Mettere al centro il pilota per creare un team vincente

Costruire un team di F1 intorno ad un pilota è una strategia vincente? Domanda banale dalla risposta scontata: sì. Ma ad una condizione: quel conducente deve avere determinati doti tecniche per permettere alla scuderia di crescere in maniera prorompente. Tale elemento deve fondersi con la sapienza ingegneristica del gruppo da cui non si può prescindere. Ecco che il quesito posto in apertura andrebbe riformulato. Perché nel motorsport, come in qualsiasi altra disciplina che contempli il team working, è il pacchetto che fa la differenza.

Chiaramente, un conto è puntare su un giovane dalla carriera balbettante un altro è affidarsi ad un talento scafato, ancora affamatissimo e dotato di una spiccatissima ed innata velocità. Indizi che contribuiscono a definire l’identikit di Fernando Alonso che, nel campionato che scatterà tra poco più di un mese, difenderà i colori dell’ambiziosa Aston Martin che si trova nel pieno di una ristrutturazione aziendale che vuole essere la base su cui poggiare un futuro da top team.

La compagine di Silverstone ha già provato a mettere al centro del suo programma un pluri-iridato. Con Sebastian Vettel le cose non sono andate per il meglio. E non di certo per colpa del tedesco che, anzi, è stato sovente capace di estrarre prestazioni da auto che definire critiche è un eufemismo. Mancava, nel biennio 2021-2022, la spinta propulsiva della scuderia che, dopo lo straordinario 2020 disputato sotto le insegne della Racing Point, è stata fagocitata dai cambi interni che non hanno permesso di cavalcare il trend che, da positivo, si è trasformato in estremamente negativo.

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Sebastian Vettel (Aston Martin) – Gp Abu Dhabi 2022

F1. Aston Martin: la speranza di rinascita è affidata alla AMR23

Lawrence Stroll è una persona avveduta. Uno che costruisce un impero finanziario deve necessariamente esserlo altrimenti di strada se ne fa ben poca. Il tycoon canadese è anche un padre amorevole e non farebbe mai uno sgarbo all’adorato figlio che, nonostante prestazioni non proprio da incorniciare, è là al suo posto avvolto dalla bambagia. Ma il cuore non può soccombere alla ragione e per tale motivo, per il dopo Vettel, Mr. Strulovitch ha deciso di portare alla sua causa un vero mastino che tanto ancora ha da dire per via di una fame sportiva che non muore mai.

Aston Martin è reduce da un settimo posto nella classifica Costruttori 2022 in coabitazione con Alfa Romeo che è finita davanti per il miglior piazzamento di Imola. Motivo per il quale si dovrebbe volare basso. Ma le ambizione sono alte grazie alla nuova fabbrica in via di ultimazione, alla galleria del vento che presto sarà operativa, all’ingaggio del succitato pilota spagnolo ma anche a figure chiave come quella dell’ex ingegnere capo aerodinamico Mercedes Eric Blandin che, sul finire del 2022, dopo un anno di gardening, ha preso servizio a tempo permanente in quel di Silverstone.

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Eric Blandin – Aston Martin

Proprio il tecnico francese ha parlato, dal sito ufficiale della scuderia britannica, dello stato dell’arte: “Abbiamo preso tutti i nostri insegnamenti dalla macchina dello scorso anno e li abbiamo applicati alla macchina di quest’anno. Gran parte dell’AMR23 sarà nuova; si tratta di una vettura completamente diversa dall’AMR22. Abbiamo cambiato oltre il 90% delle parti e oltre il 95% delle superfici aerodinamiche sono diverse“. Una necessità dopo che anche il profondo cambiamento apportato dal pacchetto spagnolo che è andato in direzione delle scelte filosofiche della Red Bull non ha sortito effetti sensibili.

Abbiamo implementato alcune innovazioni intelligenti sulla nuova vettura, sono la ciliegina sulla torta – ha proseguito l’ingegnere transalpino – È fantastico quando trovi una piccola scappatoia e puoi usarla a tuo vantaggio, ma non capita spesso di poter basare un’intera auto attorno ad essa. Invece, è essenziale ottenere le basi giuste, e poi puoi aggiungere cose“.

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Aston Martin “AMR22B”, GP Barcellona. Photo Credits: Diego Catalano

F1. Aston Martin: la centralità della figura di Fernando Alonso

L’ex Alpine ha saggiato la AMR22 nei test post stagionali del Bahrain in cui sono state messe alla frusta le gomme 2023. L’asturiano aveva avuto modo di lodare il propulsore Mercedes e, un po’ a sorpresa, una vettura che non aveva trovato proprio da buttare. “Il feedback di Fernando è estremamente preciso – ha raccontato Blandin alludendo a quella sessione – Ha comunicato chiaramente ciò che vuole dalla vettura e ha immediatamente identificato alcune cose che siamo stati in grado di alimentare nel design dell’AMR23“.

La scorsa stagione Fernando ha guidato una macchina molto diversa dalla nostra e più competitiva. Dopo aver guidato l’AMR22 è stato rapidamente in grado di confrontare le due macchine e dire: <<Questo è chiaramente meglio, questo è chiaramente peggio, ed è su questo che dovremmo concentrarci>>.

La nuova Aston Martin sarà svelata il 13 febbraio presso la sede di Silverstone. Non si tratterà di una show car bensì del modello vero e proprio. “Abbiamo portato molti aggiornamenti alla AMR22 e i progressi che abbiamo fatto hanno confermato che siamo sulla giusta traiettoria con la AMR23, che si basa sugli insegnamenti della vettura dello scorso anno. Presenteremo la macchina reale. Non deluderemo i fan“.

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Fernando Alonso a bordo della Aston Martin AMR22 durante i test di fine stagione ad Abu Dhabi

Chi non vuole delusioni, in realtà, è proprio Alonso che in Aston Martin, ovviamente non nell’immediato, vede un’occasione per agguantare quella terza corona iridata che sta provando ad inseguire da quasi vent’anni e per la quale ha cambiato tanti, forse troppi, team. Gli elementi per creare un mix vincente sembrano esserci: i capitali di Stroll senior e di sponsor munifici come Saudi Aramco, le competenze di una squadra infarcita di tecnici di livello, strutture nuove con strumenti all’avanguardia e un pilota da cui apprendere e al quale poggiarsi nei momenti di difficoltà. Ora non resta che mettere in pratica i piani. E qui viene il bello.


Autore: Diego Catalano – @diegocat1977

Foto: F1, Aston Martin

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