavoro è stato suddiviso tra i due piloti, con Leclerc che ha preso la Soft e Sainz la Medium. I dati confermano che a centro gruppo sarà una sfida a tre in gara, con Ferrari, Alpine e McLaren sullo stesso livello. Più arretrata l’Alpha Tauri, che con Gasly non ha portato a termine un buon long run. 


F1-Autore Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich 

Foto: Formula Uno – Scuderia Ferrari

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