martedì, Luglio 23, 2024

Ferrari, team di Maranello: lezione di “vita sportiva” da AF Corse

Cinquant’anni dopo la Ferrari è sulla vetta del mondo. L’Hypercar 499P possiede un potenziale enorme che in gran parte si è visto nella gara di endurance più famosa del mondo. Una 24H di Le Mans che al netto della concorrenza spietata ed esperta di Toyota ha ribadito con fermezza un concetto: il marchio con su il Cavallino Rampante è capace di qualsiasi impresa.

Nella giornata odierna, siti web, TV e le prime pagine di tutti i periodici osannano con merito le gesta del team AF Corse, gruppo di lavoro diretto da Antonello Coletta che nella corsa in assoluto più difficile del mondo, non senza soffrire, ha saputo sbaragliare una concorrenza davvero agguerrita.

Poco meno di un anno fa nello storico circuito di Fiorano la 499P ha mosso i primi passi sotto gli occhi di un mondo curioso. A distanza di 10 dieci lunghissimi lustri, costruire un’opera di ingegneria meccanica e partecipare al WEC da protagonisti non era di certo cosa semplice. Figuriamoci realizzare la pole per poi aggiudicarsi un trionfo memorabile. Senza dubbio siamo davanti a una delle più belle pagine mai scritte dalla Ferrari.


Ferrari: capacità sul “campo di gioco” che mancano in F1

Prima di giungere al vero scopo dello scritto una considerazione si fa spazio nella mente. Abbiamo spesso rimarcato l’assenza di John Elkann in qualità di presidente della Ferrari. Il Newyorkese di nascita, nipote dell’indimenticato Gianni Agnelli, ha sempre mostrato una certa “titubanza” nella massima categoria del motorsport.

Pochissima presenza, conoscenza dell’ambiente molto bassa e, almeno da quello che ha fatto vedere con i fatti, scarso interesse verso la Formula Uno. Nel week end francese la passione messa in scena dall’imprenditore e dirigente d’azienda italiano all’interno dei box ha stupito. Lo ha fatto in positivo ovviamente e non possiamo negare che Jaki, in buona parte, vada definito artefice di questo enorme successo pensato, fortemente voluto e brillantemente raggiunto.

A margine di questa premessa una domanda: perché il medesimo ardore non ha mai brillato nei suoi occhi alla guida della Scuderia Ferrari? Chi sa dare una risposta lo faccia, grazie, perché il mistero di questa trasformazione improvvisa in super tifoso e appassionato, sommato al grande interesse espresso verso questo progetto ha un non so che di incantato.

Ferrari
la Ferrari 499P vince la centesima edizione della 24H di Le Mans

“Dedico questo trionfo a tutte le persone che lavorano in Ferrari. Abbiamo partecipato al più importante campionato endurance dopo 50 anni, portando l’Italia sul gradino più alto del podio nel centenario della storica 24H di Le Mans”, commenta Elkann che poi aggiunge: “La vittoria dev’essere un esempio per tutti noi, utile a ricordare l’importanza di avere coraggio e umiltà per migliorarsi sempre”, conclude il presidente della rossa.

Un successo figlio di grande competenza offerta da l’intera squadra: piloti, meccanici e tecnici. Non affatto scontato, considerando la scarsa esperienza e le molteplici incognite quali condizioni metereologiche, tema affidabilità e la preparazione degli avversari. Dove le conoscenze dovrebbero essere al top invece, Formula Uno, le figure barbine (eufemismo) si susseguono.


Ferrari può e deve imparare da se stessa

Lo schiaffo morale che l’AF Corse ha stampato in pieno volto a Vasseur e compagni ha qualcosa di memorabile. Deve fare riflettere molto bene, soprattutto la dirigenza. La stessa a capo delle due categorie in questione. Debuttare in una realtà assai complicata come il WEC e al primo tentativo centrare un successo di tale portata ha dell’incredibile.

Questo sta a sottolineare, se ancora ce ne fosse bisogno, come le competenze siano infinite nel Bel Paese. In F1 il problema non riguarda i presunti individui non all’altezza ma bensì, come sottolineiamo da tempo memore oramai, l’atavica mancanza di programmazione e metodologia del lavoro, aspetto che il team di Maranello deve necessariamente correggere al più presto.

Ferrari
Muretto Ferrari: Laurent Mekies e Frederic Vasseur

Ieri ha vinto la Ferrari. Quella che piace alla gente. Quella genuina e autentica. Una squadra che abbraccia l’unione di intenti come prima filosofia. Solida nelle difficoltà. Un meccanismo perfettamente oliato e funzionante. Chi ha seguito con attenzione l’evento durante il fine settimana si sarà reso conto della grande cura verso i minimi dettagli.

E allora ecco che l’esempio lampante di squadra vincente è in casa, come ha rimarcato Elkann con giustezza. Forse una bella vista del team AF Corse in GES farebbe comodo, non credete?. Una chiacchierata interna, una lezione di “vita sportiva” lontana da occhi indiscreti che possa in qualche modo far luce attraverso linee guida, cambiare i parametri lavorativi e sventare i rischi di fallimento relativi progetto tecnico F1 2024.


Autore: Alessandro Arcari – @berrageiz

Immagini: Scuderia Ferrari

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