Analisi on board Gp Stiria 2020-Ferrari: confusione totale dentro e fuori la vettura

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Analisi on board Gp Stiria 2020

Analisi on board Gp Stiria 2020-Ferrari: confusione totale dentro e fuori la vettura


Solo due curve. “Per lo meno intense” mi verrebbe da dire ironizzandoci su. Una fiammata rossa. Un ultimo guizzo di dolore e poi la quiete. Non assistere all’ennesimo scempio Ferrari, che ancora una volta prometteva dare il meglio di se, forse non è stato poi così male. Gran Premio di Stiria, Giro 1. Poteva succedere a chiunque… del resto sono solo corse. Ma chissà perché ci sono ancora le Rosse di mezzo. Come due anni fa a Singapore e l’anno scorso in Brasile.

Con ogni probabilità è la prima volta che lo faccio. Ore 15:22 di domenica 12 luglio 2020. Decido di metter mano a Twitter durante una gara di Formula Uno: “Giusto epilogo di una squadra allo sbando totale” sostegno.

Sei stato severo!” asserì.

Dici?” domandai con fare sconcertato.

Sì… hai esagerato confermò.

Addirittura?” chiesi ancora interrogandomi più seriamente.

Vedi tu…” replico con fermezza.

Stavo conversando con la mia coscienza dopo il twit. Riflettendoci su, malgrado mi sforzassi a trovare in me una controparte cortese, non riuscivo assolutamente a sentirmi in colpa per il concetto espresso. Il palcoscenico della mediocrità era oramai costantemente calcato, proponendo continui vaniloqui recitati da queste inutili facce di cera Rossa, incapaci di sovvertire uno spettacolo scadente, dozzinale. Visi esangui, smunti dalla consapevolezza della sconfitta. Accigliati dall’incontinenza verbale riversatagli contro con foga. A proprio agio solamente dietro le quinte, dove le scuse diventano superflue e l’angoscia lascia spazio all’indifferenza.

La Ferrari SF1000 continua ad essere un carciofo. Malgrado i “miracolosi” aggiornamenti che avrebbero voluto, potuto e dovuto fare la differenza. Regalare una speranza abbracciando un risultato incoraggiante, costruttivo. E invece no. L’ennesimo miraggio si sgretola come sabbia in un pugno chiuso. Crederci significa immaginare un risultato originato da sogni. Costruirlo da zero e ricorrerlo a perdifiato. Con tenacia e vigore proprio come fece il “creatore”: Enzo Ferrari. Non credo sia una minchiata sostenere che siamo parecchio lontani da questo concetto…


Analisi on board Gp Stiria 2020Ferrari: Premessa

Cerchiamo di chiarire immediatamente un punto: non siamo affatto in un tribunale. Al contrario, non trovo giovamento alcuno nello scovare colpevolezza. Come ho scritto nell’ Ingegnere del Lunedì (fatti un giro se ti va), non c’entra un cazzo il casino combinato in pista o la competitività latente della SF1000. Le difficoltà estreme patite dal team di Maranello affondano le radici in ben altre tematiche, legate principalmente ad un aggettivo che definisce a meraviglia l’attuale società: ASSENZA. Mi limiterò pertanto a riportare i fatti, nudi e crudi, lasciando giudicare a voi il verdetto espresso dalla pista. 

La domenica era più che altro attesa per verificare la monoposto. I riscontri scarsi ottenuti il venerdì, confermanti il sabato dalla prima qualifica inzuppata della stagione, non lasciavano molto spazio alle speranze. Sebbene i punti si distribuiscano durante la gara, le aspirazioni del team italiano miravano ad altro. Uno scopo preciso: stoccare quanti più dati possibili per studiare i cocci dell’ennesimo fiasco progettuale. Sebbene non ci sia molto da analizzare a livello tecnico, ci sono comunque un paio di spunti interessanti da valutare.


