Mercedes ha creato un Bottas “inutilizzabile”: l’errore che sta facendo perdere il mondiale

L’epilogo è ormai prossimo. Quattro gare di F1 – ed una Sprint Qualifying da disputarsi sabato prossimo – che consegneranno alla storia il vincitore del campionato del mondo di F1 2021. 19 le lunghezze di vantaggio che Max Verstappen deve difendere, o meglio gestire, nei riguardi di un Lewis Hamilton tramortito dalle legnate ricevute negli ultimi due appuntamenti ma di certo non rassegnato ad alzare bandiera bianca quando in palio ci sono ancora oltre 100 punti.

Anche se i numeri dicono che l’olandese è il favorito assoluto, il sette volte iridato è intenzionato a vendere cara la pelle. Specie prima dell’introduzione del nuovo corpus regolamentare che potrebbe stravolgere i valori in campo, mescolandoli in maniera drastica e rendendoli imprevedibili nel medio periodo.

La rincorsa di Lewis su Verstappen potrebbe essere la classica fatica di Sisifo. Uno sforzo durissimo ma improduttivo. Nelle ultime gare così è stato e c’è il timore che possa succedere anche nel GP del Brasile le cui attività inizieranno domani con le rituali interviste ai protagonisti. A preoccupare è la maggiore efficienza che i “Tori” hanno sciorinato tra le pieghe dell’Hermanos Rodriguez. Se anche a San Paolo dovessero evidenziare cotanta schiacciante superiorità le cose si complicherebbero ulteriormente.

Esiste una discrepanza tra ciò che sarebbe necessario per arrivare all’ottava corona iridata e quello che la stagione sta affermando. Hamilton avrebbe bisogno di un filotto di vittorie da qua alla fine. La questione è che in campionato non ha vinto più di due gare di file. Peraltro all’inizio del mondiale. Dopo il quarto GP stagionale Lewis si è portato a casa solo due trionfi. Verstappen otto. E questa evidenza dà la cifra di quanto a Milton Keynes siano avvantaggianti in queste ultime sfide.

In Mercedes non posso più correre in difesa. Nel limitare costantemente i danni vedono la RB16B n°33 allontanarsi all’orizzonte. A Brackley stanno profondendo uno sforzo enorme. Ma insufficiente per competere con i rivali. In questo contesto di certo non esaltante si aggiunta un’altra difficoltà: Valtteri Bottas si è dimostrato inutile alla causa. A quella di Hamilton ma anche a quella relativa alla Mercedes che ora ha il fiato sul collo di una Red Bull che in Messico ha ringhiato come una belva feroce.

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il finlandese Valtteri Bottas (Mercedes AMG F1 Team) si gode la pausa di un paio di giorni dopo il Gran Premio del Messico edizione 2021

Il “Boscaiolo” ha perso il nerbo. E’ demotivato, abulico, a tratti addirittura strafottente. Nella testa di Valtteri c’è solo il 2022. La nuova esperienza in Alfa Romeo, un team che dovrebbe metterlo al centro del progetto, coccolandolo e facendone il leader indiscusso. Anche se la vettura, salvo la realizzazione di imponderabili scenari, dovrebbe galleggiare nella acque opache della metà dello schieramento.

In un famoso brano i Pink Floyd – sia concessa la citazione – scrivevano “… Did you exchange a walk on part in the war for a lead role in a cage?“. Evidentemente, per Valtteri, la risposta è affermativa. Il 2021 sta dicendo che all’ex Williams manca la tempra del combattente o che deficita in quelle necessarie prerogative che devono essere connaturate a chi si esalta nei duelli e nelle situazioni in cui c’è da anteporre l’agonismo alla cortesia cavalleresca.

Il finnico aveva già dato la sensazione di essere troppo arrendevole quando era stato chiamato ad arginare quel fiume in piena che risponde al nome di Max Verstappen. In Russia la sua difesa è sembrata troppo molle per essere vera. In precedenza, in altri contatti ravvicinati, il “77” ha sempre dimostrato una tendenza alla facilitazione del sorpasso piuttosto che alla difesa strenue. Durante le fasi concitatissime della partenza del GP del Messico, Bottas è ancora una volta sembrato molle.

Hamilton, in diretta, l’ha notato e il team radio nucleare, poi smorzato l’indomani in maniera piuttosto maldestra, ha apertamente accusato il compagno di garage di averlo chiuso. Evidenza piuttosto inconfutabile alla quale si aggiunge anche l’indiretta apertura operata nei confronti dello sfidante olandese.

