UFFICIALE – Carlos Sainz Jr. è un pilota della Ferrari: i motivi della scelta

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UFFICIALE - Carlos Sainz Jr. è un pilota della Ferrari: i motivi della scelta
Carlos Sainz, futuro pilota della Scuderia Ferrari

Mancava solo l’annuncio ufficiale. Che è appena arrivato: Carlos Sainz Jr. è il nuovo compagno di squadra di Charles Leclerc a decorrere dal primo gennaio 2021 con scadenza 31 dicembre 2022. Contratto biennale (con opzione per un terzo) per lo spagnolo che prenderà il posto di Sebastian Vettel il cui destino è ancora tutto da scrivere. Nessun colpo di scena, dunque, in una vicenda che si chiude ancor prima che il mondiale abbia inizio (se avrà inizio) e che metterà due piloti (tre con Ricciardo appena annunciato in McLaren, leggi qui) in una situazione davvero particolare. Ossia quella dei dimissionari forzati che, ad un certo punto del campionato, saranno probabilmente estromessi dalle riunioni tecniche per evitare che portino altrove segreti progettuali che i team custodiscono gelosamente. Di certo è abbastanza strano che un quattro volte campione del mondo e il futuro titolare della squadra più prestigiosa del pianeta si trovino a dover disputare una stagione intera in regime di transizione. Una sorta di grande limbo sportivo che potrebbe avere ricadute sulle prestazioni. Ma questo è un qualcosa che solo la pista confermerà o meno.

Perchè la Ferrari ha puntato in maniera convinta sul talento spagnolo? Sono diversi i motivi che hanno indotto Binotto ad operare un cambio che, per ora, osservando il registro dei commenti sui social network, non ha ancora infiammato il popolo rosso che aveva fatto la bocca a Daniel Ricciardo. O magari a quel Lewis Hamilton che dovrebbe chiudere la carriera sotto le effigie della Stella a Tre Punte.

La prima motivazione di questo matrimonio è sicuramente di carattere ambientale. Inteso come capacità di adeguamento al nuovo contesto: Sainz è un latino, quindi ha un’indole molto affine a quella del popolo italico. Inoltre conosce molto bene il nostro paese avendo militato, dal 2015 al 2017, nella faentina Toro Rosso. Particolare non di secondo piano è anche la capacità di comprendere e parlare fluentemente l’idioma italiano. Punti, questi, che dovrebbero consentirgli di superare in scioltezza l’impatto con una realtà che, pertanto, non sarà nuova nella sua globalità.

UFFICIALE - Carlos Sainz Jr. è un pilota della Ferrari: i motivi della scelta
Carlos Sainz, pilota della Scuderia Ferrari dal 2021

In un momento storico particolarmente difficile sul versante economico l’opzione Sainz presenta solo vantaggi. Vettel percepisce un ingaggio mostruoso rispetto a quello del neoferrarista che dovrebbe attestarsi su cifre vicine a quelle che incamera Leclerc. Un dettaglio di non poco conto considerando che non si andranno ad ingenerare gelosie di carattere salariale. La coppia è finanziariamente equilibrata, cosa che crea condizioni favorevoli nel caso in cui uno dei due dovesse mettersi a disposizione dell’altro nel conseguire un dato obiettivo di classifica. In soldoni: con uno stipendio paritario l’ordine di squadra è più digeribile.

La giovane età è un altro fattore che ha pesato sul piatto della bilancia. Vettel va per i 33 anni. Inoltre è parso in fase discendente e, dalle parole che ha rilasciato subito dopo l’ufficialità del divorzio, è sembrato anche svuotato negli stimoli. Almeno in rosso. E si sa che la determinazione mentale è elemento decisivo per sciorinare performance brillati e costanti. Sainz arriva carico a pallettoni, dopo un 2019 sugli scudi e con la consapevolezza di partire alla pari con Leclerc. Un duo che consentirà alla Ferrari di una avere quella serenità e quella stabilità tecnica che spesso è stata alla base della stagione dei trionfi di diverse scuderie.