Analisi on board Gp Stiria 2020Ferrari: La Numero 16

Dopo uno strepitoso secondo posto ottenuto nel Gran Premio d’Austria, la voglia di ripetere l’ottimo risultato era altissima. Doti e determinazione fanno di Charles Leclerc un pilota eccezionale. A qualifica infelice “ingerita”, peraltro con l’aggravante della penalità per impending, il giovane talento monegasco scattava dalla quattordicesima posizione. Svolto il briefing mattutino con gli ingegneri, la scelta condivisa dal team è stata quella di diversificare la strategia rispetto a Sebastian. Puntando su di una partenza sprint per recuperare quante più posizioni possibili al via, si è deciso quindi di montare le calzature Soft per godere dell’extra grip fornito dagli pneumatici più morbidi. Charles era carico, desideroso di rimediare ad una situazione non troppo favorevole. 

partenza Leclerc fino all’incidente in curva 3

Malgrado i compound più prestazionali lo scatto della numero 16 non è dei migliori, con una leggera doppia pattinata in prima e seconda marcia. Al contrario, lo spunto di Sergio Perez collocato davanti a lui è ottimo, consentendoli di superare Sebastian Vettel. Mentre a sinistra, l’AlphaTauri di Daniil Kvyat con gomme Medium, lo affianca in curva 1 superandolo poi nella retta successiva.

A questo punto Leclerc vede il posteriore della vettura di Vettel e comincia a prenderne la scia cercando di recuperare la posizione sulla Haas di Magnussen, bravo a realizzare una traiettoria esterna che gli consentirà una miglior trazione. Sebastian percorre tutta la retta che divide curva 1 da curva 3 sull’estrema destra della pista, per poi allargare la traiettoria verso sinistra giunto alla staccata. Charles s’illumina di immenso, vede un pertugio e non ci pensa due volte. Allunga la frenata e si butta all’interno della numero 5.

Lo spazio è angusto. La vettura del monegasco monta sul cordolo nel disperato tentativo di evitare il contatto con il compagno di squadra. Sfortunatamente non ci riuscirà. Il risultato è un disastro. Il tamponamento squarcia l’ala posteriore di Vettel, provocando l’entrata della Safety Car. Charles si dirige immediatamente ai box anticipando il quattro volte campione del mondo che procede lentamente lungo la pista. Anche i danni della numero 16 sono evidentissimi, con il fondo nella parte sinistra della vettura completamente sventrato. Giunto ai box inizia una conversazione per certi versi surreale. 

L’ingegnere di pista del monegasco, Xavi Marcos, si apre in radio: We are changing front wing“. Il ferrarista, allo scuro dell’entità dei danni risponde preoccupato con una domanda: What about the rear?” per poi aggiungere: “Put minus 5 clicks if it’s something in the rear… or minus 7… I don’t know” dando indicazioni per una configurazione dell’ala anteriore appropriata alla situazione. “Ok we can… you can go…” replica Marcos dando incredibilmente il via libera per tornare in pista. Ancora in pit lane, Charles non ha tuttavia ricevuto nessun feedback dal muretto, fondamentale per metterlo a conoscenza del comportamento della vettura.

Il monegasco si riapre in radio e chiede ancora: Is everything fine on the rear?“. Passati una decina di secondi Marcos si palesa, ma per la seconda volta ignora la domanda limitandosi a elargire indicazioni e parametri per il regime di Safety Car: “Ok, the track is clear, track clear. Slow button on… slow button on. Charles insite preoccupato, e per la terza volta formula la stessa domanda con un tono di voce quasi dimesso…

Is everything fine on the rear?“. Finalmente il fulgido muretto box Ferrari delinea una risposta “geniale”: “So… we see some damage on the floor“. Segue una domanda di Charles che dimostra come abbia capito più lui la gravità del danno che gli ingegneri: “A big damage, no???“. Marcos fa finta di niente dicendogli di stare sulla destra. Due curve e Leclerc si apre ancora in radio: “No no guys… there’s something wrong eh? alludendo ad un danno serio per poi aggiungere quasi stizzito:Can you please tell me… is big damage?… small damage?… what is it?“. Pacatamente, Marcos ribadisce la situazione: We still don’t know we saw some damage on the left rear of the floor… that’s what we saw“.

Leclerc ne prende atto. Dopo aver percorso mezza pista in regime di Safety Car fa sapere che la vettura è molto difficile da guidare, nutrendo seri dubbi su continuare o meno la corsa. Ma Xavi Marcos non sembra essere troppo preoccupato al riguardo, focalizzandosi su due comandi: differenziale in entrata su di un punto aumentando di un valore il brake save. Un altro paio di curve e finalmente arriva il verdetto:

So… Charles we are missing downforce on the rear” fa sapere l’ingegnere spagnolo con un “colpo di genio”. Il monegasco risponde con una domanda repentina, chiedendo con enfasi di quanti punti di carico si stia parlando. “I’ll come back to you on that” esclama Marcos. Riaprendosi in radio dopo aver consultato la telemetria: “Around… around hundred” sentenzia. La reazione impulsiva di Charles è un filo stringata ma del tutto effettiva: “Oh… fffuck!

