Andretti in F1 nel 2026: si “ammorbidiscono” le posizioni degli altri team

F1. Nella stagione 2026 di Formula 1 ci saranno molte novità: fra queste, le più emozionanti sono quelle relative al possibile ingresso nella categoria di Andretti e Porsche. Tali aggiunte, però, vanno a variare sensibilmente gli equilibri presenti da anni nel Circus. Molti team si sono dimostrati scettici all’idea. Nel frattempo, le trattative vanno avanti e i dubbi si sciolgono.

Andretti F1 nel 2026: le riflessioni di Horner

La possibilità di dover fare spazio ad altri team in uno degli anni che sarà fondamentale per la F1 non è stata accolta benissimo dai team già presenti nel Circus. Almeno, non inizialmente. Tutte le squadre, infatti, si sono dette scettiche all’idea di lasciare libero l’ingresso a scuderie che andrebbero ad alterare la situazione. Questi dubbi, infatti, si sono acutizzati nei confronti di Andretti.

Questa squadra, infatti, è una presenza fissa nel campionato americano ed il suo desiderio di unirsi alle monoposto a ruote scoperte di matrice europea ha lasciato gli altri team spiazzati. Tuttavia, le trattative per accogliere in Formula Uno i due nuovi pretendenti stanno procedendo, ed i dubbi iniziali paiono sciogliersi.

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Il team principal britannico Christian Horner (Oracle Red Bull Racing)

Il team principal della Red Bull Christian Horner, ad esempio, si è nuovamente espresso sulla questione, affermando che sarà il vil denaro a ricoprire il ruolo principale nella collaborazione fra Andretti e F1.

“Il denaro sarà un fattore determinante” – ha detto l’inglese, facendo riferimento al Patto della Concordia vigente in queste stagioni. Infatti, l’attuale Patto prevede che i nuovi team che manifestano l’intenzione di entrare in F1 debbano obbligatoriamente versare una quota d’iscrizione che corrisponde al valore di 200 milioni di dollari.

Il motivo, è la compensazione del montepremi in palio, che con l’ingresso di altri team non verrebbe più diviso in dieci, come accade in questo momento.

Il team principal del team di base a Milton Keynes, inoltre, si dichiara felice all’idea dell’arrivo di Andretti, in quanto sta a significare un interesse maggiore verso la F1.

Penso che sia fantastico vedere l’interesse da parte di nuovi marchi e di un team come Andretti, – ha detto Horner – Credo anche però che prima di permettere a nuove squadre di accedere nel nostro sport, sia necessario che i proprietari della Formula 1 rivedano ed elaborino il modello di business per il futuro.”

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La bandiera della Volkswagen sventola fuori gli stabilimenti di Wolfsburg

F1 – Motorizzazione: si apre l’ipotesi Volkswagen

Le novità per la stagione 2026 di Formula 1 potrebbero non essere ancora terminate. Attualmente, Andretti si sta già muovendo per trovare una motorizzazione alle proprie monoposto.

Le prime indiscrezioni che stanno trapelando, danno come fornitore per il nuovo team Renault. Sembrerebbe, infatti, che il team Andretti sia già in accordo con il fornitore francese.

Tuttavia, c’è una nuova strada che si apre, ed è ancora più nuova. Infatti, si sta delineando l’ipotesi che possa essere Volkswagen a fornire i motori al team italoamericano. Una novità nella novità, che andrebbe ad aprire un ventaglio di novità completamente fresche.

Red Bull, per esempio, ha aperto una propria fabbrica per sviluppare il proprio motore. Se si va ad aggiungere Volkswagen, ci sarebbero due nuove industrie pronte a fornire i motori ai team clienti, andandosi ad aggiungere alle già esistenti Mercedes, Ferrari e Renault.

In questa maniera, ci sarebbero nuove opportunità di collaborazione con i team, nuovi piloti che arrivano.

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Il reparto powertrains della Red Bull è una speranza per la F1 del futuro

Andretti – Un italoamericano in F1: ne abbiamo bisogno?

Andretti ha deciso di lanciarsi in questa nuova avventura, approdando in F1 nel 2026. L’idea è buona, l’ambizione è tanta: ma ne abbiamo bisogno?

Innanzitutto, si andrebbe a rafforzare il rapporto fra il Circus e l’America. È innegabile che il nostro sport stia cercando sempre più un’espansione nel continente americano, e sta procedendo molto velocemente.

Guardiamo il calendario. Dapprima avevamo solo un paio di appuntamenti nel continente: Brasile e Messico nella parte latina e Canada ed Austin in quella anglofona. Da quest’anno, però, si è aggiunta la tappa di Miami e nel 2023 si accoderà anche Las Vegas. Questo, unito al potenziale ingresso di Andretti, sta a significare un interesse sempre crescente verso la Formula 1.

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Michael Andretti e Ayrton Senna ai tempi della McLaren

Da un lato, si può avere paura che il Circus si “americanizzi”, perdendo le sue caratteristiche storiche. Dall’altro, però, affinché quello stesso sport continui ad appassionare la gente e ad essere vivo e potente, ha bisogno di nuova linfa e nuovi appassionanti.

Specialmente considerando il grande numero di “vecchi” fan che hanno smesso di seguire la categoria annoiati dall’egemonia di Mercedes degli ultimi anni.

Andretti può provvedere a portare un nuovo livello di attenzione, la sua esperienza nella serie americana e, forse, una nuova azienda di motorizzazione rendendo la F1 sempre più fresca ed accattivante. Semplicemente, sempre più viva.


F1-Autore: Silvia Giorgisilvia_giorgi5

Fonte immagini: F1, McLaren F1, Oracle Red

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