La F1 valuta cambi regolamentari immediati per offrire maggiore trasparenza

F1 e Dakar. Due mondi opposti, due modi di intendere le corse del tutto differenti e che, per natura e caratteristiche, non potranno mai trovare un punto di sintesi. Ma, a ben guardare, qualcosa che accomuna questi poli lontani c’è. Si tratta, infatti, di eventi organizzati entrambi sotto l’egida della FIA. L’ente parigino ha recentemente subito un cambio della guardia al vertice: dopo dodici anni di “regno” Jean Todt è Ben Sulayem il nuovo reggente del direttivo che sovraintende alla massima categoria del motorsport.

Sulayem, famoso anche per il suo passato nel mondo dei rally, ha presenziato all’inaugurazione della classica competizione che si sta svolgendo nei deserti sauditi. Ed è stata l’occasione per disquisire dei regolamenti che ordinando i processi decisionali della F1. Norme e relative interpretazioni entrate nell’occhio del ciclone dopo l’epilogo del Campionato 2021 che ha aperto ai ricorsi (poi abortiti) di Mercedes e al silenzio reiterato di Lewis Hamilton che ha fatto perdere le sue tracce da quasi un mese.

Il n°1 di Place de La Concorde, sin dal momento del suo insediamento, si è espresso senza paraventarsi dietro diplomazie di facciata. Un fatto da leggere in chiave positiva considerando che la F1 è tacciata di essere una categoria oscurata da spesse pareti in cemento armato che celano il funzionamento della stessa (leggi qui l’approfondimento). Un’operazione trasparenza auspicata e ora dichiarata che però deve diventare effettiva.

F1
Mohammed Ben Sulayem, neo presidente della Federazione Internazionale

Quello dei regolamenti non è il libro scritto da Dio. Deve essere migliorato“. Sulayem ha spezzato quell’idea dogmatica secondo cui il testo scritto sia immutabile. L’idea nasce ovviamente da quanto accaduto ad Abu Dhabi perché è ormai chiaro anche ai decisori che qualcosa non ha funzionato a dovere nell’ultimo GP stagionale. E la lettera pubblica che la Federazione Internazionale ha diramato pochi giorni dopo quegli accadimenti lo dimostra in maniera piuttosto chiara.

Sono stato eletto presidente FIA solo da un paio di settimane – ha riferito lo sceicco e imprenditore emiratino – e sto ancora analizzando quanto è successo ad Abu Dhabi. La F1 è uno sport in rapido cambiamento e noi dobbiamo esserlo allo stesso modo, risultando più pro-attivi che reattivi“.

I vertici della FIA, quindi, vogliono affrontare la spinosa questione regolamentare e procedurale prima che il campionato abbia inizio. Cosa tra l’altro specificata nel comunicato cui si faceva riferimento in precedenza. Tra le questioni sul piatto c’è anche da risolvere quella relativa alla mancata presenza di Lewis Hamilton al gala di fine anno della FIA. Cosa che potrebbe generare delle conseguenze pesanti al britannico. Il regolamento sportivo della F1, difatti, prevede che i primi tre classificati del campionato debbano essere presenti alla cerimonia. La Federazione è parsa indispettita dalla mossa di Lewis ed ha fatto sapere che la questione verrà affronta senza lasciarla cadere nel dimenticatoio.

F1
Lewis Hamilton (Mercedes AMG F1 Team)

Le intenzioni di Place de la Concorde sono serie tanto che Mohammed Ben Sulayem ha lasciato intendere che la violazione delle regole non può essere ignorata. Anche se, parlando più approfonditamente del caso, ha poi ammorbidito i toni alludendo ad un atteggiamento votato alla clemenza date le circostanze che hanno portato il pilota a darsi alla macchia: “Sono molto fiducioso che sarà al via del prossimo campionato. È parte importante del nostro sport. A Lewis ho inviato un messaggio, non credo sia ancora pienamente pronto per parlare di quello che è successo. Non vogliamo punire un pilota o un team, ma dobbiamo far rispettare le regole“.

Il classico compromesso, ossia una multa pecuniaria, potrebbe essere la soluzione che accontenta tutti. Un segnale che il caso è stato notato, affrontato e chiuso con ragionevolezza e un pizzico di benevolenza considerando quale sia stato l’episodio scatenante. Un segnale che comunque ha un valore relativo nella più grande cornice rappresentata dalla credibilità che questo sport deve ritrovare dopo le ultime controversie. Perché il futuro della F1 va affrontato con una policy votata finalmente alla piena trasparenza.

F1-Autore: Alessandro Arcari@berrageizf1

Foto: F1, Mercedes

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