domenica, Aprile 21, 2024

Leclerc c’è, la F1-75 anche. Manca la Ferrari…

Il mondiale di F1 2022 è giunta al settimo appuntamento stagionale che si è svolto domenica scorsa a Monaco con la vittoria della Red Bull di Sergio Perez, a precedere la Ferrari di Carlos Sainz e la vettura gemella di Max Verstappen. Ai piedi del podio Charles Leclerc, solamente quarto pur essendo scattato dalla pole position. Il duello tra la scuderia di Maranello e il team di Milton Keynes sta animando la stagione, ma nelle ultime corse l’ago della bilancia sta pendendo più dalla parte degli anglo austriaci.

Infatti, la Red Bull, ha vinto le ultime quattro gare con il campione del mondo a Imola, Miami e Barcellona e col messicano a Montecarlo. Tuttavia, nelle ultime due tappe, la RB18 ha palesato una competitività inferiore rispetto alla rivale italiana, su piste richiedenti un maggior carico aerodinamico e grip meccanico che esaltano le caratteristiche tecniche della F1-75.

Ciò malgrado, alla fine è riuscita a portare le vetture sul podio in ambedue le circostanze accaparrandosi un lauto bottino. Le “sconfitte” Ferrari sono state propiziati dal ritiro di Leclerc in terra catalana, problemi tecnici a MGU-H e turbocompressore, e dall’incomprensibile strategia ferrarista nella tappa monegasca.


F1. Gp Monaco 2022: strategia Ferrari inspiegabile…

I due ferraristi scattavano dalla prima fila davanti alle vetture anglo-austriache. Nelle prime fasi di gara le due F1-75 erano saldamente in testa della gara. Con la progressiva e rapida asciugatura della pista, a Monaco si può passare dalle gomme full-wet direttamente a quelle slick senza usare le intermedie come pit stop extra. Strategia che nel 2016 Lewis Hamilton ha dimostrato essere possibile, date le molteplici difficoltà nel sorpassare pur avendo una gomma performante.

F1, le vetture dei primi tre classificati nel GP di Monaco 2022
Le vetture dei primi tre classificati nel GP di Monaco 2022

Invece di seguire con Leclerc la strategia usata su Perez montando le intermedie, bastava attendere qualche giro in più e montare gli pneumatici Medium o Hard, dato che la traiettoria era già quasi asciutta e conseguentemente sarebbe stato scontato un passaggio alle slick. Se la Ferrari avesse realizzato un singolo pit stop dalle successivamente alla sosta Red Bull, avrebbe mantenuto la prima e la seconda posizione visto il vantaggio maturato considerando che, inoltre, l’outlap di Checo e Max sarebbe stato più lento a causa delle coperture non in temperatura.

Quando hanno tutti montato le slick, con strategie diversificate il Cavallino Rampante ha fermato Sainz, convinto via radio della scelta in relazione al punto di crossover. Purtroppo però ma ha fermato ai box anche Leclerc. Una chiamata assai confusa che si è tentato di cancellare in maniera tardiva scatenando la rabbia del monegasco.

Le due RB18, sfruttando il giro out lento delle rivali italiane, effettuano il doppio pit stop al giro seguente, con Perez che diventa leader davanti a Sainz e Verstappen seguiti da Leclerc. Posizioni che rimangono invariate sino al traguardo, consumando il dramma sportivo della Ferrari tra le stradine del Principato.


A Monaco la Scuderia di Maranello ha gettato alle ortiche una ghiotta occasione di ottenere una doppietta. Punti davvero preziosi in ottica campionato costruttori, dato che Perez ha compiuto un notevole passo avanti nelle prestazioni rispetto all’annata antecedente e, di conseguenza, a Milton Keynes dispongono di due punte quest’anno.

Per oltre un decennio si è invocata una vettura competitiva dalle parti di Maranello, e quest’anno la F1-75 si sta ponendo su alcune tipologie di tracciati come il punto di riferimento tecnico della categoria, soprattutto in qualifica dove risulta a volte imprendibile. Dopo anni di non eccelsa competitività del mezzo tecnico, con la F1-75 questo punto interrogativo non si pone, ma forse cominciano a porsene altri.


