domenica, Marzo 3, 2024

Ferrari: la vera superiorità della F1-75 è ancora inespressa

F1 – Durante la press conference del tesissimo atto finale della scorsa stagione ad Abu Dhabi, Christian Horner, interrogato sull’impatto in ottica 2022 dell’enorme dispendio di energie sostenuto dalle contendenti al titolo, tra il serio e il faceto affermò: “Se abbiamo speso troppe energie per quest’anno? Beh, nel caso la Ferrari ci ‘uccida’ nella prima gara del 2022 allora sì, forse ci siamo concentrati troppo sul 2021. Può succedere, chi lo sa. A ogni modo nel giro di pochi mesi sapremo chi ha preso la strada giusta“.

Dichiarazioni profetiche, probabilmente mirate a stemperare il clima tossico che si respirava alla vigilia di uno dei gran premi più controversi della storia della F1 che, tuttavia lasciavano trasparire la consapevolezza che la Ferrari avrebbe potuto massimizzare i suoi sforzi in ottica 2022 sulla scorta di stagioni avare di soddisfazioni.

F1
La risata compiaciuta del team principal britannico Christian Horner (Red Bull Racing Honda)

Per capire come il deludente biennio 2020/2021 sia stato massimizzato dagli uomini di Maranello è necessario ricordare che nella primavera del 2020 il consiglio mondiale della FIA ha disciplinato le ore di galleria del vento in relazione alla classifica costruttori introducendo una sorta balance of performance.

A livello aerodinamico l’anno è stato diviso in Aerodynamic Testing Periods (ATP), ciascuno composto da circa otto settimane in ognuna delle quali è possibile effettuare al massimo quaranta run, intesi come attività in galleria del vento per un monte ore pari a 400 con sole ottanta ore di “vento”.

Per capire cosa si intende per solo ottanta ore di vento è fondamentale sapere che fra una prova e l’altra gli specialisti di galleria devono portare le modifiche al modellino in scala 40%, per cui è maggiore il tempo necessario a preparare un test che quello utilizzato per la validazione di una soluzione.

Il monte ore è stato baricentrato sul quinto classificato nel mondiale costruttori con una percentuale di utilizzo inversamente proporzionale rispetto alla graduatoria finale.


Tabella dei run in galleria del vento

Secondo questi razionali, la Ferrari ha goduto di un 12,5% in più di utilizzo della galleria del vento rispetto a Mercedes e un 10% in più rispetto a Red Bull.

Tuttavia l’attuale vantaggio della F1-75 deriva da un evidente lavoro concettuale iniziato molto prima di testare le varie opzioni in galleria del vento in quanto tra tutti i concept aerodinamici quello Ferrari è l’unico che presenta le fiancate larghe.

I motivi sono riconducibili alla idea, da parte degli ingegneri Ferrari, di non basarsi esclusivamente sul carico verticale offerto dal fondo con canali Venturi, ma di poter sfruttare la parte superiore dei sidepos per ottenere carico aerodinamico aggiuntivo.

Inoltre le generose dimensioni dei sidepos simulano l’effetto dei bargeboards, da quest’anno banditi, molto utili nella creazione e gestione dei vortici sul bordo vettura, fornendo un vantaggio non indifferente nella riduzione del drag generato dal tyre wake, turbolenza creata dalle ruote anteriori, che va “schiantarsi” contro le ruote posteriori.

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Carlos Sainz Jr, Ferrari F1-75

La F1-75 risulta essere il risultato finale di un processo di studio di diversi concept aerodinamici, che dai primi kilometri dei test di Barcellona hanno confermato le ottime simulazioni in galleria del vento, facendo tirare un sospiro di sollievo al management della storica scuderia Ferrari che attraverso una diversa interpretazione dei nuovi regolamenti tecnici ha chiaramente fatto un all-in sulla stagione 2022 scegliendo la via più rischiosa della originalità.

Unicità che, come stanno constatando in casa Mercedes, può essere pagata a caro prezzo.

