Stelle cadenti

F1 – Un ciclo, per definizione, non può essere eterno trattandosi di una successione regolare di determinati fenomeni che hanno una conclusione. Certo, nuovi possono aprirsene e possono far riferimento ai medesimi protagonisti. Ma questa è una tendenza che in Formula Uno si verifica piuttosto raramente e quando accade sono necessarie pause più o meno lunghe. Un periodo di riassetto organizzativo, procedurale e tecnico utile per ripartire di slancio.

Il 12 dicembre 2021 si è chiuso il ciclo della Mercedes. In quella data, quando arrivava l’ottavo titolo costruttori ed Hamilton perdeva in maniera più che controversa quello piloti, gli uomini delle Stella a tre Punte non sapevano che il loro destino stava per compiersi. Sono serviti tre mesi perché lo capissero, perché sbattessero con la fronte sulla dura ed inesorabile verità. Dopo tre gran premi (e mezzo) lo si può affermare senza andare troppo lontano dal vero: la W13 è una vettura mal riuscita. Se poi sarà un progetto recuperabile ce lo dirà solo il tempo.

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Max Verstappen (Red Bull Racing) – Lewis Hamilton (Mercedes AMG F1 Team) Gp Imla 2021

Dopo otto anni di vittorie è servito uno stravolgimento regolamentare per far franare la terra sotto ai piedi del gigante di Brackley. Un momento da molti atteso, sognato, desiderato quasi morbosamente. Perché è connaturato all’essere umano il fatto che i primi della classe, chiunque essi siano, attirino più invidie che ammirazione. Più critiche che lodi. Più sospetti che attestati di stima.

L’ambiente del team anglo-tedesco sta iniziando a gestire una situazione inedita. Momenti difficili e senza vittorie sono stata già affrontati, ma si veniva da una realtà nuova dopo aver acquisito capannoni, competenze ed uomini che furono della Brawn Gp e della Honda prima ancora. Ora si opera in una fase mai fronteggiata in precedenza: gestire l’incapacità di imporsi dopo quasi due lustri di dominio più o meno incontrastato. E non è semplice quando mancano gli strumenti idonei. Quando latita, è brutale a dirsi, l’abitudine a perdere, l’assuefazione alla sconfitta, la normalizzazione alla mediocrità.

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Lewis Hamilton in azione ad Imola, Mercedes AMG F1

Frustrazione. E’ questo il sentimento imperante tra Brackley, Brixworth e Stoccarda. Ed a Lyndhurst, laddove c’è la sede della INEOS di Jim Ratcliffe socio al 33% di Daimler AG e di Toto Wolff. Proprio quest’ultimo, ieri, è sembrato per la prima volta rassegnato, quasi incapace di reagire ad una situazione che, col dipanarsi della stagione, diventa sempre più delicata. Il manager, riferendosi alla W13, ha parlato di una macchina incapace di mettere in mostra la differenza di prestazioni necessaria per farsi largo nel traffico a centro-gruppo.

Wolff sottolinea indirettamente uno dei problemi del progetto a sidepod zero: l’incapacità di correre in scia (leggi qui). Situazione nella quale il potenziale – invero non eccezionale – viene ulteriormente mortificato. Quando sono tutti sotto DRS si annullano gli effetti benefici dell’ala mobile ed i problemi emergono in maniera prepotente. Oggi Russell ed Hamilton scatteranno, rispettivamente, dall’undicesima e dalla quattordicesima piazza. I punti devono essere l’obbiettivo minimo per i campioni del mondo.

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Le due Mercedes “incastrate” a centro gruppo durante la gara sprint di Imola

Porre questo come target suona come una nemesi tremenda. Chi fino a pochi mesi fa lottava per la gloria deve annaspare per cibarsi di briciole. “Stiamo navigando in posizioni a cui non siamo abituati e alle quali non aspiriamo, è un’esperienza umiliante” ha sentenziato Wolff senza celare il suo disappunto. Il mantra in AMG F1 è il solito: dicono di aver capito i problemi, di aver individuato una direzione per sbloccare il potenziale insito alla macchina per giungere vicino al vertice, ma manca il grimaldello per aprire la serratura che libererebbe le performance.

