GP Messico 2022/Ferrari: suona il campanello d’allarme power unit

Altro che “viva Mexico!” per la Scuderia Ferrari: le qualifiche messicane di F1 sono state una vera e propria disfatta per la F1-75. Appena quinta e settima la Rossa rispettivamente di Carlos Sainz e Charles Leclerc, con poleman Max Verstappen seguito da una colonizzazione del podio tutta Mercedes con George Russell secondo e Lewis Hamilton terzo.

Niente da fare: sinora il Messico non ha affatto giovato alla Rossa, che dopo qualche fugace lampo nelle prove libere, si è mostrata comunque in difficoltà con un layout simile.

Il poleman Max Verstappen (Oracle Red Bull Racing F1) con i due Mercedes AMG F1 George Russell e Lewis Hamilton – GP Messico 2022

Ora testa alla gara: le difficoltà di partire dalle retrovie sono palesi, dunque realmente difficile pensare ad una possibile occasione di vittoria in maniera concreta. Tra l’altro risulta anche piuttosto evidente in questo appuntamento più che mai, quanto il terzo potere in griglia si sia imposto di forza:

se la Ferrari tendenzialmente doveva guardarsi le spalle “solo” dalla Red Bull, per questa domenica dovrà fare i conti anche con un’agilissima Mercedes, la cui W13 appare qui più in forma che mai.

F1. Per un Leclerc che non sa da dove derivino tali negative performances

Nervoso, risentito ed in forte disappunto: è così che appare Charles nelle interviste post qualifica. Consapevole che il suo fin qui sia stato un weekend all’insegna del negativo (persino un guasto al DRS durante il suo ultimo tentativo), anche sulla base di alcuni sbagli compiuti suo malgrado: “Ieri ho fatto un errore in FP2, il che dopo ovviamente diventa quello di cui ci si ricorda… Ma facendo un bilancio generale, chiaramente oggi non ero completamente contento.

E proprio su tali prestazioni deludenti, sorge spontanea la domanda relativa alle difficoltà nelle curve lente, per cui precisa: Non credo che fosse lì dove perdevamo le performances… C’è qualcosa di strano, dobbiamo guardare un po’ il motore perché stiamo perdendo un sacco nei rettilinei, ed in generale la drivability non rispondeva esattamente a quello che mettevo sul pedale. C’è qualcosa di molto strano: spero che possiamo riuscire ad individuare in tempo per domani con che cosa fosse esattamente il problema”.

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La F1-75 di Charles Leclerc (Scuderia Ferrari) in azione – Gp Messico 2022

Nel contempo però, precisa anche che tale risultato non è del tutto inaspettato ai suoi occhi: “Credo che già prima di questa sessione ci aspettavamo una qualifica difficile, sia rispetto alla Mercedes che aveva mostrato tanto, e sia dalla Red Bull da cui ci aspettavamo facessero un ulteriore step. Sapevamo di non avere quello in tasca per questa pista, però dal mio lato adesso c’è sicuramente qualcosa in cui dobbiamo guardare ed approfondire”.

Dunque sulla base di tali presupposti, il discorso vittoria parrebbe quasi archiviato, poiché a suo avviso adesso ci sono ben altre priorità: “Al di là della vittoria, ciò che più vorrei capire è quello che è successo, sperando di poterlo cambiare per domani… Ma non credo”.

F1. …C’è invece un Sainz che ne è forse ben consapevole?

Se dunque da un lato c’è un Leclerc confuso sulle ragioni di tali esiti negativi, c’è un Carlos che invece afferma ben altro (salvo poi riconfermare anch’egli la sua incognita).

Infatti in un primo momento, spiega che neppure le modifiche all’ala con più carico nel posteriore hanno potuto granché, precisando: “Ci aspettavamo forse che mettendo un po’ di più carico, saremmo migliorati nei cordoli. Ma con minor carico di benzina mentre in altre piste miglioravamo tanto, qua siamo andati nella direzione opposta.

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La F1-75 di Carlos Sainz (Scuderia Ferrari) in azione – GP Messico 2022

Devo dire sinceramente che sappiamo anche perché questo weekend non stiamo andando forte, ed abbiamo dovuto compromettere abbastanza la macchina ed il tutto. Onestamente ci aspettavamo di non essere così veloci come al solito”.

Poco dopo invece ritratta, passando da ben consapevole di “perché” e “per come” di determinate dinamiche, a: “Succedeva che oggi la macchina era veramente difficile da guidare, e non capiamo perché. Oggi la macchina era con meno benzina ed abbiamo perso tanta performance soprattutto nelle curve lente con cordoli delle curve 7-8-9.

Se metto il mio settore 3 dell’ultimo giro con il mio primo settore dal primo giro, sono sicuro che un 18.0 si poteva fare… Ma quando la macchina è così difficile da guidare, mettere un buon giro assieme diventa molto difficile. Questo è quello che è mancato oggi”.

Insomma tra consapevolezze ed inconsapevolezze, il sabato messicano si è tradotto in una disfatta rossa. Qualcuno punta sulla rimonta in gara da parte di uno dei due alfieri Ferrari? Oppure l’imprendibile Max rimarrà ancorato alla sua posizione, guardandosi le spalle “solo” dalle due Mercedes a digiuno di vittorie da un bel po’?


F1 Autore: Silvia Napoletano@silvianap13

Foto: F1, Scuderia Ferrari, Charles Leclerc, Carlos Sainz

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