Un altro punto di forza della rossa, e enorme grattacapo per la concorrenza, è rappresentato dal peso che, stando alle ai rumors, sarebbe nettamente inferiore alla concorrenza Red Bull e Mercedes.


Peso stimato delle monoposto 2022

Nonostante il nuovo regolamento abbia innalzato in maniera sensibile il peso minimo delle monoposto, alcuni team sono costretti a fare i conti con una cura dimagrante che passa attraverso la rimozione della vernice in molti punti delle monoposto in favore della pura fibra di carbonio.


Confronto tra la livrea Williams nei test invernali e quella mostrata a Melbourne

L’originalità del concept aerodinamico unitamente a una power unit ritornata ai vertici, fanno della F1-75 la monoposto di riferimento da cui il team Ferrari sta cercando di estrarre altro potenziale senza necessità di introdurre sviluppi.

Tale supremazia consente di lavorare di fino sul setup della monoposto senza l’assillo di dover rincorrere creanze del progetto e probabilmente di non sfruttare al 100% il potenziale della unità turbo-ibrida nella sua prima specifica aveva dato qualche preoccupazione nelle simulazioni al banco.

La possibilità di differire il più a lungo possibile l’introduzione degli sviluppi potrebbe essere una delle tante carte vincenti della Ferrari, in quanto gli upgrade potranno essere testati più a lungo aumentando in maniera esponenziale le possibilità di accrescere il potenziale della monoposto e in secondo luogo poter investire in ricerca e sviluppo quando la concorrenza avrà probabilmente raggiunto il tetto di spesa imposto dal budget cap esaurendo le proprie risorse anzitempo.

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Il nuovo fondo della Ferrari F1-75

Questo mood è confermato dal capo delle operazioni di gara della storica scuderia di Maranello, Claudio Albertini:

La macchina, fortunatamente, è stata buona sin dall’inizio, quindi è un bene per noi perché possiamo concentrarci su un buon sviluppo e non dover rincorrere squadre migliori di noi. Per noi è un buon inizio di stagione. Di sicuro stiamo iniziando lo sviluppo. Con queste nuove normative è un approccio diverso rispetto al passato. Stiamo già programmando sviluppi futuri, perché la filosofia di queste monoposto è molto nuova. Ci sono molte cose che stiamo ancora studiando e che vogliamo migliorare”.

Affermazioni figlie di una superiorità e di un potenziale della specifica di base ancora inespresso che consente di gestire la crescita della monoposto in modo paziente. E la pazienza, in quel di Maranello, è una rarità…


F1-Autore: Roberto Cecere – @robertofunoat

Foto: F1, Scuderia Ferrari

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2 Commenti

  1. Sainz ha il 16?Ora si capisce anche come l’autore scrive i suoi articoli, oltre a vedere la serietà con cui esercita la propria professione. E quando RB e MB ritorneranno nella lotta, nei vostri approfondimenti mi aspetto lo stesso entusiasmo con cui scrivete articoli FE. O almeno, se si volessero fare le cose bene e si fosse giornalisti seri e competenti..Se si scrive accecati dal tifo tanto per si può anche smettere direi, che far le cose senza nemmeno controllarle è a dir poco da cialtroni. Già c’è poco lavoro, magari altri potrebbero far decisamente meglio (mi riferisco alla non osservata “neutralità e competenza e professionalità” dei PRECEDENTI ARTICOLI su FE, sia chiaro).

    • Quindi da un refuso nella didascali di una foto lei riesce a fare delle conclusioni così severe e del tutto devianti dalla verità? Questa testata giornalistica cerca costantemente di raccontare i fatti affrancandosi dal tifo imperante in tante altre pagine concorrenti. Ci sono centinaia di approfondimenti su altri team che vengono trattati al pari della Ferrari che è stata anch’essa oggetto di critiche nei suoi anni bui.
      In ogni caso la ringraziamo per aver evidenziato l’errore che sarà prontamente corretto. Come può vedere diamo spazio ad ogni commento, anche a quelli estremamente critici. Sempre in un’ottica di sano confronto e di rispetto per il lavoro che facciamo.

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