Le riflessioni di Hamilton: perché sta dubitando sul proprio futuro?

Spero davvero che lo vedremo di nuovo. Lewis è la parte più importante del nostro sport. Sarebbe un atto d’accusa per tutta la F1 se il miglior pilota decidesse di abbandonare a causa di decisioni scandalose“. Così parlò Toto Wolff. Dichiarazioni che spiegano che probabilmente il sette volte iridato una scelta definitiva sul suo futuro non l’ha ancora operata.

Sono giorni di dolenti riflessioni quelli che sta vivendo Hamilton. L’epilogo del GP di Abu Dhabi non è stato ancora digerito, figurarsi metabolizzato. L’ambiente Mercedes è ancora scosso per aver perso un titolo a causa delle decisioni di Michael Masi che sono parse quanto meno irrituali. Almeno a giudicare dalla prassi consolidata. Nulla di cui Red Bull e Max Verstappen possano essere accusati. Ma qualcosa che ha dato la sensazione che il normale scorrere degli eventi sia stato modificato da una mano visibile.

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Toto Wolff, team principal e comproprietario della scuderia tedesca Mercedes AMG F1 TEAM, durante il week end del Gran Premio di Inghilterra edizione 2021

Wolff ha evidenziato, in diverse pubbliche uscite, che quel che è accaduto a Lewis è stato frutto di una decisione errata giunta per una – ritenuta – palese infrazione del regolamento. Da qui la difficoltà della Mercedes ad accettare la vittoria dell’olandese che lo stesso Wolff ha inteso essere comunque meritata per come ha guidato nell’arco delle 22 gare.

Il silenzio di Lewis Hamilton dura da ormai cinque settimane. E, naturalmente, continua ad alimentare le voci sul suo possibile ritiro. I test invernali si avvicinano a grandi passi, così come la stagione che prenderà il via il 18 marzo con il GP del Baharain. A questo punto un ritiro di Hamilton è ipotizzabile o si tratta solo di speculazioni giornalistiche?

La decisione definitiva potrebbe arrivare una volta che si saprà il risultato delle analisi che la FIA sta sta facendo su ciò che è successo nell’ultimo appuntamento del 2021 (leggi qui). Una mossa che ha il “sapore” della strategia pressoria nei confronti dell’ente presieduto da Mohammed Bin Sulayem.

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Mohammed Ben Sulayem, neo presidente della Federazione Internazionale

Quella di dire addio potrebbe dunque essere una minaccia effimera in attesa che cadano le teste di Michael Masi, direttore di gara, e di Nikolas Tombazis, responsabile tecnico delle monoposto. Nomi che, secondo alcuni, sarebbero nella black list sul tavolo dell’ufficio di Toto Wolff in quel di Brackley nonostante il team principal austriaco abbia chiesto una rimodulazione procedurale e non un rimpasto. Ma, evidentemente, le diplomazie operano nel sottobosco senza far capire le loro reali intenzioni.

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Michael Masi, direttore gara della F1

E se quella di Lewis non fosse una tattica definita a tavolino con i vertici della scuderia? E per vertici intendiamo non solo Wolff ma anche Ola Kallenius, in rappresentanza di Daimler AG, e di Jim Ratcliffe, n°1 di Ineos. L’idea che al momento il trentasettenne di Stevenage sia dilaniato dalle perplessità trova spazio nelle valutazioni di chi la storia della F1 l’ha fatta. Di chi si è trovato coinvolto in lotte non proprio adamantine con Ayrton Senna.

Ovviamente parliamo di Alain Prost che ha provato ad immedesimarsi nei panni del collega affermando che c’è un buon 50% di possibilità che Hamilton appenda il casco al chiodo. Entrambe le ragioni sarebbero intatte secondo “Il Professore”. Il quattro volte iridato ed ora superconsulente della francese Alpine è conscio che Lewis abbia subito – e forse non ancora incassato – un duro colpo. Come ritrovare la forze e le motivazioni per riabbassare la visiera e rimettersi in gioco?

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Alain Prost, superconsulente Alpine

Il cambio di regolamento potrebbe essere quella scossa che instilla la voglia di ritornare in macchina e lottare per il titolo per arrivare a distaccare Michael Schumacher. Ma non è il solo obiettivo da rincorrere. In Mercedes, carico come una fionda, è arrivato George Russell che vuole detronizzare il suo connazionale.

Il vecchio capobranco vorrà abdicare senza lottare? Difficile immaginarlo. Difficile altresì pensare che un racer che calca le piste della F1 quindici anni possa arrendersi senza aver provato a contenere le voglie e le pulsioni dell’ultimo arrivato. E poi c’è quel senso di rivalsa nei confronti di Verstappen al quale Hamilton non vorrà cedere il passo così facilmente.

F1-Autore: Diego Catalano – @diegocat1977

Foto: Mercedes AMG F1, Alpine, F1

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