giovedì, Giugno 13, 2024

Mercedes: strategie errate e “faida” tra i piloti assottigliano il vantaggio sulla Ferrari

Sofferenza, tremenda sofferenza. Questa la sintesi estrema del Gran Premio del Giappone in cui la Mercedes ha addirittura dato la sensazione di aver raccolto qualcosa in più di quanto seminato a causa di una Ferrari non proprio precisissima con la strategia di Carlos Sainz. Non che nel muretto anglotedesco le cose siano andate meglio visto come si è amministrata la gara di George Russell e dato che si è consentito a quest’ultimo di accapigliarsi con Lewis Hamilton invece di definire un piano tattico più puntuale per provare a tener testa al Cavallino Rampante

Dopo 53 giri che certamente non passeranno agli annali della Mercedes e nei quali si sono corsi forse troppi rischi, Hamilton chiude al quinto posto, mentre Russell deve accontentarsi di una settima piazza dopo una strategia non premiante che nessuno preventivava data l’elevata usura delle gomme su una pista stressante come quella nipponica. Proprio la tattica pone la prima nota di perplessità della domenica degli “uomini in nero”. L’ex Williams ha allungato il primo stint con le medie fino al giro 24 per poi andare su hard fino al termine. 

Mercedes
Lewis Hamilton precede George Russell (Mercedes AMG) durante il primo stint di gara del Gp del Giappone 2023

Nonostante ciò non si è imposto di gestire il passo permettendo ai due compagni di squadra di suonarsele e di perdere tempo in un duello controproducente e che, ai fini della classifica, è servito solo a perdere altri punti che la Ferrari ha gentilmente raccolto e portato a casa. Ora sono solo venti le lunghezze di vantaggio sulla Rossa in una lotta al secondo posto che si sta facendo infuocata. 

Il margine è sempre più esiguo, ma ciò che preoccupa Toto Wolff (assente giustificato per un intervento chirurgico a un ginocchio, ndr) è la dinamica emersa dopo la pausa estiva: la SF-23 sembra generalmente essere più efficace della W14 che non attende altro che il pensionamento.


Mercedes: Hamilton preoccupato dalla Ferrari

Non c’è traccia di soddisfazione nelle parole dei protagonisti del mondo Mercedes che escono da Suzuka con pochissime certezze. Lewis Hamilton si è detto esausto e preoccupato dopo la gara. “La Ferrari ha portato un aggiornamento questo fine settimana e sono stati un po’ più veloci di noi. È stata una lotta infernale. Stavo davvero cercando di resistere. Siamo riusciti a superare Sainz. E’ stato un grande lavoro di squadra e da parte dei ragazzi nel pit stop“.

Era il massimo che avremmo potuto raggiungere oggi. Sappiamo quanto sia importante la battaglia per il secondo posto nel Campionato Costruttori. So quanto sia difficile per tutti a Brackley e Brixworth dove stanno lavorando per raggiungere questo obiettivo. Ridurre al minimo la perdita di punti contro la Ferrari oggi è stato fondamentale. C’è ancora molta strada da fare fino alla fine della stagione“. Queste le lucide considerazioni di Lewis che si è tenuto alla larga da discorsi più “scabrosi” come potrebbe essere quello che riporta al duello con il suo collega di box.

George Russell cerca di essere ottimista ma il tentativo, ad essere onesti, non è proprio ben riuscito: “Prenderemo gli aspetti positivi da oggi. La strategia one-stop non sembrava essere quella ottimale all’inizio della giornata, ma l’abbiamo fatta funzionare meglio del previsto. Alla fine, però, non abbiamo avuto il ritmo per sfidare quelli davanti. Sono contento che abbiamo provato qualcosa di diverso, ma il risultato finale è stato una rappresentazione coerente di quale fosse la nostra velocità“.

Penso che abbiamo raggiunto il massimo che potevamo. Oggi ci sono state molte gare dure ma corrette. All’inizio mi sentivo come se avessi un buon ritmo, quindi stavo cercando di fare progressi. Nelle fasi finali stavamo spingendo ma credo che non avremmo potuto cambiare il risultato. Va tutto bene e fa tutto parte del motorsport.

È stato un weekend impegnativo per noi qui a Suzuka. Cercheremo di capire perché è stato e torneremo più forti per la prossima gara in Qatar”, ha chiuso il conducente di King’s Lynn che è parimenti rimasto abbottonato sugli episodi in cui è stato ingaggiato a duello con Hamilton.

Mercedes
George Russell (Mercedes AMG), settimo al termine del Gp Giappone 2023

Mercedes, strategia perdente

Ciò che ha lasciato perplessi è l’aver risparmiato un terno di gomme hard per poi non sfruttarle determinando una gara complessa per Russell che è stato incapace di difendersi ogni volta che veniva attaccato da un avversario. Andrew Shovlin ha provato a spiegare il perché di una scelta apparsa immediatamente perdente: “Ci siamo resi conto presto che non saremmo stati in grado di sfidare quelli più avanti per il podio. La nostra gara di oggi si è quindi trasformata in una riduzione al minimo della perdita di punti contro la Ferrari”.

Abbiamo diviso le nostre strategie per darci le migliori opportunità. Essere in grado di piazzare una macchina tra le Ferrari è stata un’utile limitazione dei danni, dato che entrambe partivano davanti a noi“. Insomma, chi si accontenta gode. Ma la sensazione è che gestendo meglio le cose Russell poteva essere davanti allo spagnolo.

Alla fine della gara – ha continuato l’ingegnere – le probabilità che George trattenesse Sainz erano relativamente piccole perché la sua strategia a una sosta lasciava la Ferrari con un notevole vantaggio sulle gomme. Il motivo per cui ci siamo impegnati in quella tattica è che avevamo ben poco da perdere. È stata una strategia difficile da portare a termine, George ha fatto un buon lavoro. Alla fine, però, il degrado degli pneumatici era troppo alto per farlo funzionare. Detto questo, abbiamo dovuto proteggere Lewis dal perdere la posizione a favore di Sainz. Visto che era la macchina che poteva finire davanti abbiamo dato l’istruzione di invertire le vetture in pista“.

Mercedes
il britannico Andrew Shovlin, trackside engineering director Mercedes AMG F1

Insomma, Shovlin, come evidenziato dalla parte in grassetto, non ha potuto che fare professione d’ammissione: il piano tattico era assai debole tant’è che nessuno si è sognato di replicarlo. Questa è la lezione che Mercedes si porta via dal Giappone: quando le cose non girano per il meglio è inutile cercare strategie marziane. Meglio un lavoro semplice ma fatto bene che arzigogoli concettuali che non possono pagare senza l’intervento di un fattore esterno come una safety car lunga.


Autore: Diego Catalano – @diegocat1977

Foto: F1
, Mercedes AMG

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