Gp Ungheria 2022/Data Analysis Fp2: Ferrari primeggia grazie all’ottima deportanza. Red Bull si nasconde tramite mappature conservative?

Il tracciato ungherese che ospita la tredicesima tappa del mondiale di F1 2022 è interessato da continui tratti curvilinei, solo di rado intervallati da (brevi) rettilinei. Tutti i team, dunque, optano per un setup aerodinamico a massimo carico, essendo il grip fondamentale e dal momento che la penalità dovuta al drag è piuttosto modesta. Essendo dunque le ali molto simili fra i vari team, ciò che fa la differenza sul valore di velocità massima è il drag intrinseco del corpo vettura e la mappatura del motore. Poiché il primo aspetto è ormai chiaro, dopo oltre metà stagione, è possibile ricavare alcune indicazioni sulle mappature impiegate osservando i valori di velocità massima di ciascuna vettura.

Williams è al vertice della prestazione velocistica, come già capitato in precedenza: la vettura ha un drag particolarmente ridotto, a cui corrisponde però anche una deportanza modesta che ne limita fortemente l’efficacia sul giro. Gli altri 3 motorizzati Mercedes, solitamente relegati alla coda dei risultati da speed trap, sono qui ben piazzati: possibile che l’ala posteriore rivoluzionaria di Aston Martin e gli aggiornamenti di McLaren abbiano ridotto la resistenza all’avanzamento, ma vedendo anche il piazzamento di Mercedes è plausibile che tale motore sia stato impiegato con una mappatura meno depotenziata rispetto agli altri.

Ciò che salta all’occhio, dall’altra parte, è il pessimo piazzamento di RedBull, una vettura che ci aveva abituato a velocità massime ottime anche in presenza di ali posteriori più grandi di quelle degli avversari. Escludendo un effetto dell’assetto delle ali, che sono ad alto carico al pari di quelle degli avversari, la causa più probabile diventa un motore decisamente depotenziato, in misura maggiore rispetto agli avversari. Dunque, è plausibile che proprio RedBull sarà il team a guadagnare più terreno con l’aumento di potenza effettuato in qualifica.

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Una parziale conferma ci viene data dalla percentuale di acceleratore al 100% per ciascun team: RedBull è al vertice, ma, ciononostante, fa segnare solo il terzo miglior tempo a livello di vettura. Entrambi gli aspetti fanno pensare ad una mappatura particolarmente conservativa. Ferrari conferma di avere un’ottima trazione, mentre McLaren si trova particolarmente staccata: aver fatto segnare un ottimo tempo riuscendo a sfruttare la massima potenza del motore fa pensare ad un motore con mappatura più aggressiva ed una trazione inferiore rispetto a RedBull e Ferrari. Situazione simile, ma meno estremizzata, per Mercedes.

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F1. Gp Ungheria: Ferrari F1-75 genera molta downforce

Osserviamo adesso la telemetria: il profilo di velocità non evidenzia particolari vantaggi in rettilineo, ma mostra la maggior deportanza della vettura di Maranello, che affronta la curva veloce a circa 3200m dalla partenza a velocità decisamente sostenuta. Ciò si riflette anche in un valore di accelerazione laterale particolarmente elevato, superiore ai 5g. L’ottima deportanza della vettura le consente inoltre di frenare in modo decisamente rapido, superando i 5g di accelerazione longitudinale negativa. Buono anche il grip McLaren, mentre RedBull sembra essere molto conservativa soprattutto in frenata.

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F1. Gp Ungheria: l’analisi dei microsettori

Concludiamo l’analisi con uno sguardo ai microsettori: Ferrari e McLaren dominano il giro, lasciando ben poco alla RedBull, che risulta comunque essere la più incisiva in ingresso curva. McLaren primeggia nel primo e secondo tratto a gas aperto, mentre Ferrari risulta essere superiore nei rimanenti rettilinei: ciò dovrebbe essere legato ad una differente logica di gestione dell’ERS.

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Delle prove liberi molto intriganti, dunque, con l’inserimenti di McLaren in seconda posizione, e con dei probabili giochi di potenza da parte di RedBull che fanno pensare ad un recupero significativo in ottica qualifica e gara. Il tracciato si adatta particolarmente alle caratteristiche di motricità e grip della Ferrari, e non esaspera l’elevato drag della McLaren. Quest’ultima però potrebbe essere messa sotto attacco da Mercedes, che si è dimostrata in media molto più competitiva.


Autore e grafici: Mirco Bartolozzi – @F1DataAnalysis

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