Gp Arabia Saudita 2021-Analisi prestazionale Fp2: è buono il bilanciamento iniziale per la SF21. Red Bull competitiva sulla Hard

Arriviamo nel secondo gran premio inedito consecutivo per la F1. Rimaniamo nelle stesse zone, ma ci muoviamo in Arabia Saudita, paese dalle mille contraddizioni e dalle molteplici ombre. Il miglior modo per descrivere il ‘tilkodromo’ è dare un solo numero: 252.8km/h. Questa è la velocità media sul giro, un numero impressionante per un tracciato cittadino. Per capirsi, è quasi come incastrare il tracciato di Monza in mezzo al centro di Montecarlo. Parliamo però di cose più serie e avviciniamoci all’analisi odierna.

Un tracciato complesso, che per il momento ha presentato meno sfide di quanto ci si poteva aspettare. La ricerca dell bilanciamento aerodinamico ottimale sembra essere meno complicato di quanto si poteva immaginare. Queste prime prove libere risultano quindi essere già abbastanza significative.

Se mettiamo una accanto all’altra le due vetture sfidanti per il mondiale, noteremo facilmente che la Mercedes, anche per questo appuntamento, si è presentata con un’ala posteriore più carica. C’è poco da fare, se lo possono permettere. In Red Bull il discorso è diverso. D’altronde si percorre il circuito di Jeddah con il gas spalancato per circa tre quarti del giro. I cavalli mancanti rispetto alla straordinaria Power Unit tedesca impongono l’utilizzo della famigerata ala a cucchiaio. Un elemento più scarico agli estremi per riuscire a diminuire la produzione di vortice d’estremità, e di conseguenza la resistenza prodotta.

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Di questo tipo di ala ne hanno provato due versioni, una più tradizionale e una più estremizzata. Sarà quindi da capire quale decideranno di montare domani mattina. Per via della presenza di molte curve veloci, il bilanciamento aerodinamico diviene fondamentale. Perciò abbiamo visto alcune modifiche all’incidenza dell’ala anteriore al fine di centrare il corretto bilanciamento della monoposto. Un ‘click’, ovvero uno step di incidenza dell’ala anteriore, fornisce un cambiamento percentuale del bilanciamento dello 0.09% (dato Red Bull). Teniamo però conto del fatto che la Power Unit Honda che Max Verstappen sta utilizzando oggi, non sarà quella montata sulla vettura nella giornata di domani.

Arrivando sull’inedito tracciato, gli ingegneri sono rimasti un po’ stupiti dalla pulizia dell’asfalto, che fin da subito ha offerto un buon livello di grip. Per trovare i corretti settaggi sospensivi, in molti devono aver provato setup diversi tra i due piloti. Questo potrebbe anche spiegare le differenze in classifica tra compagni di squadra. Accentuate soprattutto nelle prime libere. Si è lavorato molto anche sull’altezza da terra. Bisogna trovare la giusta distanza dal suolo per posizionare il fondo ‘a filo’ con l’asfalto. Su un circuito dove conta molto l’efficienza aerodinamica, sfruttare il lavoro del fondo diventa essenziale. Potremmo quindi vedere molte scintille provenire dalle monoposto.

Tutto questo discorso ha poi delle conseguenze visibili in pista. Seppur le variabili siano molte e le forze in campo non siano ancora chiaramente definite, possiamo analizzare quanto visto in pista fino ad ora. Per tutti è un tracciato nuovo, nuovissimo. In molti quindi dovranno ritarare alcune componenti e apportare delle modifiche al setup per la giornata di domani. Rispetto ad altri tracciati, però, le squadre sembrano essersi adattate più facilmente.

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Gp Arabia Saudita 2021: Sergio Perez (Red Bull Racing Honda) sul Jeddah Corniche Circuit durante le FP1

Una delle variabili più interessanti sono state le gomme. Le prestazioni delle monoposto sono sembrate variare anche in base al tipo di compound. L’impressione è che la Pirelli abbia portato una gamma di mescole fin troppo morbida. La Soft infatti pare comportarsi peggio della Hard. Ciò non vuol necessariamente dire che vedremo utilizzata la gomma più dura in qualifica, perché le squadre faranno un lavoro su misura per far funzionare la Soft sul giro singolo. Tuttavia questo fatto dovrebbe far pensare.

