domenica, Giugno 23, 2024

Red Bull: il depistaggio mediatico per “difendersi” dalla FIA

In Red Bull sanno fare parecchie cose. Di sicuro sanno sfornare auto prodigiose e ce ne stiamo accorgendo in questo inizio di mondiale di F1 2023 in cui i campioni del mondo stanno dominando in lungo, in largo e senza appello. Ma in Red Bull sanno anche fare marketing visto che sono degli abilissimi venditori. 

L’avete mai bevuta una lattina di quel fluido energetico che ha fatto le fortune dell’azienda austriaca e, di riflesso, del team? I gusti sono chiaramente personali, ma di certo non parliamo di un qualcosa di esaltante per le papille gustative, almeno è questo il parere dello scrivente. Ma i dirigenti della multinazionale in questione sono stati capaci di infiocchettare un prodotto, abbinargli delle virtù che sfociano quasi nel mitologico ed offrirlo a un mercato di clienti che improvvisamente è diventato vorace e dipendente dalla suddetta bibita energetica.

Se non è questa arte di vendere spiegateci voi quale lo sia. Quando si è sul mercato la psicologia ha un’importanza fondamentale. Bisogna sapere chi si ha di fronte per abbassare le sue difese e trasformarlo in una specie di alleato. L’abile venditore è colui il quale entra nella mente del compratore cercando – e riuscendo – nell’opera di plasmarla, di far diventare necessità dei bisogni che tali non erano. 

Red Bull
Oracle Red Bull Racing F1 Team

Red Bull e il necessario sandbagging

In Red Bull stanno facendo ciò anche con la Formula Uno. Ma stavolta con risultati meno efficaci. I dirigenti della scuderia anglo-austriaca, in poche parole, provano a fare quello che i britannici chiamano sandbagging. Il “sandbagger” è una persona che finge di essere un giocatore peggiore di quello che effettivamente è col fine di trarre vantaggio guadagnando ulteriori punti di handicap e aumentare così le sue chance di vittoria.

Portando il discorso alla lingua italiana – e ci conviene farlo vista l’aria che tira in area Cisalpina – da Milton Keynes provano a depistare, a bluffare, ad agitare le acque. Tentano, insomma, di nascondere il vero potenziale della RB19 per farne ricorso solo alla bisogna, evitando che gli altri si possano agitare e magari iniziare a prodursi in contestazioni o facendo delle richieste di revisione regolamentare presso i plenipotenziari della F1.

È un sentimento comune quello secondo cui Max Verstappen e Sergio Perez si siano nascosti quando potevano farlo evitando di mostrare tutto il vero potenziale della monoposto. In determinate circostanze questo è invece venuto fuori perché non c’era la possibilità di tenere il piedino leggermente alzato dal pedale destro. Il riferimento va al Gran Premio di Jeddah in cui i due piloti si sono scontrati per ottenere il giro più veloce e nel farlo hanno mostrato tutte le carte in tavola, dando distacchi bulgari ai concorrenti che arrancavano alle spalle.

Medesima situazione si è verificata nell’ultimo Gran Premio d’Australia, quando a Max Verstappen è servito tutto il monte-performance per bersi Lewis Hamilton, appena attivato il DRS. Inutile “stendere” dati e numeri, basta ricordarsi delle immagini di un sorpasso che possiamo definire autostradale e dopo il quale l’olandese ha aperto un margine di sicurezza che è riuscito a gestire nonostante le vicissitudini che hanno caratterizzato la gara di Melbourne.

Red Bull
Il “sorpasso autostradale” di Max Verstappen (Oracle Red Bull Racing) a Lewis Hamilton (Mercedes AMG), Gp Australia 2023

Red Bull “smascherata” da George Russell

Dopo il Gran Premio del Bahrain che ha aperto la stagione 2023, George Russell, dipingendo i valori in campo, aveva espresso parole che lasciavano ben poche speranze. Il giovane talento di King’s Lynn aveva detto che la vettura guidata da Verstappen e Perez avrebbe vinto tutte le gare che strutturano il calendario. O, quantomeno, che avrebbero avuto il potenziale per farlo in condizioni normali. A molti era ritornata in mente la magica McLaren MP4/4, quel modello di vettura che fu in grado di portare a casa tutte le vittorie tranne una, quella ottenuta dalla Ferrari nella terra amica di Monza

Per ora la profezia del britannico si sta realizzando. Chiaramente ci potranno essere tanti eventi devianti che spezzeranno questo trend, ma se la mettiamo sul tecnico non sembra che gli avversari possano presentare progetti, carte e strumenti per fare il solletico alla macchina anglo-austriaca.

