Gp Russia-Analisi gara: la centralina nega la doppietta Rossa

Gp Russia-Analisi gara: la centralina nega la doppietta Rossa


Doveva essere una doppietta Rossa, la seconda consecutiva della stagione, ma la fortuna ha voltato le spalle al team di Maranello regalando la vittoria alla Mercedes di Hamilton. L’inglese, autore di una gara perfetta, ha preceduto sul traguardo l’altra W10 guidata da Valtteri Bottas. E la Ferrari? Il team italiano si è dovuto accontentare del terzo posto con Charles Leclerc mentre, Vettel, è stato costretto al ritiro. La centralina nega la doppietta Rossa.

La gara si era messa benissimo per la Ferrari dopo la partenza visto l’ottimo gioco di squadra. I due ferraristi hanno girato in curva uno in prima e seconda posizione con Vettel, scattato dalla terza piazza, davanti a Leclerc. Una partenza che è stata studiata nei minimi dettagli visto che, Charles, ha concesso la scia al compagno di squadra rimanendo in posizione esterna. Questo ha permesso al pilota tedesco di portarsi in prima posizione scavalcando la Mercedes di Hamilton partito in P2. L’accordo tra i due piloti era quello che, nel caso Sebastian fosse andato in testa alla gara grazie alla scia di Leclerc, il tedesco dovesse restituire la pozione immediatamente. Vettel non ha rispettato questo patto ed ha iniziato, fin dai primissimi giri, a spingere fortissimo per cercare di costruire un gap su Charles (vedi grafico in basso). 

Gp Russia-Analisi gara: la centralina nega la doppietta Rossa

C’è da dire che, sul tracciato di Sochi, è piuttosto difficile seguire il pilota che ti precede, in quanto, sotto i 2,5 s di distacco, gli pneumatici tendono a surriscaldarsi. Per questo motivo Leclerc, molto vicino a Vettel nei primissimi giri, è stato poi costretto a prendersi dello spazio per gestire al meglio le gomme. 

Come è possibile osservare dal grafico in basso, il ritmo di Vettel è stato leggermente migliore rispetto a quello di Leclerc e di Hamilton, partito con gomme medie. Gomme medie che, alla fine, si riveleranno l’arma vincente del cinque volte campione del mondo. Bottas, invece, con questo compound di pneumatici ha sofferto parecchio, infatti, il ritmo del finlandese è risultato mezzo secondo più lento rispetto al compagno di squadra. 

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Il box Ferrari, nel decidere la strategia, ha fatto valere gli accordi pre-gara. Per questo è stato richiamato ai box Leclerc che si trovava in seconda posizione in modo da metterlo davanti a Sebastian. La scelta fatta dal muretto di Maranello non è da considerarsi ne giusta ne sbagliata. Probabilmente senza il problema di Vettel staremo discutendo di una doppietta tutta Rossa. Personalmente, visto che non si sta lottando per il titolo mondiale, credo sia veramente insignificante privilegiare un pilota nei confronti dell’altro. Ma per la buona armonia della squadra, visto che esisteva un patto, si è pensato di ristabilire le posizioni iniziali. Scelta strategica che non ha compromesso il risultato finale visto che, la vittoria, è sfuggita principalmente per la rottura di Vettel e il conseguente regime di Virtual Safety Car

Virtual Safety Car esposta per un problema tecnico capitato a Vettel dopo la sua sosta ai box. Il pilota tedesco, dopo il pit stop, è stato costretto a parcheggiare a bordo pista la sua SF90 per un problema al sistema ibrido, provocato da un failure della centralina che comanda tutto il sistema ibrido. Gli ingegneri, per motivi di sicurezza, hanno indicato al pilota tedesco di spegnere immediatamente la macchina. Vettel ha prontamente ubbidito ed ha parcheggiato la sua vettura in curva 15, dove era collocata un’uscita di emergenza indicata con un cartello di color arancio. A conti fatti la centralina nega la doppietta Rossa.

Mercedes, partita con le medie, aveva in mente proprio una situazione del genere. I tecnici del team di Brackley avevano capito che in pista la Ferrari sarebbe stata imbattibile. Per questo hanno deciso di partire con le medie ed allungare il più possibile il primo stint. Lo scopo era quello di “pittare” nel caso fosse uscita una Safety Car o Virtual Safety Car. L’occasione è arrivata grazie al ritiro di Vettel e subito, gli uomini della Mercedes, ne hanno approfittato per fermare entrambi i piloti, montando le Soft

Il ritmo della W10, in condizioni di gara, era sicuramente a livello della Ferrari ma, le chance di vittoria, erano piuttosto ridotte nel caso di corsa lineare. 

Gp Russia-Analisi gara: la centralina nega la doppietta Rossa

Con gomme soft, la W10, si è ben comportata. Hamilton è riuscito ad allungare fin da subito sul duo BottasLeclerc. Il cinque volte campione del mondo ha poi conquistato il punto addizionale avendo ottenuto, negli ultimi giri, il best lap della gara.

Gp Russia-Analisi gara: la centralina nega la doppietta Rossa

Per quanto riguarda la scelta di Leclerc di montare le Soft in regime di Safety Car la decisione è stata principalmente del pilota, volendo lottare, a parità di gomma, con le due Mercedes. Questa situazione ha fatto perdere una posizione al monegasco, rientrando in pista terzo anziché secondo. Una decisione condivisibile perché si è cercato di andare a vincere la gara, senza pensare esclusivamente ad un piazzamento. Montando gli pneumatici Medium, la vittoria, era impossibile da raggiungere.

Leclerc, seppur nettamente più veloce di Bottas sul dritto, non è mai riuscito ad impensierire il pilota finlandese. La Mercedes è riuscita a far valere la supremazia nel terzo settore. La maggior performance nel tratto guidato permetteva a Valtteri di uscire con del vantaggio dall’ultima curva che immette sul lungo rettifilo. Il ritmo tra Leclerc e Bottas, come è possibile vedere anche dal grafico, era troppo simile per riuscire ad effettuare un sorpasso, malgrado l’utilizzo dell’ala mobile da parte del monegasco, che, su questo tracciato, dava un beneficio di circa 10 km/h. 

Autore e grafici: Cristiano Sponton@csponton

Foto: Ferrari

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