Todt a cuore aperto: “Non ho gestito il caso Ferrari da solo…”

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La FIA non cercherà di limitare lo strapotere Mercedes come avvenuto invece in passato...
Jean Todt, presidente della Federazione Internazionale

Todt a cuore aperto: “Non ho gestito il caso Ferrari da solo…”


Il coronavirus ha costretto tutto il mondo ad una pausa di riflessione forzata. Periodo sfruttato dai manager d’azienda e dagli enti sportivi per valutare nuove idee e sistemare ciò che non andava al loro interno. Il focus: assicurarsi un futuro migliore. Come abbiamo avuto modo di vedere, la Formula Uno ha pensato di introdurre una serie di nuove norme relative al budget cap e allo sviluppo aerodinamico. Regole, i cui effetti inizieranno a vedersi forse da circa metà della prossima stagione. Nessuna di esse avrà un impatto diretto sulla stagione 2020, a parte lo sviluppo delle monoposto condizionato inevitabilmente dalla durata ridotta che questa avrà…

Dopo mesi di attesa, finalmente il campionato potrà iniziare il 5 luglio in Austria, sul tracciato del Red Bull Ring. A pochi giorni dallo ‘spegnimento dei semafori’, Jean Todt (presidente FIA) ha rilasciato una videointervista, riportata poi dal ‘Corriere della Sera’, in cui ha parlato del futuro della categoria e si è lasciato andare in interessanti opinioni in merito ai prossimi impegni della Ferrari, l’addio di Vettel e quella che sarà la gestione dei piloti all’interno della Scuderia dal 2021 in avanti. Ultimo ma non certo per importanta, il caso power unit, sul quale però contrariamente alle altre volte ha cercato di fare un po’ il ‘pilato’…

Todt a cuore aperto: "Non ho gestito il caso Ferrari da solo..."
Red Bull Ring, sede dei primi due appuntamenti della stagione 2020

Un periodo di cambiamenti

Il numero uno della Federazione ha voluto in prima istanza congratularsi con tutta l’equipè che ha preso parte ai processi decisionali garantendo un futuro alla categoria, si spera, migliore.

“Abbiamo lavorato gomito a gomito assieme a Chase Carey e al suo gruppo coinvolgendo anche i team. Un ottimo lavoro di squadra. Abbiamo approfittato di questo periodo per pensare al futuro della F1. In gioco non c’era solo questa stagione, ma molto di più. Dovevamo essere ambiziosi per raggiungere risultati indispensabili per la categoria. I costi avevano reso lo sport insostenibile. Il divario fra grandi, medi e piccoli team era diventato troppo ampio”.

Parlando della Formula Uno che verrà impossibile non affrontare il tema power unit e la loro ecosostenibilità: “Il mondo ormai è molto sensibile al cambiamento climatico. Che disastro sarebbe ora se in F1 non fossero stati introdotti i motori ibridi? Tuttavia ci troviamo ad un bivio: la mobilità sta cambiando e il motorsport deve essere sempre più un laboratorio se vuole sopravvivere. Lo si deve fare per l’ambiente e per garantire sicurezza”.

Todt a cuore aperto: "Non ho gestito il caso Ferrari da solo..."
Power unit Mercedes W11

Attualità

Tra tre settimane si saprà il nome del primo vincitore del 2020… Quali saranno i valori in campo? Il format riguardante le gare sprint avrebbe potuto rendere la stagione più interessante? E cosa pensa Todt dell’addio alla Ferrari di Sebastian Vettel?

“Chi era forte resta forte. Non avendo ancora mai girato sarà interessante vedere i frutti del lavoro svolto dai motoristi senza avere riscontri dalla pista. Può sempre accadere qualcosa di imprevedibile… Gare sprint? Bisognerebbe sfruttare le opportunità offerte da un momento simile. Avere due Gp sulla stessa pista consentirebbe di effettuare dei tentativi. La gara sprint era una possibilità. La proposta non è stata accettata. Serviva l’unanimità delle squadre, ma non è ancora detto che non troveremo altre idee innovative.”

