Gp Bahrain 2022: analisi on board Mercedes/Red Bull FP2: RB18 sui binari, W13 lontana dal set-up ideale

F1 – Seconda sessione di libere del Gran Premio del Bahrain che inaugura la stagione 2022. Dopo una prima ora (rileggi il report) che, per certi versi, è sembrata la prosecuzione dei test invernali, ci accingiamo a vivere una seduta più probante nella quale dovremmo iniziare a vedere qualche simulazione di passo gara che potrebbe rivelare qualche dettaglio sui livelli prestazionali apparsi ancora ben celati negli iniziali sessanta minuti.


Iniziamo il focus dalla situazione che si vive in casa Mercedes che al momento pare essere messa meno bene delle rivali più accreditate. Il problema della W13 è ancora una volta quello del pompaggio aerodinamico che è parso meno palese rispetto ai test ma che comunque non ha permesso a Hamilton e Russell di di spingere a fondo.

Lavori differenziati sulle due monoposto: alla “44” è stato montato un nuovo fondo peraltro ri-modifcato nel bordo d’uscita con lo scopo di espellere l’aria calmando il pompaggio. Con questa soluzione si è rinforzata, con una placca in metallo, l’area intorno al tirante che stamattina la FIA ha ufficialmente autorizzato. Sulla monoposto di Russell, invece, si è proseguito col pavimento visto nei test due della settimana passata. Andrew Shovlin, poco fa, è stato piuttosto perentorio quando ha detto che la nuova soluzione non ha soddisfatto. Ecco che la seconda sessione di libere assume un valore cruciale per il team campione del mondo.

Poco fa è arrivata la notizia che entrambe le W13 tornano alla versione del pavimento usato nei test invernali.

Il primo giro push di Max Verstappen, che al momento vale la seconda pizza, è parso ben gestito dall’olandese che mostra un comportamento dinamico della vettura sempre molto neutro. La prestazione in oggetto serve per metterla a paragone con il giro lanciato di George Russell che pare ancora remare parecchio con la sua W13. Colpisce l’imprecisione nel prende gli gli apex.

Comportamento evidenziato in curva 4. Male anche in accelerazione con la vettura che si scompone decisamente dopo la 10. Dopo curva 13, dove anche percepiamo una non ottimale erogazione, la macchina inizia a soffrire di un evidente pompaggio nel rettilineo che precede la 14. In quel punto Russell è addirittura costretto a sollevare il piede dall’acceleratore tanto è il molleggiamento.

Giro push con gomme soft per il vicecampione in carica. tentativo subito abortito per un bloccaggio in curva uno. Da sottolineare che in pieno rettilineo la monoposto ha ripreso a saltellare e, come accaduto con Russell, ha imposto al 44 di alzare il piede parzializzando sul pedale destro. Il britannico ha riprovato un altro assalto con risultati non eccezionali. Male la W13 in uscita di curva 2. Vettura che si è scomposta molto anche nel complesso 6-7 dove, nel trasferimento di carico laterale, ha parsa piuttosto goffa. A seguito di ciò è arrivata la lamentala del sette volte iridato che, aprendosi in radio, ha lamentato difficoltà all’asse frenante anteriore.

Nel confronto diretto molto meglio il comportamento della monoposto gemella che, rispetto ai primi assalti con pneumatici gialli, sembra aver messo qualche certezza nel proprio set-up. In ogni caso, cercando di raffrontare i tentativi dei due Mercedes con la RB18 di Max Verstappen si nota ancora una generale “pesantezza” della creatura di Brackley. La macchina di Verstappen, invece, si lascia preferire proprio nella capacità di centrare i punti di corda e nella reazione in curva 6-7 che sembra essere uno dei punti forte della scuderie di Milton Keynes.

Nel mentre, in Mercedes, inizia quelle che può essere una simulazione di passo gara. Hamilton è su gomme media, Russell su soft. Stessa operazione in corso in casa Red Bull. Anche Verstappen punta sulla gomma morbida per il suo primo stint. Il passo dell’olandese è molto costante, così comportamento della RB18 che, anche con più carico di carburante, si esalta nelle parti più guidate del tracciato bahrenita.

Dopo uno stint di una decina di giri si acuiscono i problemi in casa Mercedes. La W13, specie all’uscita di curva 1-2 scoda vistosamente con Hamilton che, su gomme media, lotta col volante costretto a continue correzioni. In questa fase ci concentriamo in un back to back con la Red Bull n°1 dove le cose vanno decisamente meglio. Su penumatici soft il passo dell’olandese è costante anche se sembra essere leggermente più su di motore, almeno ascoltando il ruggito sui rettilei dove, di converso, la W13 resta sembra piuttosto conservativa, abbattendosi alla metà delle rette. Tant’è che il britannico è stato superato in pieno rettilineo proprio dal rivale olandese che va via in scioltezza.

Ad Hamilton viene imposto di fare test col dispositivo DRS a sessione terminata. Quando lo fa rallenta vistosamente consentendo il sopravanzamento di Charles Leclerc.

Già che ci siamo osserviamo la prova di partenza della W13 n°44. Poco prima “Bono” comanda STRAT MODE 5. Lo scatto è pulito come accadeva in FP1. Al momento uno dei pochi segnali positivi che arrivano dalla creatura di Mike Elliott che pare aver un assetto fin troppo morbido che, in uscita delle curve lente, la costringe ad essere quasi balbuziente in accelerazione. C’è tanto lavoro da fare in casa Mercedes.


F1-Autore: Diego Catalano @diegocat1977

Foto: F1TV

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