Un po’ tutti devono ricalibrare il contesto. E’ quasi incredibile vedere la Mercedes barcamenarsi nel gruppone con distacchi dalla vetta che un tempo conferiva con nonchalance agli avversari. Nico Rosberg, uno che l’ambiente lo conosce bene, è parso esterrefatto quando ha commentato il comportamento di una vettura che è evidentemente nata sotto una cattiva stella.

Vedere tutti quei saltelli della vettura – ha riferito a Sky Sports UK il campione del mondo di F1 20216 – ti dà il mal di testa. E’ incredibile. Arrivi alla fine del rettilineo e devi frenare in quelle condizioni. Non hai alcuna fiducia nel comportamento della macchina se rimbalza in quella maniera. Stanno faticando a risolvere il pompaggio e non riescono né a capire (stando a quanto afferma Wolff non è così) né a sapere cosa fare“.

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Nico Rosberg, campione del mondo 2016 su Mercedes

Una condizione, quella spiegata brillantemente dal pilota tedesco, che scagiona del solleva del tutto Hamilton e Russell da eventuali responsabilità: “Ritengo che i piloti non possano fare granché. Il problema investe chi lavora sull’aerodinamica della monoposto. Anche raccogliere dati, con un porpoising così evidente, è dura: l’aria entra dappertutto nella vettura. Non possono nemmeno contare sulla galleria del vento perché, come sappiamo, è un problema che si presenta ad alte velocità. Sono temi correlati e questo complica la soluzione“.

Un rompicapo di proporzioni titaniche quello che devono affrontare i tecnici della Mercedes che, ormai è più che evidente, stanno navigando a vista. Il calendario che presenta gare in rapida successione condite da trasferte oceaniche (finora Medioriente, Australia, Italia, poi USA per tornare in Spagna) di certo non rende le operazioni più semplici. Budget cap e stringenti limitazioni CFD e galleria del vento sono le ciliegine su una torta mal riuscita.

L’ambiente non è dei migliori. Si è molto romanzato su un litigio tra Hamilton e Wolff. Ingigantimenti di certa stampa sensazionalistica alla quale non ci adeguiamo. Fatto sto che la tensione esiste e i protagonisti non l’hanno negato. Lewis che riferisce di non voler pubblicamente parlare del confronto col suo capo dopo le qualifiche del venerdì dà il termometro della situazione. L’idillio non è spezzato, ma si è consapevoli che la stagione sta lentamente scivolando verso l’anonimato.

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Lewis Hamilton salta sui cordoli della Variante Alta durante il GP di Imola 2022

Lo stesso Wolff, che solitamente appare determinato e convinto, sta rilasciando dichiarazioni “al ribasso”. Come se Mercedes iniziasse a metabolizzare il suo nuovo status. Come se iniziasse a capire che i padroni della F1 hanno altri nomi, colori e macchine. Quel che oggi è chiaramente dura da digerire per loro è il fatto che, in qualità di campioni del mondo in carica, siano stati risucchiati a centro gruppo. Vedere le Alfa Romeo piuttosto che le Haas o le Alpine davanti sta diventando una preoccupante costante.

Naturalmente queste valutazione si fanno in base alle osservazioni dei primi due giorni di attività imolese. La gara odierna, in cui si potranno effettuare le soste ai box, potrebbe raccontare altre verità. Anche perché il meteo volge al brutto e la cosa potrebbe rimescolare il mazzo di carte. Ma da quanto visto venerdì non c’è da essere fiduciosi su pista bagnata e fredda: la difficoltà a mettere le gomme nella giusta finestra termina d’esercizio potrebbe ulteriormente limitare le prestazioni di una macchina capricciosa.


F1 – Autore: Diego Catalano@diegocat1977

Foto: F1, Mercedes AMG F1

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