Test invernali Barcellona: porte chiuse ma occhi ben aperti

F1 – Dopo aver “annusato” la nuova Haas VF22 entriamo in una settimana caldissima sul fronte presentazioni. Dopodomani, mercoledì 9, vedremo la Red Bull RB18 in quello che sarà probabilmente un render che terrà nascosti parecchi dettagli. L’indomani sarà il turno della Aston Martin fresca di accordo con il colosso petrolifero Aramco (qui per i dettagli) e poi, l’undici, osserveremo la nuova McLaren che anticiperà, nella prossima settimana, la caduta dei veli dalla Ferrari F1-75 e dalla Mercedes W13.

Quest’anno, per ogni singola scuderia, sarà quanto mai importante osservare il lavoro svolto dagli altri. In un quadro di grandissime novità tecniche è decisivo capire quali saranno le soluzioni adottate dai competitor e comprendere se saranno efficaci. In modo da provare a mutuarle. Da qui la necessità di mantenere il massimo riserbo sulle nuove monoposto.

A Barcellona, anche se le telecamere delle TV saranno spente, non ci si potrà più nascondere dietro alcun velo. Le monoposto gireranno in una configurazione molto prossima a quella che vedremo in Bahrain e i teleobiettivi dei rivali saranno pronti a catturare dettagli ed elementi non più paraventabili.

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La conferma che le due sessioni di test invernali si potrebbero trasformare in un set di una spy story arriva direttamente dal direttore tecnico della Haas, Simone Resta, che ha candidamente ammesso, a margine della presentazione della sua creatura, che sarà fondamentale capire, vivisezionando i lavori degli altri, se ogni team ha preso in considerazione ogni idea o spunto che il nuovo regolamento tecnico offre.

La presenza di professionisti brillanti in F1 potrebbe produrre monoposto tra loro diverse, a dispetto di quanto si è detto in passato. I regolamenti sono abbastanza incatenanti ma vi sono delle aree nelle quale un certo grado di libertà è permesso ed è lì che si farà la differenza. Al Montmelò, quindi, si vedranno delle auto in configurazione basilare che però daranno la possibilità ad una determinata filosofia di essere sviluppata nel corso della stagione. Nonostante i vincoli del budget cap.

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Simone Resta, direttore tecnico della Haas

A causa di norme più precise del solito (il regolamento tecnico è quasi triplicato nella sua lunghezza rispetto a quello 2021, nda) un osservatore esterno potrebbe notare ben pochi differenze lampanti sui vari modelli. Ma così non sarà scendendo nei particolari. Gli aerodinamici, specie quelli dei team attardati in classifica come la Haas, hanno potuto contare su moltissime ore di CFD e di galleria del vento grazie al balance of performance tecnico. Da qui potrebbero appunto scaturire auto con soluzioni particolarmente “devianti” rispetto ai modelli che la FIA ha realizzato per presentare le F1 di nuova generazione.

A volte sono i dettagli che fanno una differenza ampia in termini prestazionali. Ed è proprio quello che Simone Resta si aspetta che possa succedere nel campionato che prenderà il via tra una quarantina di giorni sebbene alcune aree dell’auto siano oggetto di prescrizioni molto decise, quasi vincolanti.

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Mercedes W13

Qualche elemento del passato rimarrà. I motori non subiranno degli sviluppi clamorosi rispetto all’anno scorso. Anche perché molti costruttori hanno anticipato concetti previsti per questo 2022 in ottica del congelamento regolamentare che si avrà dal primo marzo e che perdurerà per fino al 2025. Limitazioni nello sviluppo che riguarderanno anche le trasmissioni (leggi qui per approfondire).

Per il resto, a causa del totale rivoluzionamento del design aerodinamico che apre alla stagione dell’effettuo suolo, ben pochi saranno gli elementi delle vetture 2021 a poter essere riadattati a quelle “next gen“. Anche perché la presenza di ruote da 18 andrà a cambiare tutto il modo in cui operano le sospensioni. Oltre, ovviamente, a modificare la maniera in cui il compound va in temperatura e viene gestito.

Insomma, quella del 2022 è una vera e propria sfida tecnica che si svilupperà da progetti nati da fogli quasi del tutto immacolati. Ecco perché anche team che hanno sofferto nel recente passato si siedono con giusto diritto al tavolo dei favoriti.


F1-Autore: Diego Catalano@diegocat1977

Foto: Mercedes AMG F1, Haas, Ferrari

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