GP Belgio 2020-Analisi gara: Ricciardo ha complicato la vita a Verstappen

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GP Belgio 2020-Analisi gara

GP Belgio 2020-Analisi gara: Ricciardo ha complicato la vita a Verstappen


Hamilton coglie la vittoria stagionale numero 5 e allunga nella classifica mondiale. Ora i punti di vantaggio su Verstappen sono 47 con Bottas staccato di 50 punti.  Iniziamo questa analisi del Gp del Belgio parlando della Renault, vera sorpresa di questo fine settimana. Si è parlato molto del team francese e alcuni hanno sollevato qualche dubbio visto che sono stati veloci dopo aver ritirato il ricorso nei confronti della Racing Point. Questa improvvisa rinascita non è da imputare a particolari sviluppi tecnici della scuderia francese ma è dovuta esclusivamente al layout del circuito che ben si addice alle caratteristiche della RS20.

La monoposto di Ricciardo ed Ocon si adatta molto bene a piste da basso carico aerodinamico mentre soffre dove serve molta downforce. Questo lo possiamo vedere anche analizzando il distacco chilometrico su Mercedes. Su circuiti come Budapest e Barcellona dove serve tanto carico verticale, Renault, ha ottenuto i peggiori risultati della stagione mentre, man mano che si scaricano le ali, la vettura va sempre più forte. Se la tendenza sarà questo dovremo aspettarci una Renault molto competitiva anche a Monza visto che è il tracciato dove si usano pacchetti aerodinamici molto scarichi.

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Renault che è stata una spina nel fianco anche per la Red Bull di Verstappen. Perché dico questo? Perché il pilota olandese, intorno al giro 25 avrebbe potuto cercare un undercut nei confronti di Bottas visto che aveva un gap di circa 1,4 s. Ma, Ricciardo, era riuscito a contenere il distacco nei confronti di Verstappen e non c’era la giusta finestra per “pittare” (servivano 18 s) e uscire davanti alla Renault. Se avesse fatto la sosta sarebbe uscito dietro a Ricciardo e avrebbe faticato non poco a scavalcarlo visto che la Renault aveva una grande velocità in rettifilo. 

In caso di pit stop di Red Bull, Mercedes, secondo quanto ha dichiarato Toto Wolff a fine gara, avrebbe risposto con doppio pit stop fermando sia Hamilton che Bottas. Così facendo il finlandese avrebbe perso la seconda posizione ma sarebbe stato troppo rischioso restare in pista con Verstappen dietro di loro con gomme più fresche. Red Bull si aspettava sicuramente di più da questa gara. In qualifica hanno ottenuto il miglior risultato stagionale riuscendo a contenere il gap da Mercedes a soli 0,08 s al chilometro. 

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In gara, però, non c’è stata storia con Verstappen che ha capito dopo pochissimi giri di non avere la velocità per mettere pressione ad Hamilton e Bottas: “Non avevo molto grip con le medie mentre con le hard ho faticato. Ho cercato di mettere un po’ di pressione a Valtteri ma poi le Mercedes hanno aumentato la velocità e non sono riuscito a tenere il loro ritmo. Non sarei mai riuscito a passare le Mercedes considerando le loro velocità di punta, e verso la fine ho temuto anche di subire una foratura. Fare meglio della terza posizione oggi non era possibile ed abbiamo deciso di gestire la situazione e portare a casa questo risultato”.

Mercedes e Red Bull sono scese in pista per qualifica e gara con un assetto aerodinamico più carico rispetto a quello previsto. Il meteo non era chiaro e per evitare di essere spiazzati in caso di pioggia hanno optato per ali leggermente più cariche. Sicuramente, Mercedes. ha optato per un carico ancora maggiore rispetto al team di Milton Keynes e questo gli ha garantito una grande velocità nel settore nel centrale. Ma questo ha sollecitato molto gli pneumatici nel tratto guidato e, alla fine, hanno dovuto gestire per riuscire a raggiungere la bandiera a scacchi. A partire dal giro 39, Hamilton, Bottas e Verstappen hanno iniziato ad alzare i loro tempi sul giro mentre, Ricciardo, ha spinto al massimo fino alla fine realizzando anche il giro più veloce all’ultimo giro. Il pilota australiano, a differenza dei piloti di testa, ha gestito il set di gomme hard nei primissimi giri dello stint, anche a causa del traffico, e questo gli ha permesso di arrivare con gli pneumatici in ottimo stato sul finire della corsa. 

