Wolff accetta la “politica” Hamilton per il rinnovo

Nel mese di dicembre, la F1, tramite la FIA, aveva imposto un giro di vite sui messaggi politici e sociali espressi dai piloti nei week end di gara. Deroghe? Sì, solo in caso di un’autorizzazione scritta dello stesso ente di Place de la Concorde. Per ratificare la “linea censoria” era stato necessario modificare il codice sportivo all’articolo 12 con l’aggiunta di un comma che specificava che la Federazione considerava una violazione “[…] la formulazione ed esposizione di dichiarazioni o commenti politici, religiosi e personali”. Ciò perché in contrapposizione col principio di neutralità promosso dalla FIA. Le prese di posizione di piloti o personaggi del paddock su questi temi dovranno essere autorizzate “[…] previa approvazione scritta della FIA o dell’ente sportivo nazionale competente“.

La stretta, nelle ore immediatamente successive, aveva generato diverse reazioni. Alcune delle quali non proprio pacifiche perché la visione federale era sembrata immediatamente troppo chiusa ed incompatibile con un mondo che, fortunatamente, è sempre più sensibile a certe questioni. Molti hanno eccepito sul fatto che un pilota non sia un automa, bensì un uomo che può avere idee politiche che ha legittimamente diritto di manifestare. Ma il timore che alcuni messaggi potessero infastidire chi il carrozzone aiuta a mandarlo avanti ha preso corpo. Da qui certe reazioni pruriginose. Alle quali l’organo regolatore del motorsport aveva risposto con fare puntualizzante:

Lo abbiamo fatto in linea con la neutralità politica dello sport come principio universale del Movimento Olimpico sancito dal codice etico del CIO e in ossequio al principio di universalità espresso nell’articolo 1.2 dello statuto FIA. Secondo questa norma la Federazione promuove la protezione dei diritti umani e della dignità umana e si astiene dal manifestare discriminazioni in base a colore della pelle, sesso, orientamento sessuale, origine etnica o sociale, lingua, religione, opinione filosofica o politica, situazione familiare o disabilità nel corso delle sue attività. La FIA si concentrerà sui gruppi minoritari per raggiungere una rappresentanza più equilibrata di genere ed etnia e per creare una cultura più diversificata e inclusiva”.

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Mohammed Ben Sulayem, presidente della Federazione Internazionale dell’Automobile

F1. Lewis Hamilton e Sebastian Vettel i piloti più “politici” del Circus

Tra i conducenti più attivi nella sensibilizzazione del pubblico su certe tematiche che la FIA ha reputato critiche, vi sono di certo Lewis HamiltonSebastian Vettel che si sono spesi molto nel difendere i diritti umani e nel combattere per la causa ambientale. Emblematica la protesta del sette volte iridato quando, al Mugello, nel 2020, si presentò con una maglia che recava la scritta “Arrestate i poliziotti che hanno ucciso Breonna Taylor“. Un pugno nello stomaco ad uno sport che sempre più spesso gira lo sguardo altrove.

Sebastian Vettel, che quest’anno non sarà tra i venti protagonisti che animeranno il mondiale, fu redarguito per non aver rimosso una maglietta che indossava a sostegno della comunità LGBTQ+, in Ungheria. Un Paese non proprio aperto sulla questione. La Federazione, chiaramente imbeccata da Liberty Media Corporate che è proprietà e tiratrice di fili, ha quindi deciso di passare ad una linea meno morbida mutuando il decalogo imposto dal CIO.

Limitazioni che non hanno troppo sorpreso Toto Wolff che negli anni ha mostrato di essere molto sensibile e certe battaglie tanto da accettare di colorare di nero, per due anni, le vetture che definiamo “Frecce d’Argento“. Ora il n°1 di Mercedes AMG F1 sembra più diplomatico nella sua visione delle cose dato che ritiene che sia necessario un maggiore allineamento tra i piloti di Formula Uno e la FIA sulle questioni politiche. Cosa che, attenzione, non significa che sia lecito imbavagliare il dissenso.

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Lewis Hamilton (Mercedes AMG) e Sebastian Vettel (Aston Martin) discutono mentre passeggiano nel paddock

Penso che dobbiamo vedere come andrà a finire – ha spiegato Wolff Comprendiamo che lo sport non è qui per essere coinvolto nella politica. Non ho dubbi che la FIA abbia buone intenzioni e voglia ottenere le cose giuste. Si tratta solo di allinearsi con i piloti che sono stati più espliciti in passato. Ogni volta che Mohammed Ben Sulayem ha parlato con Lewis, e viceversa, si è conclusa come una conversazione positiva. Non ho dubbi che una volta che le persone si siederanno al tavolo insieme, le cose non appariranno così dure come quando sono scritte in bassa stagione“.


F1. Wolff/Hamilton: possibile divergenza con ricadute contrattuali?

Quella di Wolff è una presa di coscienza che sa di terza via. Un compromesso tra il posizionamento del duo FIA/Liberty (che sulla questione ha superato le tensioni che si notano su altre materie) e la lecita necessità dei conducenti di poter dire la propria senza attivare una procedura che scade nella più fastidiosa – e ci sia concesso di dire ridicola – burocrazia.

Questa leggera sterzata verso l’ente federale potrà avere qualche ripercussione nel rapporto con Hamilton? Difficile dirlo, ma è improbabile che accada. Poco più di una settimana fa, Lewis esprimeva parole di totale stima e fiducia nei riguardi del suo capo che non aveva fatto fatica a definire come una sorta di pater familias che veniva incontro alle esigenze personali di ogni singolo dipendente della scuderia anglo-tedesca.

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Toto Wolff e Lewis Hamilton (Mercedes AMG) – Stagione 2022

Le discussioni sul rinnovo contrattuale vanno avanti a fuoco lento. Le contrattazioni entreranno nel vivo quando le parti in causa, Hamilton (o chi ne fa le veci), Toto Wolff, Jim Ratcliffe, Ola Kallenius e molti altri soggetti coinvolti come sponsor ed elargitori di soldi, si incontreranno o quanto meno si vedranno in videoconferenza comunicandosi le reciproche richieste.

In questi giorni si sta facendo il classico toto-cifre. Il rinnovo potrebbe arrivare a quote leggermente più basse di quelle che l’inglese percepisce oggi e dovrebbe trattarsi di un biennale. Mercedes riconosce le qualità di Hamilton che sono emerse anche in un anno difficile come quello trascorso e nel quale il pluri-iridato ha fatto un lavoro oscuro per portare la W13 fuori dalle sabbie mobili tecniche.

Dal canto suo, Lewis sa che la scuderia con la quale sta per iniziare l’undicesima stagione di collaborazione è quella giusta per permettergli di agguantare l’ottavo titolo sfuggito in circostanze piuttosto singolari nel dicembre 2021. Elementi che ci fanno ritenere che il matrimonio proseguirà con reciproca soddisfazione.


Autore: Diego Catalano – @diegocat1977

Foto: F1
, Mercedes AMG, FIA

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