Verstappen ha infranto l’articolo 27.4. Perchè i commissari lo hanno graziato?

F1 – 5 dicembre. Regoliamoci Gran Premio Arabia Saudita

Quanto accaduto in questo Gran Premio dell’Arabia Saudita ha qualcosa dell’incredibile. Dopo la partenza la gara sembra regolare, ma ecco che al giro 10 Schumacher va a sbattere contro le barriere. A quel punto la direzione gara decide di far scender in pista la Safety Car per poi mettere la bandiera rossa. Da qui in avanti il caos. Ma andiamo con ordine…

Nel momento in cui viene mandata in pista la vettura di sicurezza, al giro 10, Hamilton e Bottas, rispettivamente in 1° e 2° posizione in quel momento, rientrano ai box per la sosta; Verstappen prosegue e si prende la testa della gara. Sembra che in casa Red Bull abbiano sbagliato strategia, ma ecco che al giro 14 si entra in regime di bandiera rossa: un jolly incredibile per loro che potranno così sostituire gli pneumatici senza perdere posizioni.

Dopo una breve sosta, alla ripartenza dalla griglia, l’inglese della Mercedes attacca subito il rivale in curva 1, ma viene spinto fuori pista e il tentativo va a vuoto. Inoltre, Ocon sfrutta il tutto per infilarsi tra i due contendenti per il titolo. Nelle retrovie, invece, il caos: vari incidenti costringono a sospendere nuovamente la gara.

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A questo punto, il Direttore di Gara comunica a Red Bull che se lasceranno la posizione a Hamilton alla successiva ripartenza, l’episodio precedentemente descritto non verrà investigato. Il team inizia una contrattazione e accetta se anche Ocon sarà davanti a Lewis. Max passa così alle spalle dell’inglese.

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Al restart, lo scatto dell’olandese è perfetto e in curva 1 è già tornato in testa alla corsa. L’inglese della Mercedes si getta quindi all’inseguimento, frenato varie volte dalla virtual safety car. Al giro 37, però, arriva il primo attacco, ma Verstappen allunga di molto la staccata di curva 1, andando fuori pista e costringendo anche il rivale a farlo. Praticamente ci si trova nella situazione precedente e anche in questo caso Red Bull dice al proprio pilota di cedere la posizione.

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Verstappen, quindi, rallenta tantissimo prima dell’ultima curva e Hamilton finisce per tamponarlo! I commissari, quindi, vedendo che la posizione non è stata restituita, sanzionano con 5 secondi di penalità l’olandese per aver lasciato la pista e averne tratto vantaggio. Nel giro seguente, poi, nella stessa zona del tracciato, i due si scambiano le posizioni, ma alla curva successiva, Max si riprende furbescamente la testa della gara. Tuttavia, alla tornata 43, fa nuovamente andare il rivale, conscio anche della penalità e del fatto che nel post gara dovrà vedere gli stewards per aver guidato in maniera pericolosa.

La sua mossa di frenare in curva 26, infatti, viene messa sotto la lente di ingrandimento: dopo aver parlato con entrambi i piloti e aver analizzato la telemetria, i commissari assegnano altri 10 secondi di penalità + 2 punti patente a Verstappen.

A questo punto, sorgono spontanee alcune critiche verso la Direzione Gara e l’operato dei commissari. La prima, riguardo allo scambio di posizioni al momento della seconda ripartenza: ci può anche stare che Masi dica al team che se cedono la piazza, l’episodio non verrà investigato. Ma non deve diventare una trattativa tra lui e il team. O lo fanno, oppure arriverà la penalità.