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Hamilton a fine gara era molto preoccupato della condizione delle sue gomme: “Non è stata una gara semplice come potrebbe sembrare. Ho compiuto un po’ di bloccaggi alla fine del rettilineo del Kemmel che mi hanno provocato alcune vibrazioni, ed anche alla staccata del Bus Stop ho commesso una sbavatura. Nel finale le temperature delle gomme stavano calando anche se cercavo di gestire gli pneumatici. Ho faticato un po’, ma è stata una giornata perfetta per noi anche se nel finale ho temuto che si potesse ripetere quanto accaduto a Silverstone per le vibrazioni all’anteriore destra”.

Da quello che ha dichiarato il pilota inglese possiamo evincere che la gara è stata molto meno semplici rispetto a quello che è sembrato guardandola dalla tv. Il sei volte campione del mondo è stato perfetto nei momenti decisivi: qualifica e primo giro di gara. Durante le qualifiche ha staccato Bottas di mezzo secondo a parità di macchina e, allo start, per non farsi attaccare nel rettifilo del Kemmel ha giocato all’ingresso della curva del alzando leggermente il pedale dell’acceleratore. Questa mossa ha spiazzato Bottas che ha dovuto anche lui rallentare perdendo la scia della vettura numero 44. 

Ritornando ai numeri della gara possiamo notare che il dominio di Hamilton è stato piuttosto netto. Anche a Spa abbiamo potuto notare la differenza che riesce a fare la W11 nei primissimi giri di gara e nelle ripartenze dopo Safety Car

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Questo è dovuto a due fattori. In primis all’uso del Das che gli permette di avere subito le anteriori nella giusta finestra di funzionamento. Determinante anche l’uso della mappatura full power che i piloti hanno potuto sfruttare in queste occasioni. Proprio l’uso di questa mappatura ha creato qualche discussione ad inizio gara quando Bottas voleva utilizzarla per riuscire a mettere pressione sul compagno di squadra. La cosa gli è stata vietata dal suo ingegnere perché, durante il briefing pre-gara, era stato detto ai piloti che potevano usare la massima potenza solo al primo giro e dopo un’eventuale ripartenza dalla Safety Car. Questo ha una spiegazione ben precisa ed è direttamente collegato alla mappatura unica che sarà obbligatoria a partire dal Gp di Monza. Mercedes voleva stressare il meno possibile questa specifica di power unit per poter essere più aggressivi con la mappatura a partire dal Gp di Monza.

Ritornando all’analisi dei singoli stint, possiamo notare che Hamilton ha rifilato quasi 2 decimi al giro al compagno di squadra e circa mezzo secondo a Verstappen

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Nel secondo, con gomme hard, la situazione è stata pressoché identica visto che, la differenza prestazionale, è rimasta invariata. Ottimo ilo comportamento della Renault di Ricciardo che è riuscito a girare con lo stesso ritmo di Verstappen

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In questa analisi non abbiamo ancora parlato di Ferrari. Della SF1000 abbiamo già scritto parecchio in questi giorni e c’è ben poco da dire viste le prestazioni che ha offerto la SF1000 in gara. Se ci concentriamo sull’andamento della gara possiamo notare quanto sia stata lenta la Rossa rispetto ai piloti di testa. Nel primo stint la differenza prestazionale nei confronti di Hamilton è stata superiore a 2,5 s al giro con Vettel e vicina ai 3 s con Leclerc. C’è da segnalare che, il pilota monegasco, nei primissimi giri di gara ha avuto dei problemi alla power unit. Problemi al richiamo pneumatico delle valvole del motore che hanno richiesto una ricarica aggiuntiva di aria compressa che è stata effettuata durante i pit stop. Di questo aspetto e sulla gara di Leclerc parleremo nei prossimi giorni con un articolo ad hoc.  

Nella seconda fase di gara, dopo il pit stop, la situazione è leggermente migliorata anche perché. I piloti di testa hanno rallentato il ritmo per cercare di preservare gli pneumatici. 

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Emblematiche le parole di Binotto a fine gara: “Il risultato di oggi, è chiaro, è molto deludente, c’è poco da dire. Come siamo partiti, siamo arrivati, ma già da ieri avevamo visto quanta fatica avremmo potuto fare. Questa è una pista che richiede potenza ed efficienza aerodinamica ed è inutile nasconderci dietro un dito: al momento ci manca sia l’una che l’altra cosa”. 


Autore e grafici: Cristiano Sponton – @csponton


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