Ferrari: Miami o non Mi Ami?

F1. Allora ragazzi, funziona così: già da parecchio tempo, se la Ferrari occupa la prima fila ci sarà qualche problema e se tutto fila liscio non vincerà la gara. E’ così, inutile farne un dramma.  Quando, nel mezzo della crociera-viaggio di istruzione (quinte nautico-liceo) fra Barcellona e Cagliari ho saputo della prima fila scroccando platealmente il pacchetto Whapp di un alunno (e no, io 50 e passa euro non li regalo a Costa Crociere o chi per essa), per prima cosa non ho pensato che potevamo fare la gara che volevamo, che il gioco di squadra avrebbe permesso di pilotare in sicurezza un risultato strepitoso… che la vittoria al 90 per cento sarebbe stata alla portata della Ferrari.

No, ho cominciato a fare gesti apotropaici. E no, capisco l’obiezione scontata… allora sei tu porti sfiga. Assolutamente no?! A mia discolpa: ho provato a fare il gufaggio al meglio delle mie possibilità, ho fatto macumbe assortite chiedendo aiuto (e pagando lautamente) un brasiliano a bordo esperto di Santeria, oltre a “messe contro” in pieno stile fantozziano… ma non è servito.

Max ha vinto e noi siamo qui con la depressione… Però dai, cerchiamo di vedere il bicchiere mezzo pieno… Ferrari davvero competitiva ovunque, punti pesanti e, cosa che non guasta, Mercedes nella mediocrità. Dai, su, non attaccatemi sulla sportività. E’ pur vero che sono immeritatamente direttore di una testata giornalistica che ci sta dando tante soddisfazioni… Ma, prima di tutto, sono un tifoso… e allora, perdonatemi questa idiosincrasia, chiamiamola così va, verso i grigi… 


F1. Gp Miami 2022: Il pagellone del mare di vernice del Froldi

Liberty Media vs FIA. Voto: 3 a 0. Che silenzio sulla sicurezza…

F1

Carlos Sainz. Voto: 4 1/2. Ragazzi, non sono fra coloro che non stimano il pilota spagnolo, però nelle ultime tre gare abbiamo diversi botti spettacolari, due DNF e il farsi scartavetrare da Max dopo appena due curve. Il bilancio, allo stato attuale, è assai deficitario.

Immagino che, strategicamente, i nostri avessero studiato, come è normale che sia, di tenere dietro Max, far fare a Leclerc la lepre in aria libera e poi, al limite, giocare di rimessa. Ma se, dopo pochi metri, hai già alle calcagna Max, tutto quanto programmato va a farsi benedire. E Carlos dovrebbe farsi qualche domanda.

Il mare di Miami. Voto: perché? Miami è un luogo che si vende da solo… ci hanno ambientato con grande soddisfazione il meraviglioso e luciferino Dexter Morgan (se non lo conoscete vergognatevi sommamente), un ottimo spin off CSI, etc etc… e allora sorge spontanea la domanda: Perché fare un finto mare e metterci pure dei finti panfili? Salvateci da questa paccottiglia che scimmiotta non solo la F1 ma anche il mondo Usa che è molto, molto meglio di queste ridicole chincaglierie… 

Muretto Ferrari. Voto: 6. Forse un modo per ribaltare l’inerzia c’era. Ultima Safety-car tentare la carte del pit stop e poi vai a cannone. L’impressione è che, in Ferrari, si sia troppo conservativi. Ok, conta per prima cosa finire le gare. Ma anche vincerle eh! Ogni tanto, osare serve. 

Max Verstappen. Voto: 10. E’, attualmente, l’arma in più di un’ottima monoposto. Che però è pari alla F1-75. Ma Max è Max, e non lo scopriamo oggi.

Leclerc. Voto: 9. Non ha nulla da invidiare a Max e, stante la situazione (gestione strategica da inizio gara), ha fatto bene ad accontentarsi.

Il podio con i caschi NFL. Voto: ma che abbiamo fatto noi di male, per meritarci tutto ciò?

Russel. Voto: Lewis chi? Sì ok, è sette volte campione del mondo, è un talento unico, ha record unici bla bla bla. Poi arriva la gara e, se posso, lo azzanno. Funziona così da sempre. Nessun stupore.

Bottas. Voto: Sindrome di Stoccolma. Povero Valtterino… appena vede Lewis, gli scatta il riflesso pavloviano… e si fa da parte… per un attimo il suo passato recentissimo s’insinua fra le pieghe della mente. Passa il capo… fai il bravo maggiordomo! Gli sembra di sentire Toto parlare con quella voce così simpatica e suadente… e il nostro rischia pure di piantarsi per far passare sua maestà. Si scherza eh (si fa per dire).

Binotto sul budget cap sulle spese RB. Voto: piaciuto senza se e senza ma. Il messaggio neanche troppo sibillino è chiaro: Occhio FIA. Il problema resta sempre lo stesso… come è possibile controllare il tetto di spesa delle varie scuderie, in un mondo dove il più pulito ha la rogna, scusate il francesismo?

Binotto sugli sviluppi. Voto: Mamma mia. Io continuo a credere che il TP sia un ruolo eminentemente politico, un misto fra un vecchio democristiano e un motivatore per le truppe, una sorta di mostro a due teste fra Patton e Andreotti. Non è possibile dire “porteremo degli aggiornamenti e speriamo che gli altri non ne portino ancora”. Primum motivare. Deinde non deprimere…

Pneumatici. Voto: Allarme. Non so se lo avete notato, ma negli incidenti che ci sono stati da inizio anno è capitato ripetutamente un fatto assai singolare e, per il sottoscritto, assai pericoloso… basta anche una botta non eccessivamente forte e il battistrada fa ciao ciao alla spalla dello pneumatico. Non so se dipenda dalle nuove misure e da spalle molto più ridotte rispetto agli pneumatici che abbiamo conosciuto sino allo scorso anno, ma la cosa mi sembra un pochino preoccupante…

McLaren. Voto: Indecifrabile. Come le mise dei suoi uomini.

Scontro Vettel-Schumacher. Voto: tristezza. Per tanti motivi, con un poco di inevitabile amarcord…

Aston Martin. Voto: i soldi non sono tutto (almeno per ora).


Autore: Mariano Froldi – @MarianoFroldi

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