Il Gran Premio di Stiria per la numero 16 è finito. In ultima analisi mi resta davvero difficile capire come si possa gestire una situazione del genere talmente grossolanamente.

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Il fondo divelto della numero 16

Osservando la foto in alto non credo servisse troppa tecnologia per capire. Basta una rapida occhiata per redensi conto della gravità del problema. Un fondo divelto in quella maniera, peraltro in una zona delicatissima a livello aerodinamico, genera una perdita di deportanza mostruosa. Ma non solo! Mette in pericolo l’incolumità del pilota rendendo la monoposto totalmente instabile in pista. A mio parere, l’ambigua gestione del contesto mette in luce lo stato tecnico tattico confusionale in cui la Scuderia Ferrari verte oramai da tempo memore.


Analisi on board Gp Stiria 2020-Ferrari: La numero 5

Il primo round del mondiale 2020 sarà ricordato da Sebastian come un incubo. La sua vettura non ne voleva proprio sapere di stare in pista, facendo le bizze per tutta la durata dell’evento. Malgrado le diverse correzioni apportate durante la gara, la monoposto di Sebastian continuava a palesare grossi problemi di bilancio (clic qui per leggere l’analisi on board di Vettel), che hanno di fatto costretto il tedesco a remare tutta la corsa. Il nuovo pacchetto aerodinamico anticipato rispetto alla tabellina di marcia non ha funzionato a dovere, anche se per lo meno sembrava aver risolto quel fastidioso comportamento incontrollabile della Rossa del pilota di Heppenheim. A differenza del compagno di squadra la scelta degli pneumatici cade sulle Medium, con l’ovvia intenzione di allungare il primo stint nella speranza di poter recuperare posizioni, potendo poi sfruttare le gomme più prestazionali durante la seconda parte del Gran Premio con i serbatoi alleggeriti. 

partenza Vettel fino all’incidente in curva 3

Malgrado lo stacco frizione del tedesco non sia affatto male, il grip della gialla non è granché. Sebastian perde immediatamente la posizione su di un ottimo Norris, prima di essere infilato anche dal messicano Perez, autore di una partenza a fionda. Alla prima curva é costretto all’interno, affiancato dalla Haas di Magnussen. Prendendo la scia di Russel tenta poi di recuperare posizioni nel dritto che porta alla staccata di curva 3. Anche qui la sua traiettoria é obbligata, sfiorando addirittura l’erba a metà del retta. Giudiziosa e anticipata, la frenata di Sebastian punta il centro della curva, allargandosi verso sinistra per cercare una trazione ottimale in uscita curva.

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Charles Leclerc travolge la numero 5

Il triste epilogo lo si evince dalle immagini. Leclerc travolge letteralmente Sebastian, sradicando l’ala posteriore del quattro volte campione del mondo. Investito dall’impetuosa onda d’urto il tedesco “soccombe”. Scioccato e deciso a capire cosa sia successo si apre in radio: 

Ok i have damage, somebody took off my rear wingcommenta. Adami lo invita ad entrare nei box. Vettel risponde affermativo non capendo cosa sia successo: Copy box, i don’t know who that was… box box“. Giunto in pit lane scorge i meccanici al lavoro sulla numero 16 e immediatamente capisce.

Adami gli conferma il ritiro. Dopo aver spento il motore Seb fa una pausa di riflessione. Poi si apre in radio e con un botta e risposta centra in pieno il punto della situazione. “Is that for sure? Yes… it’s probably for sure. Una pausa e la conferma di Adami giunge: It’s for sure yeah… to many damagesthat’s right“.

La delusione per l’ennesimo incontro ravvicinato con il compagno di squadra investe il tedesco, trasformando palesemente il suo tono di voce mentre prova a spiegare come ha vissuto il momento: “I dont Know what that was. I… was taking it easy into turn 3 and then somebody… went up completely on the inside rear of my self. Aahhh…“.

Il sospiro finale potrebbe voler dire molte cose. Lascio a voi interpretarlo…


Autore: Alessandro Arcari – @BerrageizF1 

Foto: F1 TV


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