Singapore e il passo indietro della Formula 1

Le discussioni che seguono il diciassettesimo round della F1, Gran Premio di Singapore edizione 2022, sono un tremendo passo indietro per la massima categoria del motorsport. A tener banco non è infatti il risultato della pista in senso stretto, quanto piuttosto tutto quello che è successo intorno all’evento. Torniamo infatti a parlare di una direzione gara sul banco degli imputati (clicca qui per l’approfondimento tecnico), dove a stupire non è tanto la decisione presa, comunque non esente da discussioni, quanto il clamoroso passo indietro fatto a livello di velocità decisionale che ha pesantemente condizionato il finale di gara. 

A mio avviso la penalità da comminare di 5 secondi “era scritta”, considerando la necessità di punire il leader della corsa ma al contempo di farlo nel modo più limitato possibile data la situazione. Di conseguenza credo che la storica scuderia Ferrari avrebbe dovuto tarare da subito la propria strategia in tal senso, avendo constatato ampiamente nel corso della gara l’impossibilità di passare in maniera classica nonostante l’utilizzo dell’ala mobile. Mi rendo conto che può sembrare un discorso facile da fare a posteriori, ma un team che lotta per la vittoria deve avere anche la capacità di pensiero laterale.

F1
Sergio Perez (Oracle Red Bull Racing) – Gp Singapore 2022

F1. Trionfo di Perez a Singapore, la Ferrari rinvia l’appuntamento con la vittoria

Torna inoltre di attualità il tema dei regolamenti in senso più ampio, quello che rischia di finire sui tribunali, nella misura in cui è definitivamente esplosa la questione relativa al budget cap. La revisione dei libri contabili Red Bull legata alle nuove norme sul contenimento dei costi rischia di far riesplodere una guerra politica a 3, sopita ma mai del tutto domata, con il manager della Mercedes Toto Wolff che spera di ottenere in sede giudiziaria quanto non è riuscito a ottenere in pista quest’anno dal rivale della Red Bull Christian Horner.

Se insomma è fuori discussione che saranno settimane di fuoco per la FIA e la F1, dispiace che a causa di un campionato ormai virtualmente chiuso non si stia parlando di quanto abbiamo visto in pista nel weekend di Singapore. Fine settimana che, tra qualifiche e gara, certamente non ha mancato di dare spettacolo agli spettatori presenti in pista ed a casa.

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Verstappen si congratula con Perez al parco chiuso: la Red Bull è riuscita a vincere anche senza “Super Max”

Un week end condizionato dalla pista bagnata, dove però i valori in campo non sono di certo stati particolarmente stravolti. L’unica eccezione, paradossalmente in negativo, è stata la performance del giovane talento di Hasselt. Max Verstappen, sfortuna vuole per i milioni di tifosi del Cavallino Rampante, che la rara giornata di difficoltà del campione del mondo in carica abbia coinciso con la giornata di grazia del compagno di squadra messicano. Va anche detto, però, che la partenza sbagliata di Charles Leclerc non ha aiutato in tal senso, ma è necessario dare a Cesare quel che è di Cesare: la gara di Sergio Perez, dallo start in poi, è stata praticamente impeccabile.

Al netto delle polemiche sulla gestione della Safety Car, il pilota che porta il numero 11 non ha sbagliato nulla sino al traguardo, meritandosi pienamente la vittoria. Ribadisco: se ci siamo tutti indignati per le decisioni di Canada 2019, tanto per fare un esempio, le polemiche sulla penalità di Perez lasciano il tempo che trovano. L’amara constatazione è soltanto una: neanche con un Verstappen “in modalità Tsunoda”, come lo ha nominato Leo Turrini a Spit Stop (clicca qui per saperne di più), la Ferrari di Leclerc è riuscita a tornare alla vittoria.


Autore: Marco Santini – @santinifunoat

Foto: Twitter @F1

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