Ferrari: il modello di sviluppo Mercedes avrebbe dato senso al campionato 2022?

Il Campionato di F1 2022, tra i tanti, ha presentato due modelli che alla fine sono giunti quasi alla stessa conclusione: Ferrari da un lato, Mercedes dall’altro. La differenza in classifica, dopo 22 gare, è stata piuttosto sottile nonostante nella prima metà di stagione la F1-75 si sia lasciata ampiamente preferire alla bizzosa W13 E Performance.

Sintetizzando in maniera estrema, la forbice tra le due monoposto si è sensibilmente ridotta – o forse sarebbe il caso di dire che non si è mai troppo allargata – soprattutto a causa di una Ferrari alle prese con gestioni strategiche cervellotiche, affidabilità intermittente e sviluppi mai convintamente “cantierizzati”.

A Brackley, invece, si sono intestarditi nel provare ad eliminare i difetti dalla W13 arrivando, dopo Spa Francorchamps, a trovare continuità nelle prestazioni che sono iniziate a crescere da Silverstone, quando lo staff diretto da Mike Elliott ha messo una bella toppa al problema del pompaggio aerodinamico.

F1
Lewis Hamilton precede George Russell (Mercedes AMG) – Stagione 2022

F1. La lenta (e mancata) rimonta della Mercedes sulla Ferrari

Update centellinati contro sviluppi costanti e cadenzati. Questi i due paradigmi impostati da Ferrari e Mercedes. Che hanno portato a due andamenti differenti: la F1-75 quasi a fermarsi si botto dopo la pausa estiva, la W13 a progredire rapidamente fino ad mettersi, in alcune circostanze, dinnanzi ai rivali italiani. Un scatto che Mattia Binotto, ormai ex di Maranello, ha notato e per il quale si è prodotto in apparentemente sinceri complimenti.

Non è una sorpresa che siano stati veloci in Brasile. Se guardo alle ultime gare prima di Abu Dhabi, con una scelta di gomme diversa, avrebbero forse vinto altri GP. Penso che semplicemente non abbiano vinto perché hanno sbagliato la scelta giusta di penumatici. Sono state le auto più veloci in gara. Hanno portato un nuovo pacchetto aerodinamico ad Austin che penso abbia funzionato bene. E lo hanno sfruttato“. Queste le osservazioni fatte dal fu team principal della Ferrari che ha riconosciuto il buon lavoro svolto dai rivali.

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Lewis Hamilton (Mercedes AMG) e Charles Leclerc (Scuderia Ferrari) – Stagione 2022

F1. Ferrari bloccata da se stessa

Ma se è si è trattato di un modello efficace, perché il Cavallino Rampante non lo ha mutuato? O quanto meno non ha provato a farlo? Semplice, per via di ostacoli troppo alti per essere valicati. “Fermare lo sviluppo non è stata una scelta; abbiamo semplicemente finito i soldi a nostra disposizione. Eravamo al limite. Non avevamo più l’opportunità di sviluppare la macchina, quindi siamo semplicemente rimasti dove eravamo“.

La strada è stata imposta ma forse è anche stata scelta consapevolmente se si leggono le parole successive: “Non abbiamo compromesso lo sviluppo della vettura del prossimo anno. Ma certamente abbiamo deciso di fermare quello attuale perché bisognava affrontare il costo necessario produrre le parti per poi portarle in pista” aveva riferito il manager nella parte terminale del campionato. E forse anche questo tipo di politica è stata alla base della fatale incrinatura che ha portato le parti ad un divorzio consensuale che probabilmente cela pressioni arrivate direttamente dall’alto.

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Mattia Binotto e Charles Leclerc (Ferrari) durante il GP di Spagna 2022

Non avremo mai la controprova poiché la stagione è archiviata e Binotto è ormai il passato della scuderia italiana. Ma una migliore gestione delle risorse economiche avrebbe forse potuto consentire programmi di crescita più solidi. Cosa non impossibile se osserviamo gli sforzi profusi da Mercedes ma anche dalla stessa Red Bull campione del mondo. Per non dire di team di rango inferiore che hanno letteralmente stravolto in corso d’opera i rispettivi progetti: McLaren, Alpine e soprattutto Aston Martin e Williams.

Probabilmente Maranello paga un apparato di proporzioni ancora troppo vaste che poco si confà alla presenza di una stringente tagliola quale è quella del budget cap. Ecco che non è da escludere che il sostituto di Mattia Binotto sia anche un uomo abile a maneggiare questioni fiscali oltre a quelle tecniche e gestionali. In Ferrari sono in corso profonde riflessioni (leggi qui) dalle quali dipenderanno le sorti del campionato che prenderà il via il prossimo cinque marzo.


Autore: Diego Catalano – @diegocat1977

Foto: F1TV
, Scuderia Ferrari

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