Sicuramente si stanno trattenendo. Penso che siano quasi imbarazzati a mostrare il loro pieno potenziale perché più veloci sembrano, più lo sport cercherà di rallentarli in qualche modo. Penso realisticamente che abbiano sette decimi di vantaggio sul resto della griglia. Non so quale sia la differenza di ritmo al momento, ma Max non ha motivo di mostrare tutto il potenziale e nemmeno la Red Bull“. Questa la lucida fotografia del portacolori della Mercedes.

Red Bull
George Russell (Mercedes AMG F1) sembra scrutare il futuro

Red Bull: la difesa di Horner e Verstappen

Il vero sandbagger, l’abile giocatore delle trattative di compravendita, possiede anche quel pizzico di faccia tosta e porta avanti le sue idee nonostante la realtà dica ben altro. Perché ciò che davvero conta è allocare il proprio prodotto convincendo la controparte e facendo diventare reale un qualcosa che vive di un’altra natura.

Chris Horner, il numero uno della Red Bull, si è quasi infastidito quando gli hanno riportato le parole di Russell e dell’accusa di giocare a nascondino. La gara di Perez sarebbe la cartina di tornasole della buona fede dei “tori che caricano”. Il ragionamento è semplice: il messicano non si sarebbe potuto nascondere mostrando quindi il vero valore della macchina.

Vero, però il prode Horner ha dimenticato di sottolineare che Perez è stato pesantemente limitato dalle strampalate decisioni prese dalla direzione gara che hanno modificato tutto il piano tattico impostato e probabilmente hanno gli tolto la possibilità di prodursi in una rimonta ben più solida di quella che poi alla fine è riuscito a edificare.

Anche Verstappen ha provato ad allontanare quest’idea di una Red Bull RB19 dominante, ma qualche verità se l’è lasciata sfuggire, vediamo: “Stavamo solamente cercando di sfruttare al meglio la vettura, ma anche di gestire il ritmo. In questa situazione non sapevamo davvero, come tutti, quanto sarebbe durata la gomma dura. Si trattava di portare a casa la vittoria. Avevamo un po’ più di ritmo rispetto agli avversari e non c’era motivo di guadagnare mezzo secondo al giro con il rischio di distruggere le gomme. Sarebbe potuta arrivare un’altra Safety Car o una bandiera rossa, come poi è accaduto. Quindi non era necessario rischiare”. 

Red Bull
Adrian Newey, Max Verstappen e Christian Horner, (Oracle Red Bull Racing)

Nella parte in grassetto, probabilmente, emerge la verità. Ossia quella che riconduce ad un team che sta giocando a guardia e ladri ben conscio del proprio potenziale velocistico. E lo sta facendo per evitare di attirare ulteriori sguardi indesiderati che possono far saltare la mosca al naso a chi comanda in Formula Uno. Non dimentichiamoci mai delle parole di Ross Brawn e Nicholas Tombazis che ebbero a dire che questi nuovi regolamenti tecnici potevano essere passibili di modifiche in corso d’opera qualora fosse emerso un gruppo dominante.

La concezione fortemente anti-meritocratica è stata osteggiata dal rivale principale, Toto Wolff, che ha più volte lodato il lavoro svolto dagli uomini di Milton Keynes. Ma tra i campioni del mondo aleggia ancora questa paura perché per Liberty Media, la proprietà pensante, e la Federazione Internazionale dell’Automobile, l’esecutrice, non è conveniente vedere un mondiale che rischia di essere archiviato con larghissimo anticipo, come ha sostenuto lucidamente George Russell

Le comprensibili ma un po’ maldestre difese mediatiche del mondo Red Bull si stanno rendendo necessarie proprio per scongiurare quel rischio che le carte possano essere mescolate in maniera del tutto arbitraria imponendo un cambio di passo che poco avrebbe a che vederecon i valori dello sport.

L’augurio, quindi, è che nessuna nuova norma intervenga per spezzare questo contesto, ma siano piuttosto le rivali, dunque Ferrari, Mercedes, Aston Martin o qualunque altro soggetto presente in griglia, a recuperare già in questa stagione per chiudere il gap dalla vetta e determinare gran premi più combattuti ed entusiasmanti.


Autore: Diego Catalano – @diegocat1977

Foto: F1
, Oracle Red Bull Racing

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