Perché è successo questo? Semplice: Bottas potrebbe non avere più voglia di aiutare Hamilton e la squadra nella lotta per il titolo contro Verstappen e la Red Bull. E lo start di tre giorni fa lo racconta abbastanza nettamente. In Mercedes non hanno brillato in sagacia strategica nel corso di questi mesi, ma non è immaginabile che non abbiano studiato nel dettaglio le modalità con cui procedere per virare al comando dopo un inatteso uno-due in qualifica che non ha raccontato la verità sui valori tecnici che sono drammaticamente, per AMG, emersi nei 71 giri della gara.

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la partenza del Gran Premio del Messico edizione 2021

Bottas o era assente alla lezione (impossibile), o era distratto quando il professore spiegava (probabile), o semplicemente, non ha applicato i dettami ascoltati in aula (molto probabile). Qualcuno eccepirà dicendo che si è trattato di una partenza errata. Sì, lo è stata. Ma c’erano tempi e modi per recuperare: bastava chiudere Max a sinistra e non offrirgli scie e traiettoria pulita per produrre una staccata perfetta. Cose che avrebbero probabilmente messo Hamilton in condizione di girare in vetta. Che era null’altro che il progetto della scuderia anglo-tedesca.

La sensazione è, quindi, che Bottas sia ormai “inutilizzabile”. A differenza di Sergio Perez che sta giocando un ruolo chiave per la Red Bull. Una condizione che concede alla squadra di Milton Keynes un vantaggio nella battaglia per il campionato. La classifica costruttori parla chiarissimo. Il lassismo del finlandese non solo sta pesando nelle velleità iridate di Hamilton, ma ora sta incidendo anche sulle possibilità del suo team di conseguire l’ottavo titolo costruttori.

Mercedes per anni è stata una macchina da guerra perfetta, ma anche i Panzer hanno dei punti deboli che in questo 2021 condotto sotto la pressione asfissiante della Red Bull sono emersi. Toto Wolff, il manager più titolato di sempre, ha gestito male il ruolo del secondo pilota. In un campionato così tirato e nel quale la W12 ha perso lo scettro della regina abdicando in favore della RB16B avere un driver riluttante e svogliato si è dimostrata una mossa da principianti.

Hamilton, nella sua carriera, non ha praticamente mai avuto bisogno del supporto di una spalla. Basta ripercorrere la storia di ognuno dei sette titoli che ha portato a Stevenage senza lasciarsi condizionare da giudizi tendenziosi. Quest’anno, invece, il contributo di un partner serviva. Ed è mancato clamorosamente. Così come sta mancando a Mercedes che è riuscita ad accaparrarsi, in passato, dei mondiali con il secondo pilota nemmeno sul podio della classifica finale. Stagioni vicinissime che sembrano lontanissime.

Anni speciali necessitano di mosse straordinarie. Quello che la dirigenza nero-griglia non ha saputo fare ostinandosi con cocciutaggine a perseverare in una comfort zone che si sta rivelando un mezzo incubo sportivo. Non è questa la sede per dire cosa avrebbero dovuto fare Wolff, Ratcliffe e Kallenius. Questo è il luogo in cui, analiticamente, si dimostrano delle evidenze. Se Bottas è inerte, passivo, a tratti indolente, è perché, probabilmente, non è stato messo in condizioni di rendersi utile.

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Toto Wolff, team principal e comproprietario della scuderia tedesca Mercedes AMG F1 TEAM, durante il week end del Gran Premio di Inghilterra edizione 2021

Cosa può cambiare in questo ultimo, risicato, scorcio stagionale? Ben poco. Hamilton ha corretto il tiro ed ha ancora una volta lodato il collega-amico per il lavoro svolto. Ma la mossa mediatica sa di toppa mal cucita su uno strappo che mostra ancora lacerazioni massicce. La sensazione è che il rapporto tra Bottas e il team sia incrinato. Wolff, prima del GP del Messico, ha usato parole di certo non lodevoli sul suo dipendente affermando che non è un campione. Evidenza palese e confermata dalla sua carriera.

Ma esternarlo in maniera così diretta non è stata una furbata. E la cosa dimostra quanto lo stesso team principal viennese, che Valtteri l’ha fortemente voluto in Mercedes, stia sentendo il peso schiacciante della pressione psicologica. Il ridimensionamento stagionale della Mercedes sta tutto in questa tangibilità: legare le proprie sorti sportive – e di riflesso finanziarie – ad un pilota dimissionario, messo nelle peggiori condizioni psichiche di operare.

Il cane si è morso così tanto la coda da provocarsi lesioni apparentemente insanabili. La matematica non taglia fuori né il team né la sua punta di diamante. Ma la realtà narra di una difficoltà evidente. L’impero sta per cedere o forse, addirittura, è già ceduto (leggi qui per saperne di più). Anche a causa di Valtteri Bottas da Nastola.


F1-Autore: Diego Catalano – @diegocat1977

Foto: Mercedes AMG F1Red Bull Racing

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