Gp Australia 2022: notte fonda in casa Mercedes

F1 – Doveva essere il week end che sanciva l’inizio della svolta nella stagione 2022 per gli uomini della Mercedes. Melbourne, difatti, doveva coincidere con l’introduzione di alcune nuove componenti che si incastravano in un pacchetto di aggiornamenti ben più ampio che andava completato tra Imola e Barcellona. Alla fine, a Brackley, ha prevalso la calma. Si è stabilito, pertanto, di non anticipar soluzioni che evidentemente sono ancora oggetto di approfonditi studi nelle sedi opportune.

All’Albert Park, dunque, la W13 si è presentata nelle medesima configurazione vista in Arabia Saudita. A partire dall’ala posteriore “tagliata” nella parte superiore per cercare di limitare il drag che è solo uno dei tanti problemi che affliggono la creatura di Mike Elliott e James Allison. Senza novità è difficile che, lavorando sui soli setup, si riesca a cavare il ragno dal buco. Ecco che, al di là dei desiderata, in questo fine settimana si giocherà ancora una volta in difesa nella speranza che nel frattempo altri competitor non abbiano effettuo progressi tanto sensibili da scalzare le Frecce d’Argento dalla terza posizione in termini di performance.

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Confronto alare della Mercedes W13: in alto il design usato in Bahrain, in basso quello adoperato a Jeddah ed a Melbourne

Se osserviamo cosa hanno detto i primi due turni di libere c’è poco da essere ottimisti. Prime libere chiuse con un settimo (Hamilton) ed un undicesimo posto (Russell) con distacchi tra il secondo e due ed il secondo e sei. Seconda sessione addirittura peggiore con l’ex Williams in undicesima piazza ad 1.234 dal battistrada Leclerc e il sette volte iridato in tredicesima posizione ad oltre un secondo e mezzo dalla vetta.

A fare sensazione non sono i distacchi che potrebbero dipendere anche da un lavoro specifico diverso da quello effettuato dagli altri. E’ il comportamento della W13 a destare molta preoccupazione tra i piloti che, a fine sessione, non sono affatto stati prodighi di complimenti ad una vettura che anziché crescere sembra andare incontro ad una preoccupante fase involutiva.

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Lewis Hamilton, Gp Australia 2022

Osservando gli on board dei conducenti Mercedes (leggi qui l’analisi) abbiamo potuto notare un deciso passo indietro rispetto alle ultime uscite. La W13, per ora, non ha trovato il giusto feeling col rinnovato tracciato australiano. I problemi sono sempre gli stessi. A partire dalle difficoltà nelle frenate più dure nelle quali la macchina tende a saltellare troppo a causa di sospensioni troppo rigide che si rendono necessarie per tenere la scocca alta col fine di limitare, piuttosto vanamente, il porpoising. La cosa si nota in maniera evidente nelle staccate di curva 1, curva 3 e soprattutto curva 11-12 che hanno letteralmente fatto impazzire Lewis Hamilton che nella seconda sessione ha faticato oltremisura.

Le criticità non terminano qui. La grigia monoposto è parsa “bradipica” (ci sia consentito il termine che descrive la lentezza generale del mezzo) nei cambi di direzione ad alta percorrenza. Il tratto da evidenziare in tal senso è quello inerente la sinistra-destra delle curve 9-10. La vettura, nel cambio di traiettoria, accusa sempre un sovrasterzo fastidioso che costringe i piloti ad una lotta continua con volante dalla quale escono costantemente sconfitti. Ovviamente, in questo quadro non idilliaco, non può non mancare il pompaggio aerodinamico tornato ad essere molto presente.

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vista posteriore della Mercedes W13 “B”

Per chi ha possibilità e buona volontà basta recuperare il video di un qualsiasi giro lanciato dei due alfieri della Stella a Tre Punte per verificare come, nell’allungo successivo Curva 8, la vettura oscilli verticalmente in maniera piuttosto evidente tanto da imporre – e lo si è notato specie sulla 63 di George Russell – di alzare leggermente il piede dall’acceleratore già a metà del tratto. Una condizione che determina un pesante ritardo cronometrico e l’ormai classico deficit velocistico alle speed trap.