Mettiamo subito le mani avanti dicendo che ciò che abbiamo visto oggi potrebbe essere diverso da quanto vedremo domani. Detto questo, Mercedes è stranamente sembrata più competitiva sulla gomma Soft. Al contrario, la Hard pare essersi adattata meglio alla RB16B. Definiamo ‘strano’ quanto visto perché generalmente è il contrario. Man mano si passa ad una gomma più morbida, la Red Bull tende a perdere il posteriore. Complessivamente, le due frecce nere son sembrate più bilanciate e non dovrebbe stupire se domani assistessimo ad una supremazia tedesca.

Il compound Soft sembra generalmente lavorare peggio sulla maggior parte della monoposto. Vien quindi da chiedersi perché ciò accade. Le opzioni che sembrano farsi spazio sono due. La prima è la maggior deformazione della gomma più morbida, al quale fornisce quindi un feeling diverso, pìù fastidioso e meno adatto a questa pista. Il secondo riguarda le finestre delle mescole. La Soft potrebbe aver un range troppo basso, che non si sposa alla perfezione con l’alta energia che si sviluppa nelle gomme durante la percorrenza delle curve veloci.

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Arrivando a questo appuntamento ci si aspettava che le gomme anteriori facessero fatica ad attivarsi per via dei lunghi rettilinei. Ciò è solo in parte vero. Durante i lunghi rettilinei le mescole perdono parte della temperatura e arrivando in frenata si può incappare in alcuni bloccaggi. Tuttavia, le 27 curve del tracciato fanno sì che le gomme si trovino impegnate per gran parte del giro, per cui il problema divine l’opposto: mantenerle nella corretta finestra senza portarle in over-heating.

Facciamo ora alcune considerazioni rispetto al capitolo Ferrari-McLaren. Anche gli ingegneri Ferrari hanno deciso di utilizzare un’ala a cucchiaio. Sacrificare qualche punto di carico aerodinamico sembra dare buoni riscontri sul cronometro. Nel complesso la vettura è sembrata tendente al sovrasterzo, con un posteriore un po’ carente che in alcune curve è difficile da controllare. Non a caso Leclerc ha sbattuto negli ultimi minuti delle prove libere, proprio perdendo il posteriore.

Tra la prima e la seconda sessione sono stati applicati alcuni cambiamenti al setup, a conferma che l’assetto iniziale è stato ottimo e che la SF21 si è adattata bene al circuito saudita. Il passo di qualifica è sembrato buono, ma c’è tanto che dovrà assestarsi nella giornata di domani. Le due Alpine sembrano aver trovato un buon passo, ma il lavoro che portano avanti il venerdì è diverso dagli altri team e in genere ciò li porta ad essere più competitivi durante le prime libere.

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McLaren negli ultimi appuntamenti non sta per forza facendo un passo indietro. Potremmo dire che alcuni dei circuiti su cui si è gareggiato non avevano caratteristiche adatte alla MCL35M. Inoltre, il team inglese è riuscito molto meno a concretizzare rispetto alla squadra di Maranello. Detto ciò, prima di questo appuntamento avevamo sottolineato che la SF21 avrebbe potuto trovare un vantaggio nell’attivazione delle mescole. Ciò è parzialmente vero, infatti la monoposto italiana sembra usufruire bene delle mescole più morbide, riuscendo a centrare abbastanza bene il range di temperatura.

Da sottolineare la prestazione di Gasly, che con la sua AlphaTauri risulta velocissimo nel complesso di curve del primo settore, tanto da addirittura dominare questo tratto. Il passo reale evidenzia di fatto il vantaggio di Ferrari sull’Alpine. La squadra italiana deve quindi preoccuparsi maggiormente di ridurre il distacco con Gasly. La Red Bull tende a migliorare man mano finisce il giro, a conferma del fatto che molti dei loro problemi sono ancora legati alla prestazione dei copertoni.


F1-Autore Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich 

Foto: Formula Uno – Scuderia Ferrari

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