Matrimonio Hamilton – Mercedes: ecco perché il sì tarda ad arrivare

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Matrimonio Hamilton - Mercedes: ecco perchè il sì tarda ad arrivare
Lewis Hamilton vince il Gp di Turchia 2020 e diventa campione del mondo per la 7° volta in carriera

Lewis Hamilton è campione del mondo. Per la settima volta. Di questo storico accadimento se n’è parlato e discusso in tutte le salse. Pertanto, oggi, non faremo ulteriori disamine su una materia che potrebbe scadere nel tedioso. Quel che piuttosto va sottolineato, quel che stride col momento di giubilo per aver raggiunto e superato (nelle vittorie di tappa) lo storico record di Michael Schumacher, è che il trentacinquenne di Stevenage – autore di una gara, in quel di Istanbul, che rimarrà negli annali per condotta strategica e gestione delle gomme – non ha ancora deciso cosa fare nelle stagioni a venire. Il soldoni, il contratto che dovrebbe ulteriormente legarlo alla Mercedes non è stato ancora sottoscritto.

Perché? Se avessimo la risposta probabilmente saremmo in tv a disquisir di stelle e congiunture astrali. Formula Uno Analisi tecnica è un’agorà seria, ancorata ai fatti. Sicuramente ci sono asperità da piallare in una trattativa che alla fine dovrebbe chiudersi con i proverbiali fiori d’arancio. Sul piatto due elementi di primissima rilevanza: durata del contratto e stipendio. Perché il vil danaro c’entra sempre. Ma c’è anche dell’altro e lo vedremo più avanti.

Toto Wolff, un uomo a cui nella vita sono riuscite parecchie cose, sta cercando di calarsi nei panni del pompiere. Con ottimi risultati visto che ha spento sul nascere un incendio potenzialmente devastante. “Lewis ama le corse e la competizione, così come me e tutto il team. Penso che se non avessimo le competizioni – ha spiegato il team principal austriaco –  la vita non sarebbe così divertente. Quindi vedo noi e Lewis continuare insieme a puntare ancora più in alto il prossimo anno. E poi avremo questo tremendo e impegnativo cambio di regolamento per il 2022. Credo che andremo avanti insieme ancora per un po’. Ritengo che, molto probabilmente, le discussioni per il rinnovo andranno avanti fino alla fine dell’anno. Non che non troviamo tempo prima per arrivare ad un accordo insieme, è solo che non vogliamo metterci sotto pressione. Quindi non dirò che prima del Bahrain o prima di Abu Dhabi annunceremo un nuovo contratto, perché non abbiamo fretta. Quando sarà fatto, sarà fatto”. Argomento chiuso? Non del tutto.

Matrimonio Hamilton - Mercedes: ecco perchè il sì tarda ad arrivare
Toto Wolff, team principal Mercedes

La sensazione è che in AMG stiano creando un po’ di sana hype in un momento in cui la pista ha ben poco da dire visto che i bottini grossi sono stati già cannibalizzati da Hamilton e dalla Mercedes stessa. Sembra assistere ad un esercizio di avanspettacolo in cui i protagonisti si impegnano a procrastinare il più possibile l’epilogo della messinscena. L’accordo arriverà una volta sistemati i dettagli di cui sopra ai quali va aggiunta una novità trapelata dagli ambienti vicini al sette volte iridato. Pare – sottolineiamo pare – che la bandiera della Stella a Tre Punte voglia maggiore libertà di quella di cui già gode in seno alla squadra. D’altro canto è la primadonna dell’equipe e ci tiene ad ostentare ulteriormente questo status.

Alla BBC, in una delle tante interviste rilasciate dopo lo storico traguardo conseguito domenica, il pluricampione è stato chiaro: “Quest’anno ha dimostrato che puoi lavorare da casa. Quindi sono sicuro che il contratto prevedrà più incontri da remoto piuttosto che da vicino. Il che significa che dovrò volare di meno. Il tempo con gli amici e la famiglia è quello più importante. Quest’anno non sono riuscito a vedere i miei affetti – ha sottolineato –  e questa è stata la parte più difficile di un anno molto complicato”.