Insomma, la situazione è tutt’altro che rosea ed i propositi di uscire delle sabbie mobili al momento sembrano più sogni che realtà. I driver hanno preso atto dello status quo e si sono espressi in termini estremamente concreti analizzando con lucidità – e poca speranza di miglioramento – il complesso passaggio storico: “C’è ancora tantissimo lavoro da fare. E’ chiaro che non siamo nella posizione in cui vorremmo essere e che ora diverse macchine di centro gruppo ci sono passate davanti“.

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lo sguardo deciso del britannico George Russell, pilota titolare Mercedes AMG F1 Team

Questa la prima istantanea di George Russell ai microfoni dei media. “Siamo molto lontani da chi sta nelle prime posizioni – ha proseguito il pilota di Kyng’s Lynne dobbiamo lavorare per risolvere quelli ciò che ora ci sta limitando. La macchina non ha dato brutte sensazioni: con la soft non andavo male. Il porpoising è brutto, soprattutto in curva 9, ed è probabilmente è il peggiore che abbiamo mai sperimentato. Anche qui dobbiamo risolverlo per andare più veloci. Dobbiamo analizzare i dati per capire, dato che, pur cambiando assetto, i risultati sono sempre gli stessi“.

Quest’ultimo passaggio è veramente inquietante: la W13 sembra essere una macchina insensibile alle variazioni di setup. O, al massimo, reattiva in negativo come accaduto ad Hamilton nelle qualifiche del GP di Arabia Saudita. Una gatta da pelare di proporzioni bibliche quella che hanno tra le mani gli ingegneri dell’equipe campione del mondo in carica.

La fuoriuscita dal tunnel tecnico dipenderà dall’efficacia degli update previsti tra due settimane ad Imola. Russell ne è conscio: “Quando pensi di aver fatto un bel giro e poi sei undicesimo c’è da preoccuparsi. Sarà importante non commettere alcun errore con gli aggiornamenti. Non ce lo possiamo permettere“. No, non se lo possono permettere. Specie in regime di budget cap.

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I sidepod della discordia della Mercedes W13

Non si discosta troppo dal tono delle esternazioni di Russell Lewis Hamilton che pare essere arrivato ad una consapevolezza ascetica avendo compreso che al momento, più che fare da spettatori non paganti in un campionato di F1 comandato da Red Bull e Ferrari, c’è poco altro da fare.

Qualsiasi cosa proviamo sulla macchina non funziona“. Questo il brutale incipit del sette volte iridato che ha poi spiegato che “[..] Questa è la cosa più difficile da affrontare. Inizi a diventare ottimista ma poi fai delle modifiche e sembra che non ci siano miglioramenti. È successo anche oggi. Abbiamo effettuato alcuni cambiamenti tra le prime e le seconde libere e trovandomi così in maggiormente in difficoltà. Non so, forse è soltanto una vettura difficile…

Non penso che sarà semplice trovare la strada per tornare al top. Al momento – ha proseguito Hamilton non c’è molto che possiamo fare per cambiare la realtà in cui ci troviamo. La cosa più frustrante è che cerchiamo didi spingere e anche quando facciamo un giro decente ci troviamo distanti un secondo e due. È molto molto dura“.

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Lewis Hamilton (Mercedes AMG F1 Team)

Mercedes, senza poter ancora contare su un massiccio pacchetto evolutivo, sta provando a procedere a tentoni. Con risultati al momento molto deludenti. Si tratta pur sempre di libere, è vero, ma la sensazione è che questa F1 in versione 2022 sia impossibile da settare al meglio.

Tra domani e domenica, quando la potenza salirà, l’obiettivo è quello di monopolizzare la terza fila. Ad ora un’operazione di difficile realizzazione visto che diverse sono le auto apparse più concrete. C’è molto lavoro da fare nella notte australiana per gli uomini di Toto Wolff. Le terze libere ci diranno se qualche parziale soluzione è stata individuata.


F1-Autore: Diego Catalano @diegocat1977

Foto: F1TV, Mercedes AMG F1

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