Da un punto di vista prettamente tecnico la Ferrari ha riposto fiducia in un pilota di sicura affidabilità e di comprovata velocità. Un driver che ha ancora ampi margini di miglioramento e che contestualmente porta in dote una discreta esperienza. Un professionista che ha dato prova di andare in crescendo nella sua carriera nella massima categoria. La sua stagione migliore è sicuramente quella 2019. Dopo un avvio balbettante si è imposto in maniera netta agguantando un sesto posto nella classifica finale alle spalle di quel Vettel di cui prenderà “l’ufficio”. È vero che Red Bull ha avvicendato i sui driver a campionato in corso, ma non era scontato per lo spagnolo mettersi dietro una delle due creature di Adrian Newey.

Sainz, anche questo va sottolineato a chiare lettere, è un performer veloce che però non dà la sensazione di essere ancora un fuoriclasse. Specie in qualifica che rappresenta un fondamentale nel quale deve migliorare e che potrebbe immediatamente segnare una netta differenza con Leclerc che della specialità è un “finisseur”. Una coppia leggermente sbilanciata – e lo dimostra la differenza della durata del contratto – potrebbe essere un elemento consono alle necessità di Maranello. Così come avvenuto in passato, così come succede in altre scuderie che hanno un attaccante di peso e un gregario a girargli intorno.

C’è un’ultima questione – mi sia concessa l’ironia – che avrebbe potuto muovere le azioni dei decisori rossi: la scaramanzia. Dopo Alonso, Vettel e il Raikkonen-bis poteva essere Hamilton l’ennesimo campione del mondo a cavalcare il cavallino rampante. Ma, visti i precedenti, Binotto, Camilleri e John Elkann potrebbero aver saggiamente deciso di non stuzzicare il fato. Per la serie “Non è vero ma ci credo”.

UFFICIALE - Carlos Sainz Jr. è un pilota della Ferrari: i motivi della scelta
Charles Leclerc e Carlos Sainz Jr: la nuova coppia della Ferrari

Puntare su Carlos Sainz Jr. non è stato un atto di coraggio ma una scelta oculata, ponderata, soppesata a lungo. A meno che Leclerc non riesca a prendersi l’iride, Maranello presenterà una line-up senza campioni del mondo. Ma si tratta comunque di un coppia ben assortita, sia tecnicamente che umanamente. Mattia Binotto ha scelto la strada che non porta al nome di grido. Ma non è detto che la risoluzione non paghi. Sainz si sposa perfettamente con la linea tracciata dal team principal di origini svizzere che sta portando un team relativamente giovane alla costante crescita. Che ha l’obbligo di sfociare, finalmente, nella piena maturazione tecnico-sportiva di un realtà che deve essere in Formula Uno non sono per competere a buoni livelli ma per provare a vincere.

Vettel difficilmente riuscirà a chiudere la sua epopea rossa con quel mondiale che ha sempre sognato. Ne ha colpe? Sicuramente sì se guardiamo il campionato 2018. Ma la Ferrari non deve sentirsi scevra di responsabilità perché non è mai stata in grado di offrire continuità tecnica a quello che per cinque anni è stato il suo pilota di punta. Quando l’ha fatto, nel 2017, è crollata come un castello di carte nel momento di chiudere la pratica: la sciagurata trasferta asiatica consegnò, sul proverbiale piatto d’argento, il titolo ad Hamilton.

Su Sainz e Leclerc graverà una grande peso. Ma sul team, nei limiti del possibile, ve ne sarà ancora di più. Con l’acquisizione dello spagnolo si è chiusa l’era della gestione sportiva precedente. Questo è, in tutto e per tutto, il team di Binotto, di Camilleri e di Elkann. Sono loro a dover mettere i due ragazzi in condizioni di vincere trasformando la Ferrari in una scuderia dominante.

Autore: Diego Catalano – @diegocat1977

Foto: Alessandro Arcari – @berrageizf1F1Ferrari

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