domenica, Maggio 26, 2024

Gp Jeddah 2022 Fp2/Analisi on board Mercedes – Red Bull: RB18 dal gran passo, W13 mostra progressi sul pompaggio

F1 – Dopo una prima sessione di libere conclusasi con la Red Bull apparsa subito in palla con il compound hard (meno con le soft sulle quali c’è ancora del lavoro da fare) e con una Mercedes che si è concentrata su run più lunghi con Pirelli a banda rossa cercando di capire qualcosa in più del comportamento della W13 (leggi l’analisi), entriamo nel dettaglio di un turno di cruciale importanza nell’economia della gara.

Fp2, difatti, si disputeranno praticamente nelle stesse condizioni ambientali in cui si svolgerà la gara. Ecco perché ci attendiamo una più puntuale simulazione dei race pace per capire quali saranno le coperture più idonee in base ai carichi di carburante per affrontare soprattutto il primo di stint, quello che solitamente mette più in crisi le vetture. Con l’oscurità che nel frattempo è calata su Jeddah inizia la nostra analisi.


Con la solita prova di partenza inizia l’attività di Lewis Hamilton.

F1

Gomma media per il n°44. Il primo treno adoperato in entrambe le sessioni. Giro push abbastanza pulito con qualche saltello di tropo nel tratto che va da curva 18 a curva 22, dove c’è il detection point della seconda zona DRS. A differenza della prima sessione si nota un certo silenzio nell’abitacolo della Freccia d’Argento.

Dopo il giro più spinto arriva il solito passaggio di cooling down che anticipa un altro giro push caratterizzato dalla solita limitazione della power unit nei tratti più veloci.

Lavoro parallelo a quello di Hamilton per Russell. Anche nella macchina n°63 serpeggia una certo silenzio. L’inglese rientra ai box. I meccanici approfittano per una simulazione di pit stop.

In questa fase i due Mercedes hanno probabilmente imbarcato più carburante. Indicativo di ciò è la più spiccata propensione della W13 al pompaggio aerodinamico che viene acuito in condizioni di maggior carico. Mentre usciva dall’auto, Hamilton ha riferito di aver notato un po’ di sovrasterzo in uscita dalla 13 e dalla 27, le curve più lente del tracciato saudita.

Spostiamoci sulla vetture di Max Verstappen. L’olandese, anch’egli con gomme a mescola media è balzato in testa alla classifica dopo una serie abbastanza lunga di tornate. Lavoro mirato per capire la gestione del compound che in Bahrain aveva dato qualche grattacapo agli uomini di Milton Keynes. Segnali incoraggianti perché lo pneumatico non ha dato segnali di cedimento permettendo alle prestazioni di evolversi in crescendo.

Fermi ai box i due “Tori” e Lewis Hamilton, saliamo a bordo della vettura di Russell che nel frattempo ha ripreso l’attività.

La regia indugia su una inutile inquadratura sull’asfalto che non ci aiuta a valutare il comportamento della vettura. Ancora, bisogna sottolineare che perdura il silenzio mirato a non svelare agli avversari i programmi di lavoro.

Finalmente l’immagine si allarga e possiamo apprezzare l’utilizzo della gomma soft. Il giro push è condizionato da un errore piuttosto evidente in curva 2-3 dove l’ex Williams prende abbondantemente il cordolo scodando nell’inserimento della seconda parte della piega.

Soffermiamoci sul tentativo di Hamilton, anch’egli con gomma soft nuova. Non un buon giro per l’inglese che aveva iniziato piuttosto bene, specie in curva 2-3. All’inizio del T2, all’uscita di curva 13, ha una grossa scodata che gli suggerisce di alzare il piede.

Osserviamo il giro push del campione del mondo. Nulla da fare nemmeno per lui. L’errore arriva subito, nel cambio di direzione tra curva 2 e curva 3.

L’olandese perde la vettura e, come mostrato dall’immagine, punta pericolosamente il muro prima di riprendere il controllo della RB18. Durante il giro di cooling down necessario per rilanciarsi arriva la virtual safety car deliberata per un problema occorso alla Haas di Kevin Magnussen.

Max ci riprova. Da sottolineare la perfetta esecuzione di curva 27 nel lanciarsi. La vettura n°1 porta tanta velocità in rettilineo. Stavolta la 1-2-3 vengono ben eseguite con cambi di direzioni rapidi assecondati da una macchina molto reattiva.

Meno bene viene affrontato il complesso 4-5-6 dove il punto di corda non viene centrato con precisione. Infatti il T1 non è buono. Migliore invece è la gestione del T2: ottima la percorrenza del “tornantone” 13 con l’anteriore interna sinistra quasi a sfiorare il muretto.

Perfetta l’accelerazione e la conduzione del tratto veloce con curve in rapida sequenza. Quello che poteva essere il miglior giro viene abortito per un largo nella piega destrorsa n°24. Max molla definitivamente e prende la via dei box. Assalto mai pulito questo con soft nuove ma, considerando i settori al netto degli errori o della VSC, la RB18 pare avere un buon potenziale.

Ritorniamo dal rivale inglese della Mercedes. Ritroviamo Lewis Hamilton con gomme medie. Inizia la sua simulazione di passo gara. Ed infatti si ritorna ad ascoltare le voce di Bono che, dopo il giro di lancio annuncia “STRAT 7, you can go“. Si tratta si una mappatura dell’endotermico usata nelle fasi di “crociera”, quando non ci sono sorpassi da effettuare o una particolare necessità di aggredire.

La simulazione inizia con un 1.36.080. Si percepisce, sia da metà dei tratti full gas, che Hamilton è molto conservativo sul pedale destro. 1.36.048 il secondo passaggio. Bono avvisa che il passo di Russell è simile: il giovane pilota gira sull’1.36.2.
1.35.852 il terzo passaggio del sette volte iridato.

E’ una W13 costante nel race pace. 1.35.588 al quarto passaggio. Bono comunica di gestire la gomma alla curva 22. Lewis chiede se le temperature delle coperture sono ok: arriva risposta affermativa. 1.35.660 il passaggio successivo “Pace?”. Bono replica con quello di Russell che è più alto. 1.35.748 il sesto giro di Hamilton. 36.699 dopo aver incontrato traffico. Ritorna su tempi interessanti Lewis: 1.35.910.


Bono comunica STRAT14 da fare per due giri. Vediamo come si ripercuote sui tempi una modalità ICE più blanda. 1.36.109 e 1.39.230 per chiudere. Bono impone modalità crociera e avvisa delle doppie gialle per un problema a Tsunoda.

Ecco la simulazione completa del n°44:

Intanto Verstappen inizia con 1.35 e mezzo. Si attesta sullo stesso tempo al secondo giro per passare sul 35.123 al terzo, 35.098 al quarto. Poi un passaggio lento: 1.43.273. Subito dopo arriva un crono mostruoso: 1.34.478. Il successivo è completato in 1.35 basso.

La sessione termina con le rituali procedure di rientro.


F1-Autore: Diego Catalano @diegocat1977

Foto:F1TV

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