La seconda, invece, riguarda la sanzione post gara assegnata a Verstappen. All’olandese viene detto di cedere la posizione a Hamilton perché guadagnata in modo irregolare e lui, anziché alzare il piede e spostarsi, rallenta come se non ci fosse un domani in piena traiettoria. 10 secondi sono decisamente pochi! Se poi consideriamo il fatto che ogni volta che si è difeso da Lewis, ha fatto una manovra considerata illegale, risultano davvero ridicoli! Non è poi così fuori luogo parlare di bandiera nera in questo caso…

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Detto ciò, giusto due parole su quanto accaduto al sabato. La scorsa gara, in Qatar, si discuteva di Verstappen penalizzato con 5 posizioni in griglia per non aver rispettato la doppia bandiera gialla, il che è una violazione del codice sportivo internazionale. Si arriva in Arabia Saudita ed ecco che la stessa infrazione sembra essere commessa dal rivale per il titolo mondiale. Ci si aspetterebbe lo stesso trattamento per lui e invece, non viene imposta alcuna sanzione

Siamo nell’ultima sessione di prove libere. Sul sistema di messaggistica ufficiale compare l’informazione che nel microsettore numero 6 è esposta doppia bandiera gialla. Hamilton sta transitando in quel tratto nel medesimo momento, tuttavia non erano esposte né bandiere, né il pannello luminoso era acceso; inoltre, nemmeno sul volante del pilota era indicata la situazione di pericolo. L’inglese, quindi, non ha alzato il piede e ha continuato il suo giro spingendo.

Il Direttore di Gara ha fatto sapere che il sistema è stato attivato accidentalmente per meno di 1 secondo; i commissari quindi, basandosi su questa informazione e sul fatto che non c’era alcun elemento a disposizione del pilota che gli mostrasse la doppia bandiera gialla, hanno giustamente deciso di non sanzionare Lewis Hamilton.

Ma non è tutto: questa non è l’unica infrazione che ha visto coinvolto l’inglese della Mercedes. Sempre durante le libere 3, il pilota è stato protagonista di un impedimento ai danni di Mazepin, il che è una violazione dell’articolo 31.5 del regolamento sportivo

Dall’analisi delle immagini l’impedimento ai danni del russo della Haas appare evidente. Quando Hamilton si trovava in curva 2, è stato informato che circa 10 secondi dietro di lui stava arrivando l’avversario impegnato nel proprio tentativo. Dopo questo avviso, però, Mercedes non ha più comunicato con il proprio pilota e giunti in curva 8 è accaduto “il misfatto”.

I commissari hanno voluto sottolineare che, vista la conformazione di questa pista, la comunicazione con il proprio team è fondamentale e ciò non è avvenuto. Viene quindi considerato un concorso di colpa tra Hamilton e Mercedes e decidono quindi di assegnare un avvertimento ufficiale al pilota e 25.000€ di ammenda al team. Precisano però che questo episodio non deve creare un precedente per il futuro: rimane comunque un dovere del pilota non creare pericolo ai danni degli avversari.


F1-Autore: Alessandro Rana – @AleRanaF1

Immagini: F1

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2 COMMENTS

  1. Non sono d’accordo sul tamponamento: è evidente che VER rallenti per lasciar passare HAM, quest’ultimo se ne accorge ma è indeciso, gioca con l’acceleratore perché è indeciso su cosa fare, perché sa che superarlo prima del detection point lo avrebbe messo in condizioni di inferiorità sul rettilineo successivo. Ma ci mette troppo a decidere e SBAGLIA e tampona VER. Si noti che VER rallenta in maniera chiara e inequivocabile, con il chiaro intento di farlo passare. Cosa doveva fare di più? esporre un cartello “passa a sinistra, ti offro il caffè al prossimo giro”?

  2. 10 secondi sono pochi? Sono assegnati a caso semmai. Il pilota dietro, quanto gli viene detto di prendere la posizione deve farlo quando glielo dicono, non quando vuole lui. Hamilton non voleva passare Max per non dargli DNF, così Max ha rallentato ancora di più per farglielo capire, ma il testa-dura di Lewis non voleva passare. Cosa doveva fare Max? Fermare la macchina, scendere e indicargli con segnali luminosi la strada? Bah

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