Gp Australia 2022/Analisi on board Fp2: Red Bull monolitica sul passo gara, Mercedes continua a non trovare la chiave giusta

F1 – Secondo turno di libere del Gran Premio d’Australia 2022. Dopo una prima sessione in cui piloti e team hanno preso confidenza con il nuovo layout del tracciato e con un asfalto molto green che ha presentato una rapida e constante evoluzione, dati più significativi emergeranno da questa seconda ora di attività nella quale, solitamente, si inizia a lavorare maggiormente sui passi gara.


Di tutt’altra caratura la simulazione di Verstappen che ha davvero impressionato:

1.23.780 (attacco)
1.23.465
1.22.920
1.23.101
1.23.858
Il terzo passaggio è stato il virtuale giro veloce del GP.

Lewis ritorna in pista per gli ultimo sei minuti di attività. STRAT MODE 7 per questa mini-simulazione di passo gara. I tempi sono molto altalenanti: 29.3 (attacco in cui si fa passare da una McLaren), 24.839, 26.412. Tempi non valutabili ottenuti con un evidente lift and coast nel tratto veloce del T2.

Inizia la simulazione di passo gara per Hamilton con gomma media. 1.26.534 il tempo di assalto. Durante il secondo giro arriva la comunicazione della bandiera rossa: l’ala sopra la ruota anteriore sinistra della Aston Martin AMR522 di Lance Stroll si è staccata. Lewis rientra ai box.


Spostiamoci sulla vettura n°1 per osservare il giro lanciato. la tornata non è perfetta soprattutto nel T3 nella quale trova un po’ di traffico. Male in curva 11 dove perde completamente l’apex. La cosa si riverbera sul tempo: 4 decimi pagati dal leader.

Vediamo il secondo assalto. Il campione del mondo si migliora ma persistono i problemi nel terzo tratto dell’Albert Park. L’ingresso in Curva 9 denuncia una costante tendenza al sottosterzo che nel cambio di direzione si tramuta in un alleggerimento del posteriore che determina sovrasterzo. In Curva 11, quella finora più difficile per l’olandese, cerca di entrare più deciso. Stavolta prende il punto di corda ma in uscita sono abbondanti le correzioni sul volante.

E’ questo il settore in cui bisogna sistemare più di qualcosa. La risposta arriva nell’ultimo tentativo con queste gomme: Max illumina di vola il terzo settore trovando improvvisamente linee efficaci e crono. Nel quarto tentativo, segno che la RB18 aveva tanto carico di carburante, arriva un altro piccolo miglioramento. Stavolta nel secondo settore. La sensazione è che il pilota stia provando le singole sezioni nella ricerca del giusto compromesso. A proposito di questo, alla fine dell’ultimo tentativo, si apre in radio e dice che nel T3 si sta arrivando al giusto compromesso. Sono 245 i millesimi di ritardo dal battistrada Leclerc, ma c’è la sensazione che del tempo sia limabile.

F1

Tentativo con gomma soft C5 per George Russell. “Strat 14 for the prep” comunica l’ingegnere. “All clear behind“. L’inglese può partire dopo che è stata data modalità STRAT2. Dopo il giro George dice di dover migliorare nella Curva Tre e nella Quattro e che ha problemi nell’ingresso dell’ultima curva. Gli viene detto che Hamilton guadagna due decimi solo nel primo settore. Da evidenziare che sulla vettura n°63 il pompaggio aerodinamico è piuttosto marcato nel tratto tra la otto e la nove. In quel punto Russell alza leggermente il piede dall’acceleratore per controllare il fenomeno. Nel secondo tentativo mette in pratica i suggerimenti che gli arrivano dal muretto. Migliora decisamente nel T1 e nel T3, i punti prima critici.


Ecco Verstappen in pista dopo aver richiesto un cambio di setup tra una sessione e l’altra. Sulla RB18 è stato aumentata l’incidenza alare per aver più stabilità in frenata ed una migliore accelerazione in uscita. Ma persistono i problemi per l’olandese che si lamenta dei tratti veloci. Nel settore 11-12 evidenzia un sottosterzo in ingresso che si tramuta in sovrasterzo a centro curva. Basta un giro all’olandese per decidere di riprendere la via del box e lavorare ancora sull’assetto.

Stessa situazione sulla vettura n°44. Bonnington dà indicazioni sul traffico e gli dice di prendere spazio da Ocon per preparare il giro. Prima di partire Hamilton domanda “STRAT? Bono risponde “Two” e dà via libera. Dopo il primo settore Lewis alza il piede perché trova del traffico in curva 3-4. Riprende spazio per rilanciarsi. Ricordiamo che l’inglese monta gomme media. Osservando il comportamento della W13 notiamo ancora un leggero saltellamento nell’allungo sinistrorso tra curva 8 e curva 9. Nel rapido cambio 9-10 la vettura ha una piccola esitazione e la cosa diventa oggetto di analisi nel giro di cooling down. Nel secondo tentativo si ripete la scena: nel suddetto cambio di direzione la monoposto ha un leggero sovrasterzo a centro curva. E’ il preludio della piccola escursione di Curva 12 che denota un certo nervosismo della macchina

F1

In pista George Russell. Soliti controlli radio nel primo giro e informazioni assortite sullo stato del traffico.


In Mercedes si è lavorato soprattutto in chiave gara. I riscontri sul giro secco non sono stati esaltanti, ma le power unit erano chiaramente molto giù di potenza. Sul passo la performance di Lewis Hamilton è parsa abbastanza incoraggiante. Continua il processo di apprendimento di una vettura difficile da far crescere.

In casa Red Bull F1 si lavorerà per definire l’assetto ideale dopo che, nella prima sessione, qualche problema è emerso in tal senso. Come capitato a Jeddah, è stato Max Verstappen a “lottare” con la sua monoposto durante la prima ora. A metà del turno ha provato un cambio di setup piuttosto deciso che non ha dato i frutti sperati. Se n’è lamentato durante i giri in pista con il suo ingegnere, Gianpiero Lambiase. Da lì il dietrofront per tornare all’assetto usato nei primi minuti che altro non è quello che è stato definito al simulatore.


F1-Autore: Diego Catalano – @diegocat1977

Foto: F1TV

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