“Divorzio tra Vettel e la Ferrari? Non me la sento di giudicare. Sebastian è un pilota di grande talento e non ha ancora una macchina per il 2021. Spero per lui e per la F1 che l’avrà. L’automobilismo è una combinazione fra uomo, macchina e squadra. Per vincere bisogna raggiungere un’alchimia tra le tre cose. Se manca uno di questi elementi gli altri non funzionano, è una storia già vista. Senza la macchina né AlonsoVettel sono stati in grado di imporsi. Sebastian ha vinto al volante di vettura competitiva. Lo stesso Schumacher: arrivato in Ferrari nel 1996 ha dovuto aspettare fino al 2000 per vincere il titolo. Puoi avere talento, ma senza vettura, team e affidabilità, non ce la fai. Bisogna mettere tutto assieme“.

Todt a cuore aperto: "Non ho gestito il caso Ferrari da solo..."
Sebastian Vettel, Scuderia Ferrari

Possibilità di vedere il marchio Ferrari altrove

Complice i tagli al personale che i team dovranno affrontare, la squadra di Maranello sta valutando anche altri impegni. IndyCar e Le Mans sono una possibilità. Qual è l’opinione dell’ex amministratore delegato e direttore generale del Cavallino in merito?

“I team saranno chiamati ad effettuare degli aggiustamenti nel proprio organico. come in tutti i settori economici. Non aveva senso spendere più di mezzo miliardo l’anno. Era una questione di sopravvivenza…  Detto ciò, sarei felice di vedere Ferrari, Mercedes, Red Bull con un costruttore sfidarsi a Le Mans con le ‘Hypercar’. Mi farebbe tornare giovane. A cavallo degli anni 60’ – 70’, i piloti correvano ovunque. Jim Clark e Jochen Rindt prendevano parte a più categorie nello stesso fine settimana. Battaglie uniche. Un week end a Le Mans c’era il duello Ford-Ferrari, in quello successivo gli stessi uomini si sfidavano in F1. Erano straordinari”.

Gestione piloti Ferrari

Con l’addio di Vettel, la squadra si augura di aprire un nuovo ciclo con due giovani piloti alla sua corte: Charles Leclerc e Carlos Sainz Jr. Lo spagnolo ha già rimarcato il fatto di non voler essere considerato un numero due, ma Jean Todt ha le idee già molto chiare su come andranno le cose nel 2021.

“Chi sarà il numero due? Bisognerebbe chiederlo a Binotto non a me. Numero uno, numero due. Sono tutte str… Chi sarà davanti dopo 4-5 gare stabilirà le gerarchie. È così in tutte le squadre”.

Binotto
La futura coppia ferrarista, Charles Leclerc e Carlos Sainz

Caso power unit Ferrari

La FIA lo scorso anno si era presa la bega di controllare l’illegalità del propulsore del Cavallino. Controllo che poi ha portato ad un accordo che ha scatenato l’ira funesta degli altri motoristi sia su Maranello che sulla Federazione. Dopo il mancato Gp d’Australia (marzo) gli animi si sono placati, ma inevitabilmente torneranno a riscaldarsi a breve con la ripresa delle attività in pista. Di seguito il pensiero con cui Todt ha chiuso la sua intervista.  

“Sono chiacchere che non si possono evitare. Funziona così. Durano una settimana e poi si passa ad altro. La verità è che quando ho accettato questo incarico sapevo di dover prendere i lati postivi e anche quelli negativi del mio lavoro. Ho la coscienza pulita. Per me è importante essere trasparente con i membri della FIA, e mantenerne l’etica. Il resto fa parte del mio ruolo, incluse le voci spiacevoli. Il caso è stato gestito con professionalità nel rispetto delle regole. Su tante cose prendo delle decisioni sulla base di ciò che mi viene suggerito da chi possiede le informazioni. Non agisco completamente da solo…”


Autore: Marco Sassara@marcofunoat

Foto: Alessandro Arcari – @BerrageizF1Formula Uno

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