Ferrari: la lunga pausa estiva per serrare i ranghi e provare l’impresa

La pausa estiva gioverebbe a tutti, questo è certo, ma forse chi attualmente necessita maggiormente di tale stacco è senza dubbio la Scuderia Ferrari F1: chiaro che sia la protagonista indiscussa di queste settimane di silenzio, dal momento che al contrario il suo recente operato ha fatto molto discutere.

Inutile anche solo andare a rispolverare tutte quelle circostanze avverse che sarebbero da menzionare, le quali hanno poi contribuito in toto a chiudere il bilancio di metà stagione in negativo.

Ma per farla breve: il guasto al motore in Spagna, l’errore ad Imola, i mal gestiti rientri ai box a Monaco, il secondo guasto al motore in Azerbaijan, le gomme montate in regime di safety car in Gran Bretagna, il testacoda in Francia, ed infine nuovamente un’ulteriore scelta sbagliata di pneumatici in Ungheria.

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F1. Un pensieroso Charles Leclerc (Scuderia Ferrari) nel post GP di Ungheria

Potrebbero proprio sembrare titoli di episodi di una serie tv dai tratti horror-drama: in effetti la nuova stagione di Drive to survive in uscita il prossimo anno (che però sarà a tema stagione 2022) oltre allo snodo principale, potrebbe necessitare anche di un cosiddetto spin-off focalizzato esclusivamente sulle avventure/disavventure Ferrari. Sai che audience.

Insomma, a parte il romanzare che sicuramente ci propineranno attraverso questa “fiction”, è indubbio che la sommatoria di tutti questi scivoloni abbia poi portato lo sgretolante risultato finale a cui assistiamo oggi.

F1. Esiti negativi, reazioni diverse

Ogni errore ha rappresentato una crepa di diversa entità e sino agli sgoccioli finali, la gestione è sempre stata la medesima: cercare di salvare le apparenze, in parte riconoscendo i propri errori ed in parte tutelando il team.

Fino a quando tutto ciò non è stato più possibile, almeno per Charles Leclerc: nelle battute finali di questa prima metà stagionale, ha difatti dichiarato che bisognerà necessariamente migliorare come squadra, principalmente nel riuscire a mettere insieme un fine settimana costruttivo per intero.

F1 - Il team principal di Ferrari Mattia Binotto al GP di Miami
F1. Il team principal Mattia Binotto e Charles Leclerc (Scuderia Ferrari)

Poi Charles è uno che parla chiaro: in più di una circostanza, quando è stato necessario ammettere le proprie colpe ed assumersi le responsabilità dei propri errori, lo ha fatto apertamente e con non poca intransigenza verso sé stesso.

Specialmente nei post gara poi, si può dire che si sia iniziata ad intravedere una certa differenziazione di comportamento tra il team principal Mattia Binotto e lui stesso: il primo ha sempre cercato anche dinanzi all’evidenza (talvolta imbarazzante) di trovare giustifiche, mentre il secondo (fin dove ha potuto) no.

Anche questo è un sintomo di qualcosa che proprio non va: notate mai che in altre scuderie si verifichino tali discrepanze evidenti? Difficile.

F1. Team principal – primo pilota: un rapporto di tutela

Per fare un esempio pratico: durante l’appuntamento azero, Lewis Hamilton scese dalla sua W13 con non poche difficoltà, perché piegato in due dal mal di schiena. Ancor prima che si potesse assistere a questa scena, il suo team principal Toto Wolff gli chiese scusa via radio perché letteralmente “quella vettura è una m***a”.

Un po’ come se volesse assumersi la responsabilità di tali esiti, andando a tutelare il suo campionissimo come sempre. E come è giusto che sia.

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F1 – Toto Wolff abbraccia Lewis Hamilton (Mercedes AMG F1)

Questo per sottolineare quanto raro sia il disaccordo palesatosi in Mercedes tra il “capo” ed il suo “protetto” in questi anni; e per quanto riguarda casa Red Bull non c’è neanche bisogno di specificare tale aspetto, ci aspettiamo tutti dal team principal Christian Horner che abbia i poster di Max Verstappen appesi in camera da letto.

Invece per quanto riguarda il team rosso, pare proprio che talvolta non ci sia corrispondenza tra Leclerc e Binotto: il primo non più tardi di una settimana fa dichiarava di credere ancora fermamente al mondiale nonostante potesse essere preso per matto, il secondo ha giocato a fare il bello e cattivo tempo quando ha constatato che le cose stavano iniziando a prendere una piega maldestra.

Sebbene per il 2022 oramai ci sia ben poco da fare, è chiaro che tutte queste lezioni serviranno in ottica 2023: indispensabile fare esperienza ed imparare da tutto questo. Non si può pretendere di ritrovare un team completamente rivoluzionato per allora, ma che abbia fatto tesoro di quanto subìto quest’anno (e perché no, che prenda spunto dalle altre squadre), sì.

D’altronde una scuderia che seppur non volessimo dire abbia nettamente la vettura migliore, ma quantomeno quella che meglio si adatta alle asperità ed alle condizioni di ogni circuito, e comunque getta via un mondiale così, la dice lunga.


F1 Autore: Silvia Napoletano@silvianap13

Foto: F1, Scuderia Ferrari, Mattia Binotto, Charles Leclerc

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