F1. Gp Monaco 2022: perchè Ferrari ha sbagliato la strategia?

L’errore da matita rossa del muretto modenese è dettato da un mix di confusione, calcoli errati e mancanza di polso. Diversificare le strategie quando sei in prima e in seconda posizione a Monaco, dove sorpassare risulta decisamente ostile, non ha molto senso soprattutto considerando il ritmo miglior delle F1-75 rispetto alle RB18.

Allo stesso modo, effettuare il doppio pit stop con i due piloti molto ravvicinati porta il secondo a perdere qualche secondo extra. Charles, infatti, ha perso la posizione su Max proprio per questa ragione, dato che il distacco con l’attuale leader del campionato è aumentato e Verstappen è potuto rientrare ai box davanti al rivale.

Scelte difficilmente comprensibili che pongono interrogativi su una squadra che, forse, non è più abituata alla pressione di poter cogliere il successo di tappa ogni fine settimana di gara, ma, con uno sguardo più ampio sul prossimo futuro, di non sapere contendere alla Red Bull entrambi i titoli mondiali. Il lato emotivo dopo due batoste sonanti non è cosa facile per Leclerc.

F1, pit stop Scuderia Ferrari - Gp Monaco 2022
pit stop Scuderia Ferrari – Gp Monaco 2022

Le parole forti ma giuste elargite durante le interviste post-gara hanno espresso apparso delusione oltre ad una forte contrarietà. Data l’evoluzione della corsa e la gestione del gap in posizione di vantaggio, la sua rabbia è più che comprensibile. D’altronde su tratta di una vittoria gettata al vento e, della serie piove sul bagnato, non è arrivato nemmeno il podio nel Gran Premio di casa.

La sensazione, ad oggi, è che Charles abbia compiuto lo step in avanti decisivo per entrare nella nuova realtà dettata dalla possibilità di vincere la corona iridata. Lo testimonia un’annata, dal punto di vista del pilotaggio, quasi perfetta. Ha vinto in Bahrain e ha dominato in Australia come non si vedeva da tempo memore. A podio in Arabia Saudita, a mezzo secondo dalla vittoria, e Miami. A Imola, l’unico errore della sua stagione, mentre a Barcellona è stato tradito dal propulsore turbo-ibrido mentre era in testa con ampio vantaggio.


F1. Il prossimo futuro della Ferrari

Il computo totale per com’era iniziata la stagione 2022 non è positivo. Sono sfuggite due vittorie che parevano in tasca. Basti guardare la classifica piloti. La spiccata competitività della F1-75, leggermente superiore alla RB18 soprattutto in qualifica, viene esaltata dall’alto livello di guida che Leclerc sta offrendo. Traendo un primo e provvisorio bilancio delle prime sette gare, Red Bull ne ha vinte 5, mentre Ferrari solo 2.

Una differenza netta considerando come la RB18 e la F1-75 non siano distanti come prestazioni, anzi. Proprio perché quest’anno c’è una monoposto altamente performante, nelle ultime due gare la più veloce in pista, errori come quelli di Monaco non sono ammessi. Soprattutto perché la costanza di rendimento del team austriaco, nonostante vari problemi di affidabilità, non permette nessun passo falso

F1
Carlos Sainz, Scuderia Ferrari

Nell’imminente, il prossimo back to back, arrivano due piste, Baku e Montreal, dove in teoria data la natura dei tracciati che esaltano l’efficienza aerodinamica complessiva, le due RB18 potrebbero essere favorite. Ferrari dovrà dimostrare di essere sul pezzo e correggere una tendenza che di fatto, continuando su questo trend, porterà ad un solo risultato: perdere…


F1Autore: Dennis Ciracì@dennycira

Foto: Alessandro Arcari@berrageiz, Scuderia Ferrari

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