Hamilton, inoltre, intende dedicare maggior parte dei propri sforzi all’associazione che egli ha creato, la Lewis Hamilton Commission che si prefigge la formazione di tecnici scelti tra le categorie sociali che hanno più difficoltà d’accesso alla F1. E per tal ragione chiederà al suo team uno sforzo, la possibilità di essere più libero: “Voglio prima scoprire qual è il vero problema in modo da poterlo risolvere in modo efficiente. Sto lavorando con la Royal Academy of Engineering di Londra, abbiamo questa incredibile commissione. Ci sono persone fantastiche, sono tutti accademici. Alcuni lavorano sul campo nelle comunità nere, alcuni in politica. Questa ricerca che stiamo conducendo sta cercando di stabilire perché mancano giovani ragazzi neri che si candidano a materie come scienza, tecnologia, ingegneria e matematica. Quali sono gli ostacoli? Vogliamo creare un’opportunità per quegli individui, vogliamo che siano effettivamente istruiti e si guadagnino il diritto di arrivare in alto”.

Propositi lodevoli che comportano presenza ed abnegazione. Ciò che Hamilton ritiene di potersi ritagliare con l’accordo della casa madre che, sin dal 2013, ha assecondato il pilota nelle sue attività extra pista. E proprio questo è uno dei motivi alla base della longevità agonistica di Hamilton e della fame insaziabile che manifesta ogni volta che abbassa la visiera. Wolff lo sa e probabilmente sta mediando con i vertici di Stoccarda per soddisfare le richieste di un driver che non vince solo perché ha il mezzo tecnico migliore, ma anche e soprattutto perché fa la differenza rispetto al plotone.

Matrimonio Hamilton - Mercedes: ecco perchè il sì tarda ad arrivare
Valtteri Bottas in uno dei pochi momenti di gioia di un complicato campionato 2020

Mercedes si trova in un posizione delicata per quanto concerne la futura line-up piloti. Ecco perché non può permettersi di piantare troppi paletti nel percorso che porta al rinnovo di Lewis Hamilton. Valtteri Bottas, consentiteci l’immagine forte, sembra un morto che cammina. Le sue prestazione sono scadute in maniera preoccupante nell’arco della stagione. Il rinnovo che s’è garantito a inizio anno con prestazioni convincenti forse non ci sarebbe stato col proverbiale senno del poi. Nel confronto col compagno di squadra è uscito con le ossa spezzate. Il 2021, con scarsi margini d’errore, dovrebbe essere l’ultimo anno per il boscaiolo che appare sempre più provato. George Russell preme con forza per il sedile della vettura numero 77 ma qualche scricchiolio si avverte dopo commenti tendenti all’estatico a seguito del mondiale 2019. Il campionato in corso non ha confermato pienamente le aspettative seminate l’anno passato. Il problema non è il sabato, quando il ragazzo sciorina prestazioni da urlo. È alla domenica che qualcosa si è inceppa. Imola e Istanbul la punta di un iceberg sotto la quale si celano altre prestazioni non brillanti. Non è una bocciatura, ci mancherebbe, ma le valutazioni di Wolff sono in corso. Il trono della regina può essere affidato solo a chi regge la pressione. Esercizio in cui Bottas sta fallendo e Russell vacillando. Il futuro si scrive in questi giorni e in Mercedes lo sanno.

Il 2022 è dietro l’angolo e per ora non v’è certezza di nulla. Hamilton potrebbe clamorosamente decidere di non saggiare la F1 della nuova era e Russell potrebbe non superare la prova del nove. Ecco perché il mondiale 2021 avrà una valenza decisiva: per il 44 che deve trovare gli stimoli ad andare avanti. Per Russell chiamato ad una stagione all’altezza delle attese per rilanciare prepotentemente una candidatura che al momento pare offuscata da una leggere nebbia. Ma anche per Max Verstappen che, orfano a fine stagione ventura dei motori ufficiali Honda, potrebbe far pressioni alla Red Bull per essere liberato ed abbracciare il mondo delle Frecce d’Argento. I rapporti tra Wolff e papà Jos sono ottimi: un particolare da non sottovalutare.

Autore: Diego Catalano@diegocat1977

Foto: Mercedes

2 Commenti

  1. Bottas ne è uscito con le ossa rotte nel confronto con Hamilton? Ma per favore!!
    Si vede fin troppo bene che la Mercedes favorisce solo Hamilton e basta.
    Lewis sarà anche più bravo, ma se lo è allora lo dimostri in pista. Partono alla pari e il più bravo vince, tanto la Mercedes può permetterselo

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