Ferrari: nuovo ICE e sospensioni riviste le chiavi per un 2022 da protagonista

290 e 0,7. Questi numeri, apparentemente, non dicono nulla. E invece sono l’emblema di ciò che è stata la stagione 2021 di F1 della Ferrari. La prima cifra rappresenta il distacco in punti dalla Mercedes campione del mondo. Un baratro, certamente meno profondo dell’abisso scavato nel 2020, che racconta di quanta strada bisogna fare a Maranello per colmare un deficit tecnico spiegato da quel decimale che campeggia in apertura.

O,7 è il solco cronometrico medio che la SF21 accusa nei riguardi dell’apripista. Non si tratta di bazzecole, non è uno strappo che normalmente si riduce da una stagione all’altra. A meno che non intervenga qualcosa di più grande a rimescolare le carte sul tavolo da gioco. E questo qualcosa è il cambio regolamentare che i team stanno gestendo nella definizione delle F1 2022.

Il cambiamento è un’occasione e in Ferrari non possono lasciarsi sfuggire l’opportunità di approfittarne. Ovviamente la mutazione normativa, da sola, non può bastare a risolvere le questione annose di una scuderia che negli ultimi due anni è rimasta all’asciutto di vittorie.

I problemi della Rossa risalgono al 2019, quando alcune direttive tecniche hanno limitato l’efficacia di un motore che, specie in qualifica, era in grado di sciorinare una pinguedine di cavalli che aveva fatto storcere il naso agli avversari. Molti ricorderanno le acide parole di Max Verstappen sulla presunta irregolarità del sei cilindri ferrarista.

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Uno scatto dell’ultima specifica della power unit italiana, dotata della nuova tecnologia ibrida che verrà implementata nella versione 2022

Durante l’inverno successivo la Scuderia e la FIA stipularono un accordo riservato che ebbe come risultato evidente il depotenziamento della power unit che, unito ad un progetto telaistico ed aerodinamico davvero mal riuscito, generarono una delle stagioni più negative della gloriosa storia del team modenese.

Nel 2021 qualcosa si è mosso: il distacco dalla vetta è stato sensibilmente rosicchiato. Ma non quanto basta per cullare sogni di gloria. E’ proprio sull’unità propulsiva che le attenzioni degli ingegneri italiani si sono concentrate in vista della stagione che prenderà il via a marzo, in Bahrain.

La Ferrari ha lavorato sin dalla scorsa stagione per risolvere i problemi al propulsore. Durante il 2021 ha infatti introdotto un nuovo sistema ibrido che ha garantito un notevole miglioramento delle prestazioni. La componente elettrica in questione è alla base del sistema di recupero energetico del progetto 2022.

Ma le novità non si fermano qua: la Ferrari ha sviluppato anche altre aree del V6 che sarà utilizzato fino al 2026, anno del disgelo regolamentare. Le modifiche sono state necessarie, in parte per ottimizzare il design per i nuovi carburanti con etanolo al 10% che la F1 adotterà nel 2022 (leggi qui il nostro focus), ma principalmente per superare il deficit di potenza che si manifesta verso i concorrenti.

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Uno scatto all’interno dei box relativo alla versione 2021 del possente motore montato sulla Mercedes W12.

E’ stato lo stesso Mattia Binotto a confermare che il propulsore è significativamente diverso da quello attuale tranne che per l’ibrido che, in ogni caso, sarà comunque oggetto di alcune revisioni marginali per il 2022. Nulla che vada a stravolgere quanto presentato durante il 2021.

L’area sulla quale andranno ad insistere le maggiori differenze è quella riferibile al motore a combustione interna (ICE) che sarà molto diverso dal modello precedente. Il nuovo carburante con il 10% di etanolo ha imposto drastici cambiamenti alla camera di combustione. La miscela diversa genererà una perdita di più o meno 20 cavalli. Una quota che in Ferrari pensano di recuperare con la ricerca chimica.

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Dettaglio del bocchettone di rifornimento della Ferrari

La nuova miscela offerta dal colosso petrolifero Shell sta dando ottimi risultati al banco prova. Secondo informazioni raccolte, il composto ibrido fossile-etanolo ha migliorato non di poco le prestazioni dell’ultima power unit Ferrari dotata di nuova tecnologia ibrida. Le opportunità di sviluppo sono molte e si realizzano in molteplici ambiti. Quello delle sostanze combustibili è uno di questi.

Naturalmente un altro fronte caldissimo – forse quello principale – è rappresentato dall’interpretazione delle nuove norme aerodinamiche.

Quelle definite dalla FIA sono regole molto restrittive che potrebbero anche non funzionare del tutto (leggi il nostro retroscena). Nonostante ciò Binotto ha fatto sapere che c’è ancora spazio per l’innovazione e che la Ferrari ha perseguito nuovi concetti anche sotto al cofano motore, laddove gli sguardi indiscreti degli avversari arrivano con più ritardo. Non solo propulsore, dunque, ma anche il design delle sospensioni è stato investito da un gran lavoro che dovrebbe finalmente abbattere uno dei talloni d’Achille delle ultime monoposto nate a Maranello.

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dettaglio del terzo elemento montato sulla Ferrari SF21 durante la stagione 2021

Tutte le novità in cantiere dovrebbero permettere alla Ferrari di guardare al 2022 con fiducia. Ma basteranno per farla ritornare al vertice della categoria? La distanza con Mercedes e Red Bull è colmabile? Binotto ha vestito i panni del pompiere. Ruolo nel quale s’è calato da qualche tempo visto che continua a sostenere che i suoi uomini hanno fatto un gran lavoro ma che l’obiettivo concreto è di continuare a crescere e di ridurre ulteriormente il gap con i concorrenti.

Il team principal mette nel mirino qualche vittoria di tappa escludendo, in una atteggiamento che potrebbe essere semplice pretattica, di riuscire a gareggiare per la corona d’alloro sin da subito. Il divario è considerato ancora troppo grande e un manager pragmatico non può fare proclami di vittoria senza avere elementi su cui poter contare.

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Xavi Marcos, Mattia Binotto e Charles Leclerc (scuderia Ferrari)

Le nuove norme ammantano di nebbia ogni cosa. Non è possibile sapere di preciso né dov’è la Ferrari né dove sono i rivali. Da qui parole di cautela e moderazione. In linea di massima, comunque, a Maranello si aspettano, specie all’inizio della stagione, che ci sarà una differenza di competitività tra le vetture dovuta al modo in cui ogni squadra può aver interpretato le regole. Valutazione che dà riscontro a quanto raccolto dalla nostra redazione nelle passate settimane.

Quello che sarà importante per la Ferrari è essere in grado di comprendere con solerzia i punti deboli e affrontarli con altrettanta rapidità. Il maggior numero di ore di galleria del vento e di CFD garantite dal balance of performance regolamentare potrebbero essere una manna per il Cavallino Rampante nel suo percorso di crescita. La facoltà di reazione della squadra ad eventuali e non auspicate difficoltà inziali sarà fondamentale.

F1-Autore: Diego Catalano@diegocat1977

Foto: F1, Ferrari, Alessandro Arcari

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