Violazione del regolamento sportivo paragrafo 48.12. Il caos in Direzione Gara consegna il mondiale a Verstappen

F1 – 12 dicembre. Regoliamoci. Gran Premio Emirati Arabi

Se la scorsa settimana, a Jeddah, c’erano state delle perplessità nelle decisioni della Direzione di Gara, le cose non si può dire siano andate meglio in quest’ultimo gran premio. Anzi, a dire il vero, sono persino andate peggio… Ma andiamo con ordine:

Il primo episodio l’abbiamo subito al via: Hamilton, 2°, ha uno spunto migliore di Verstappen e si prende la testa della corsa tuttavia, sfruttando al meglio la scia, l’olandese si affianca al rivale e in fondo al lungo rettilineo tenta il sorpasso all’ interno di curva 7. L’inglese, ovviamente, non molla e finisce lungo, leggermente spinto dal rivale che subito chiede via radio gli venga ceduta la posizione.

La Direzione Gara non è dello stesso avviso, anzi, dice al pilota Red Bull che il tempo guadagnato da Hamilton con il taglio della chicane, è già stato restituito prima del termine del giro e quindi non sono necessari altri provvedimenti né tantomeno un’investigazione. In questo caso, la decisione sembra essere corretta: se Verstappen non è stato sanzionato in Brasile, non deve esserlo Lewis qui. E poi, dall’on board camera, è evidente che se il pilota Mercedes avesse accennato la curva, tra i due ci sarebbe stata una collisione.

Ma andiamo avanti. Tutto scorre liscio fino al finale della gara, quando Latifi va a sbattere al giro 53 ed è necessario l’ingresso in pista della safety car. A questo punto, Mercedes si trova ad un bivio: fermarsi e rientrare alle spalle di Verstappen, qualora non effettuasse una sosta, oppure proseguire e sperare che la gara arrivi alla fine con la vettura di sicurezza in pista? Decidono di optare per questa seconda possibilità; Hamilton prosegue mentre il rivale va ai box e monta gomma soft.

Al rientro, Verstappen si trova sempre in seconda posizione, ma tra lui e l’avversario per il titolo ci sono alcuni doppiati. Generalmente, prima della ripartenza dopo safety car, il Direttore di Gara dà la possibilità a questi piloti di superare il gruppo e accodarsi in fondo allo schieramento. Tuttavia, valutato il poco tempo a disposizione per concludere la gara (dato che già siamo arrivati al giro 56 di 58), questa chance viene negata.

Red Bull si lamenta con Michael Masi di questa decisione, sostenendo che i piloti si stanno giocando il mondiale. Il Direttore di Gara quindi cambia idea: ai doppiati sarà data la possibilità di sdoppiarsi. E qui iniziano i problemi grossi: sul monitor appare che la manovra è consentita per Norris, Alonso, Ocon, Leclerc e Vettel, ma questa chance dovrebbe essere data a tutti i piloti che hanno perso un giro. Per la cronaca, i sopra citati sono coloro che si trovano tra Hamilton e Verstappen.

Ma non è finita: una volta effettuato il sorpasso da parte delle vetture attardate, la Safety Car dovrebbe completare un ulteriore giro per consentire loro di accodarsi al gruppo (questo perché comunque c’è un tempo limite da rispettare e altrimenti dopo pochi metri sarebbero doppiati nuovamente). Tutto ciò, però, non avviene e Michael Masi decide di far rientrare la vettura di sicurezza al termine dello stesso. La gara quindi riparte quando manca solo una tornata, quella decisiva per il sorpasso di Verstappen ai danni di Hamilton.

Ora, come la settimana scorsa, è impensabile che non nascano delle critiche verso la Direzione Gara dopo che sono state prese queste decisioni. Tutto sommato, fino alla scelta di non far sdoppiare i piloti che avevano perso un giro, l’operato di Masi si poteva ritenere corretto: come prevede il regolamento all’articolo 48.12, se non ci sono le condizioni per effettuare ciò, l’autorizzazione può essere negata (la condizione che sarebbe venuta meno è il tempo: sarebbero serviti almeno altri due giri di SC per compattare il gruppo, ma si voleva comunque far ripartire la gara)

Ma, detto ciò, ammesso anche che si cambi idea e si decida di lasciar passare i “ritardatari”, questo non deve avvenire perché un team fa pressione. A torto o a ragione deve necessariamente decidere il Direttore di Gara in autonomia. E poi, come abbiamo già detto, la possibilità deve essere data a tutti, non solo a qualcuno. Altrimenti non si fa altro che alimentare polemiche. In ogni caso la violazione è stata un’altra: il regolamento prevede espressamente che la Safety Car rientri ai box nel giro successivo e non nello stesso.

Arriva quindi, giustamente, la protesta ufficiale di Mercedes, in quanto le procedure di safety car non sono state rispettate. Tuttavia, dopo alcune ore di discussione, viene rigettata. Masi, ha spiegato che l’articolo 48.12 è stato utilizzato proprio per togliere i piloti che interferivano nella lotta mondiale: il fatto che altri concorrenti non siano stati fatti passare, non avrebbe comunque influito sul risultato. Inoltre, ha affermato di aver cercato di rispettare il più possibile quanto stabilito tempo prima con i team, ovvero di concludere la gara in regime di bandiera verde se possibile.

Dall’altro lato, i commissari hanno altresì stabilito che l’articolo 48.13 riguardo il rientro della safety car, annulla il paragrafo precedente del regolamento. Inoltre, il codice sportivo internazionale prevede che le decisioni del Direttore di Gara, vanno oltre il regolamento, quindi per loro è tutto regolare.

Verstappen è confermato campione del mondo; ma non è ancora detta l’ultima parola: Mercedes ha annunciato l’intenzione di presentare ricorso al tribunale sportivo e ha tempo per farlo fino a giovedì. Insomma, l’olandese ha meritato questo mondiale dalla prima all’ultima gara, sia chiaro. Però senza questi episodi che lasciano sempre l’amaro in bocca, avrebbe avuto un altro sapore…


F1 – Autore: Alessandro Rana – @AleRanaF1

Immagini: F1

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1 COMMENT

  1. Premetto che sia Max che Luis meritavano il mondiale. ma se in curva 1 c’era la sabbia la gara di Hamilton terminava li.

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