Russell: orgoglio e delusione

Russell: orgoglio e delusione


Oggi, al GP del Sakhir, il grande protagonista in positivo coincide, senza averne avuto responsabilità diretta, con il grande sconfitto: stiamo parlando, ovviamente, di George Russell. Il giovane britannico ha disputato, al primo GP al volante di una Mercedes, una gara perfetta in ogni sua fase. Senza esperienza in F1, dalla prima fila, la sua partenza è stata migliore di quella Valtteri Bottas, la gestione gomma (Media con cui era partito come il compagno) accurata fino al quarantacinquesimo passaggio, giro in cui si è fermato per il pit stop.

Un attimo di panico si è vissuto subito dopo, per via di un problema ad un sensore, risolto mettendo in pratica le indicazioni ricevute dal box (con procedure, ricordiamolo, complesse e molto probabilmente diverse rispetto a quelle in uso alla Williams). George si riprende e ricomincia a far segnare giri veloci e quando, alla cinquantesima tornata, Bottas esce alle sue spalle dopo la sosta, la vittoria sembra un’ipotesi parecchio concreta.

Russell: orgoglio e delusione
George Russell nominato ‘Driver of the Day’

Poi, il destino: il pilota che lo sta sostituendo in Williams, Aitken, va in testacoda, tocca le barriere e lascia l’ala anteriore in pista. Safety Car. In casa Mercedes si decide per il doppio pit stop in sequenza. Il resto, è un guaio senza precedenti: gomme scambiate, obbligo di rientro al box, investigazione pendente. Eppure, lui non si dà per vinto e recupera, sino ad arrivare ad insidiare Perez per riprendersi la leadership. Ancora la sfortuna, stavolta insanabile: una foratura. Ennesimo cambio gomme e una mini rimonta, dato che la gara era quasi al termine, che lo porta in nona posizione, dopo essere sciolto sino alla quattordicesima.

Amarezza e fierezza si mischiano, inevitabilmente, nelle sue parole: “Sono sia orgoglioso che deluso. Ci sono state gare, in passato, in cui vittorie mi sono state portate via, fa parte delle corse, ma che accada due volte nello stesso GP è qualcosa di incredibile. Non so cosa dire.” C’è spazio anche per un’analisi d’insieme: “Ringrazio tutti per i complimenti e la considerazione che sto ricevendo. Sono conscio di quali siano le mie capacità, ma sono arrivato a questo weekend di gara all’ultimo minuto, quindi non sapevo davvero come sarebbe andato. Andare così’ vicino alle pole e alla vittoria della gara, vuol dire che avevano tutto sotto controllo e di questo sono fiero e felice.”

Russell: orgoglio e delusione
Il soprassso di Russell su bottas nel tentativo di ricucire la gara prima della foratura

Resteranno impresse le immagini della sua comprensibile delusione, i team radio di tutta la squadra a scusasi per l’accaduto (compreso Toto Wolff) ma, soprattutto, la certezza, ormai comprovata del suo valore. Vedremo se George avrà un’altra occasione ad Abu Dhabi o se Lewis Hamilton potrà tornare al volante della propria freccia nera.


Autore: Elisa Rubertelli – @Nerys__

Foto: Mercedes – F1

Elisa Rubertelli
Le parole creano universi e io ci vivo immersa, in precario equilibrio sul filo del tempo. Il mio ossigeno è di carta. Bookblogger, SMM Festival del giornalismo Culturale, Ayrton Senna Sempre, in love with F1 since 1984, Radio addicted, tennis lover.

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