GP Messico 2022/Ferrari: notte fonda all’Hermanos Rodriguez

“Buonanotte, buonanotte, fiorellino” cantava Francesco de Gregori nel 1975, “Buonanotte, buonanotte, tifosi” canta ad oggi la F1-75 ai suoi supporters: lo spumeggiante e carnevalesco appuntamento messicano di F1, è stato invece scenario di una gara completamente da archiviare per la Scuderia Ferrari.

Giunti alla bandiera a scacchi in quinta posizione Carlos Sainz e sesta Charles Leclerc, chiaro che sui nefasti presupposti visti in qualifica, questo fosse il miglior risultato auspicabile per i piloti di rosso vestiti.

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Scuderia Ferrari: Charles Leclerc e Carlos Sainz salutano le tifoserie messicane

Una gara del tutto anonima, in cui sarebbe meglio modificare il nome de “la Rossa” in “la Grigia”: tempistiche al giro dilatate, nessun guizzo, ed in un attimo sembra di rivedere la SF90. Insomma, il soporifero Messico ha confermato il fantasma dei sospetti che per l’intero fine settimana ha aleggiato su una Ferrari del tutto in ombra; d’altronde questo è pur sempre il weekend di Halloween, dunque perché non rimanere in tema horror.

Solamente i primi frangenti della gara sono stati più movimentati: in partenza, entrambi Sainz e Leclerc si sono dati battaglia, battibeccando affiancati da curva 2 sino a curva 7, ma nulla da fare. Carlos ha tenuto giù il piede, relegando di forza Charles alle sue spalle.

Neanche i momenti di pit stop hanno potuto ravvivare la corsa: partiti entrambi su gomme rosse per poi virare sulle medie in egual strategia, il monegasco è entrato alla 29esima tornata per tornare in pista addirittura in dodicesima posizione, mentre il madrileno è rientrato un giro più tardi patendo anche una sosta di ben 3.5 secondi, a causa di un problema con l’anteriore destra.

Insomma nulla di eccessivamente rilevante da segnalare, se non una F1-75 particolarmente scodante perché incapace di assorbire bene i cordoli.

F1. Leclerc allarmato: questa gara gli riporta alla memoria la terribile Spa

E così un deluso Charles, porta finalmente a termine questo fine settimana drammatico: forse soltanto questa l’unica consolazione in grado di risollevare il suo umore.  

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La F1-75 di Charles Leclerc (Scuderia Ferrari) in azione durante il GP del Messico

Spiega: È stata una gara dove non c’era passo: essere un minuto dietro Max è tanto, e mi fa un po’ pensare a Spa… Dunque dobbiamo capire perché eravamo così lontano. Da parte mia non è stato un weekend facile: ovviamente ieri abbastanza problemi, ed anche oggi non era del tutto risolto…

Però non spiega tutto quello che è successo e tutti i distacchi che vediamo, quindi dobbiamo lavorare per essere migliori, specie quando abbiamo brutte giornate.

 Ed aggiunge ancora più disarmato e sconcertato: “Credo che forse sia chiaro che questo weekend abbiamo sofferto un po’ di più rispetto a Mercedes e Red Bull, se ancora una volta vediamo i distacchi. Dunque non è stato un buon weekend.

Quello che fa ancora più male è dire che credo che abbiamo massimizzato tutto il potenziale oggi, e quando lo massimizziamo ma comunque rimaniamo un minuto dietro…”.

F1. Un Carlos in controtendenza: la F1-75 oggi non era poi così male

Sicuramente dispiaciuto per quanto (non) conquistato in questo appuntamento ma non così abbattuto, un antitetico Sainz: La macchina non era brutta da guidare oggi: non è che avevamo un problema grosso, è che sappiamo che rispetto ai circuiti di altezza normale, qua abbiamo perso tanto.

Sappiamo il compromesso che dobbiamo fare con questa altitudine, e la macchina non era performante questo weekend. Peccato perché io mi sono sentito bene con la macchina, penso di aver fatto una bella gara, ma quando sei così indietro non è che si può far molto….

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La F1-75 di Carlos Sainz (Scuderia Ferrari) in azione durante il GP del Messico

Attribuisce dunque la piena responsabilità unicamente ad un discorso di altezze, anche quando gli viene chiesto se durante il weekend siano stati conservativi, precisando: “In realtà è una domanda tecnica a cui dovrebbe rispondere la squadra.

Ma sicuramente la macchina non era al massimo del potenziale in questo weekend perché abbiamo sofferto questa altitudine. Non voglio dire che con un’altitudine normale potevamo lottare per la vittoria, ma di sicuro avremmo potuto essere più avanti e più in bagarre.

Non c’è dubbio: alla Ferrari non resta altro da fare che salutare più in fretta che mai con un caloroso “adios Mexico, ed arrivederci tra due settimane in Brasile.


F1 Autore: Silvia Napoletano@silvianap13

Foto: F1, Scuderia Ferrari, Charles Leclerc, Carlos Sainz

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